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Le piante e la luce: le regole d’oro

May 28, 2014
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La luce è il secondo alimento della pianta, dopo l’acqua, e anche il secondo grande interrogativo dei giardinieri poco esperti. Come per le annaffiature, anche per l’illuminazione le piante differiscono tra loro per esigenze, ma esistono due regole di base che è bene seguire e da cui partire per imparare cose più difficili. A prescindere dalla specie, tutte le piante necessitano di molta luminosità. Il sole diretto in molti casi è la causa primaria della morte di una pianta. Partendo da queste due affermazioni, da tenere sempre a mente, vediamo nella pratica come “funziona” la luce sulle piante. Sotto potete vedere la differenza tra due piante che hanno preso luce diversa. Questi due esemplari di Calceolaria sono stati acquistati insieme, nello stesso posto, lo stesso giorno. Li ho annaffiati ugualmente. L’unica differenza è che uno l’ho messo sulla scrivania a lavoro, in prossimità di una finestra esposta a est, mentre l’altro l’ho lasciato a casa mia, un appartamento a piano terra che di giorno rimane totalmente al buio. Molto chiaramente potete vedere come hanno reagito le piante: quella al buio ha perso il colore delle foglie, che si sono man mano seccate. E’ inoltre cresciuta in altezza, ma non uniformemente, proprio perchè era alla ricerca della luce.

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Le regole d’oro
Le piante da interno non devono essere esposte alla luce diretta del sole. Anche se hanno bisogno di molte ore di luce, fate attenzione a distanziarle dalla finestra quel tanto necessario.
Le foglie variegate, nei toni crema e verde, necessitano di più luce rispetto a quelle che hanno la foglia completamente verde.
Una buona esposizione alla luce favorisce la fioritura.
Piante come la Peperomia o l’Hedera, che tollerano ambienti poco luminosi, vanno comunque spostate in un luogo luminoso ogni due o tre settimane.
Anche l’arredamento della casa è importante: se la luce si riflette in un fondo bianco, permetterà a tutta la pianta di crescere in modo uniforme
La pianta necessita di quantità diverse di luce a seconda delle fase: nella fase di crescita richiedono una luce molto intensa per un maggior numero di ore rispetto al periodo di riposo.

Troppa luce
Quando le piante ricevono troppa luce, soprattutto a partire da metà primavera, le foglie iniziano a presentare delle vere e proprie bruciature. Prima compaiono macchie bianche; poi marroni e secche. L’eccesso di luce, anche se non diretto, causa danni ugualmente gravi quanto un’illuminazione inadeguata. E’ bene, quindi, verificare sempre, a partire dalle foglie, se la nostra pianta è nella posizione giusta, in ogni stagione.
Caratteristiche:

  • Scoloritura delle foglie
  • Inclinazione delle foglie in direzione opposta rispetto alla fonte di luce
  • Foglie nuove più piccole del normale
  • Aspetto avvizzito durante le ore più calde del giorno
  • Foglie tristi e senza vita
  • Foglie vecchie con bordi marroni e bruciati

Troppo buio
Imparare a capire se una pianta sta soffrendo per l’oscurità non è così difficile. Cresce molto in altezza, ma debolmente, perchè sta cercando la luce. Il colore inizia a scomparire, le foglie diventano giallognole.
Caratteristiche:

  • Foglie e steli allungati e privi di colore
  • Crescita eccessiva e disordinata
  • Foglie nuove più piccole, pallide e giallognole
  • Caduta delle foglie inferiori e delle nuove
  • Crescita nulla durante l’estate
  • Caduta dei boccioli, rapida morte dei fiori o addirittura assenza di fioritura.

