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Bambù: il segreto per attirare i panda

June 6, 2013
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“Mi piego ma non mi spezzo”. Se volete una pianta che risponda a questo grido, ho la soluzione per voi. Il bambù è una bellissima pianta sempreverde proveniente dall’Estremo Oriente e appartenente alla famiglia delle Graminaceae. La particolarità del bambù sta nel tronco, duro, cilindrico, perfetto, da cui partono foglie sottili e lanceolate.
Visto che cresce molto in altezza (alcune specie raggiungono i 40 metri), il bambù viene utilizzato nei giardini per molteplici scopi, per esempio creare una schermatura contro il vento, coprire aree “dismesse” o separare sezioni di giardino, oppure per consolidare scarpate e aree in declivio, insieme ovviamente a tutti gli scopi ornamentali a cui può servire, in primis accompagnarlo con altre specie per dare un’aria esotica al giardino. Certo, se avessimo una piantagione di bambù potremmo anche pensare di buttarci sulla produzione di palizzate e pergolati, ma a questo dedicherò il post “Ambiziosi del giardinaggio”.
Il bambù può essere acquistato, ovvio. In questo post però vediamo come rubarne un pezzo, attraverso la tecnica della moltiplicazione dei rizomi.

La radice del bambù è rizomatosa. Cos’è un rizoma? È una parte di fusto modificata, che serve come riserva: praticamente un agglomerato di filamenti da cui partono i fusti. Quello che so è che possono essere moltiplicate, ovvero possiamo creare nuove piante partendo da un singolo rizoma. Se dividiamo in due il rizoma, tagliandolo con un coltello, molto facilmente otterremo due nuove piante.

Vediamo alcune semplici regole per la gestione del bambù:
- Non si devono assolutamente togliere le foglie cadute: lasciatele ai piedi dei fusti, funzioneranno  come pacciamatura contro le infestanti.
- è una pianta a dir poco vigorosa e molto forte, che dovete tenere “a bada”: se già sapete che non le dedicherete il giusto tempo è preferibile piantarlo in vaso (ne limiterete la crescita)
-  ama posizioni luminose, ma non è indispensabile che stia al sole.
- va piantata in terreno ben drenato per evitare che si sviluppino dei funghi alle radici rizomatose.
- non necessita di concimi
- se piantato in vaso, va rinvasato ogni anno.

 

Per questo tutorial ringrazio mio nonno, Fiorino. Perchè senza le sue braccia forti, oggi non avrei il bambù!

 

Tutorial

nonno_bambu

1
Braccia rubate all’agricoltura: per estirpare le radici del bambù ci vogliono braccia forti ed esperte, come quelle di mio nonno, Fiorino.

radici bambu

2
Bambù 1 – zappa 0. Non sono radici che vanno in profondità, ma sono forti perchè compatte. Armatevi di coraggio e date colpi netti per spezzare i rizomi.

taglia bambu

3
Un volta estratto, tagliate i tronchi di bambù, che non servono più. Non fate come il nonno, usate i guanti: il bambù è molto tagliente!

dita germogli

4
Verificare che ci siano dei germogli, che il rizoma non sia “cieco”. Da lì partiranno le nuove piantine. Quindi tagliate il rizoma in due parti.

sciacqua

5
Sciacquate bene le radici con acqua tiepida e pulitele da eventuali residui di sporcizia.

taglia radici

6
Tagliate piccole porzioni di radici: questo semplificherà la nuova radicazione.

vaso

7
Posizionare in un vaso almeno all’inizio: i primi risultati si vedranno dopo mesi, abbiate pazienza!

copri bordo

8
Coprire con terriccio universale fino alle estremità delle vecchie canne, che ovviamente non vedremo più crescere.
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Le regole d’oro delle bulbose

December 30, 2012
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OLYMPUS DIGITAL CAMERASe non avete ancora acquistato i vostri bulbi primaverili, è tempo di sbrigarvi! Nei centri bricolage, nei garden, nei supermercati, sui siti internet e nelle fiere dedicate al giardinaggio, il periodo autunnale è un brulicare di sacchetti contenenti i più bei bulbi provenienti dall’Olanda. Da settembre fino a inizio dicembre è necessario interrarli; se si aspetta troppo si rischia di compromettere questa facilissima, ma molto gratificante, opera di giardinaggio.
Per comodità si associa alla parola “bulbose” una quantità molto vasta di specie. In realtà questa categoria di piante si suddivide in sottocategorie, a seconda di come è strutturato l’organo sotterraneo: bulbi, rizomi, cormi e tuberi. Il Crocus nella foto di fianco è, per esempio, un cormo.

 

Le regole d’oro:

Tempistica
Acquistate presto in stagione: la scelta è maggiore e i bulbi sono freschi, cioè prelevati e confezionati da poco tempo. Nonostante siano rinomati per la loro resistenza, ci sono alcuni bulbi, come i Narcisi, che soffrono la permanenza fuori dalla terra.

Materia prima
Analizzate bene cosa state comprando: i bulbi devono essere turgidi, senza ammaccature, ferite o zone ammuffite. Se notate una di queste problematiche, significa che sono stati conservati male oppure che ci sono delle malattie crittogamiche in atto. I bulbi che acquisterete saranno in un sacchetto trasparente forato. Potrete vedere, quindi, il contenuto. Questo è un punto importante: non comprate mai i bulbi in un sacchetto di cui non vedete il contenuto, perchè  potrebbero essere deteriorati.

Sconti
Se trovate uno sconto del 50% probabilmente non siete in procinto di fare un buon affare. Come avviene per i vestiti, spesso gli sconti sulle piante vengono fatti perchè sono “della passata stagione”, quindi in ritardo per essere piantati. Optate, piuttosto, per altre scelte: per i bulbi se ne riparlerà a primavera!

Pochissime bulbose sono sempreverdi (la Clivia, per esempio): in generale, ottimizzano il loro ciclo vegetativo in modo da emettere radici e germogli all’avvio della stagione più favorevole alla specie. Dopo il periodo di “attesa”, la pianta raggiunge il massimo sviluppo nelle condizioni più favorevoli affinchè i suoi fiori vengano fecondati. Una volta che il bulbo è sfiorito, le foglie continuano a svilupparsi e, attraverso la fotosintesi, elaborano zuccheri e sostanze di riserva che serviranno al bulbo per la fioritura dell’anno successivo. Per questo motivo, dopo la sfioritura, dovete lasciare che le foglie ingialliscano e appassiscano. Non toglietele, non tagliatele! Potreste compromettere la fioritura per l’anno successivo!

La riproduzione

Mentre le foglie ingialliscono, maturano i semi. Questi ultimi, però, non sono il mezzo principale di riproduzione. Alla fine del ciclo vegetativo, quando estrarrete i bulbi dal terreno, troverete i “bulbilli” tutti intorno al bulbo principale. O, nel caso dei rizomi (iris, mughetti), vedrete che la radice ha emesso nuove porzioni. A questo punto dovrete moltiplicare, staccando i bulbilli nuovi e tagliando i rizomi dove c’è la gemma.
C’è una particolarità che contraddistingue i bulbi: la natura aiuta le specie più a rischio, regalando una chance in più di sopravvivenza. Infatti, le specie più fragili che si adattano meno ai cambiamenti climatici e soffrono di molti fattori, sono quelle che producono più organi sotterranei e , quindi, hanno più possibilità di riprodursi.