 

 

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La Calceolaria, il fiore invernale più bello

January 11, 2014
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La Calceolaria è il mio acquisto invernale, l’ho comprata al Lidl la prima settimana di gennaio. Esistono oltre 300 specie di Calceolaria , ma la stragrande maggioranza di quelle comunemente coltivate sono ibridi di Calceolaria crenatiflora .
Il nome di questa pianta deriva da Calceolus=pantofola, per la forma particolarissima dei suoi fiori. Anche se il portamento e le foglie sono gradevoli, è nei fiori che risiede tutta la bellezza di questa specie. E’ conosciuta anche come Pocketbook Plants o come Pouch, proprio per la forma dei fiori, che ricorda una borsa, un portamonete.
Appartenente alla famiglia delle Scrofulariacee, proveniente dall’America, questa pianta è presente dei garden e nella grande distribuzione in inverno e in primavera. Devo dire che non è la varietà più gettonata, però è abbastanza facile trovarla.
Si tratta di una pianta invernale, perchè non sopporta il caldo estivo: se la comprate, dovete garantirle un ambiente fresco e tenerla al riparo dei raggi diretti del sole. Se la piantate in giardino, devono essere coltivate in un luogo che goda di ombra parziale; va benissimo farle prendere il sole del mattino.
Le foglie della rosetta basale sono grandi, larghe, ovali e arrotondate, di colore verde uniforme; quelle dei fusti floreali sono più piccole. I fusti corti portano dei grappoli densi di fiori composti da due labbri, quello superiore, molto piccolo, e quello interno largo e arrotondato. A seconda dell’ibrido, i fiori possono essere di diversa dimensione, da 2-3 cm fino a 5-6 cm di diametro. Si possono presentare compatti, macchiettati o tigrati, in una grande varietà di colori accesi, dal giallo scuro, dall’arancione al rosso acceso.

La fioritura
La fioritura appare nel periodo dicembre-gennaio oppure aprile-maggio, ma generalmente, se la pianta si trova in un ambiente riscaldato, non dura più di due mesi. Mettetela in una posizione molto luminosa, ma mai al sole diretto. La fioritura apparirà più corta se la luce è scarsa e la temperatura elevata. Mantenere anche all’interno una temperatura fresca, tra i 15 e i 18°.

Le annaffiature
Annaffiate generosamente durante la fioritura, ma non lasciate che l’acqua ristagni nel sottovaso. Per sostenere la fioritura, ogni 8-10 giorni, aggiungete del fertilizzante ordinario. Se il terreno è secco, il fogliame si affloscia: immergete allora il vaso in un recipiente riempito di acqua in modo da imbibire il terreno.
Ricordate: mai bagnare fusto, fiori e foglie, soffre facilmente di marciume radicale.

La moltiplicazione
La riproduzione avviene per seme o per talea. Di solito è consigliata la talea, ma diciamo che non è l’esempio più semplice per iniziare a riprodurre piante attraverso questo tipo di tecnica. Per quanto riguarda la semina, è necessaria tanta luce quindi, a differenza di altre specie, è bene non coprire il semenziaio. Primavera e autunno sono i periodi giusti per la semina all’esterno, se invece volete farla crescere come pianta da appartamento, potete provare in qualsiasi momento. La germinazione richiede 5-10 giorni, ma è bene mantenere una temperatura alta lungo l’arco del periodo. Come per gli altri semi, vale anche qui la regola del terreno umido: non lasciate mai che la terra si asciughi completamente.
Le talee invece si prelevano a fine estate: assicuratevi che le punte di steli prelevate non abbiano già fiorito.

 

 

 

Natale

Antigelo di Fito, mai più piante congelate!

December 10, 2013
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Avete un mamma, una nonna o una fidanzata che ama le piante e si dispera quando arriva il freddo? Perchè basse temperature, ghiaccio e neve mettono seriamente a dura prova anche i pollici verdi più esperti. Pensate a un regalo utile e a costo accessibile, che salverà piante e umore delle vostre donne! La protezione del verde in inverno è importantissima: anche se riuscite a far sopravvivere le piante, non è detto che il freddo invernale non causi danni che si vedranno nella primavera successiva. Il modo più tradizionale per proteggere le piante è l’utilizzo di teli o tessuti specifici: a volte, però, il prezzo non sempre accessibile, ci fa scegliere per soluzioni più convenienti, magari di qualità inferiore, che comunque non garantiscono una protezione completa dal gelo.
Guaber, azienda che opera nel settore beni di largo consumo con brand leader di mercato nelle categorie cura bucato, cura casa, insetticidi e cura delle piante, ha sviluppato un nuovissimo prodotto che per molti sarà il regalo di Natale più bello!
Si chiama FITO ANTIGELO, ed è il primo anticongelante per la protezione delle piante. La formula di questo innovativo prodotto è a base di glicole e potassio che, grazie alle loro caratteristiche, permettono di rafforzare e proteggere le parti verdi delle piante, formando una pellicola protettiva che diminuisce il punto di congelamento dei succhi cellulari. Detto in linguaggio “da pollice nero”, aumenta la resistenza della pianta, migliorando tutti quei processi di fotosintesi e immunità delle piante che, solitamente, durante l’inverno vengono rallentati dal freddo.

Come funziona?
FITO ANTIGELO, in confezione da 500ml, è un concime liquido che va nebulizzato sulle parti verdi della pianta, una volta alla settimana, per tutto il periodo
invernale, fino all’inizio della primavera. Terminata l’applicazione aspettate fino a che l’antigelo non sia completamente assorbito e che le
foglie siano asciutte prima di mettere la pianta all’esterno, dove resisterà anche a -4°/-6°C.

Il prezzo al pubblico è 9,20€

Natale Pianta della settimana

Helleborus, la rosa d’inverno

December 6, 2013
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Nella stagione autunnale garden center e vivai si riempiono di Helleborus, la pianta conosciuta come Rosa d’inverno, tra la pochissime piante a fiorire, anche copiosamente, nel periodo in cui tutta la vegetazione è a riposo. L’autunno è il momento migliore per acquistarlo, visto che questa specie da il meglio di sé in inverno, soprattutto nel mese di dicembre. Si tratta di un perfetto regalo di Natale per chi ha il pollice verde e non. In commercio ne esistono di varie dimensioni, che variano anche molto nel prezzo. Non è una pianta molto economica, quindi regalatela a chi saprà curarla! L’Helleborus appartiene alla famiglia delle Ranuncolacee. Ne esistono diverse specie: Helleborus niger ( o rosa di Natale), Helleborus viridis (= elleboro verde), Helleborus foetidus (=elleboro fetido, o “cavolo di lupo”), Helleborus Purpurascens ( con foglie verde chiaro e fiori viola), l’Helleborus Abchasicus (con fiori bianco-rosei), l’Helleborus Odorus (con fiori penduli, profumati, di colore verde) e l’Helleborus Orientalis.

Helleborus viridis

Helleborus viridis

Se fino a qualche anno fa erano bistrattati, a causa del loro profumo non sempre delizioso, oggi sono ricercatissimi, perchè oltre a fiorire di inverno, sono piante autonome, che riescono ad adattarsi e hanno bisogno di poche cure.
Poche cure, ma buone
L’Helleborus non ama il sole diretto e cresce bene all’ombra, preferisce un clima umido e fresco e necessita di un terriccio ben drenato e ricco di calcio. Quando lo acquistate, rinvasatelo subito in un contenitore profondo (tipo quello delle rose), le radici sono rizomatose e hanno bisogno di spazio. Se lo avete acquistato in una gelida giornata di dicembre, prima di piantarlo aspettate che la terra sia disgelata. Più è grande il vaso, meno si rischia il ristagno idrico, che causa marciume radicale. Si tratta di una pianta autonoma, abituata a non ricevere le cure dell’uomo: basta quindi ricordarsi di annaffiarla nei periodi di siccità e di concimarla una volta l’anno.
L’estate è il periodo più delicato per l’Elleboro. Se avete un giardino e volete piantarlo in piena terra, fate come me: l’ho collocato ai piedi di un Osmanthus Fragrans, in modo da rimanere sempre o quasi in ombra. Se avete un terrazzo, scegliete la posizione giusta, magari vicino o sotto ad altre piante più grandi i cui rami partono dai 30 cm (altezza media dell’elleboro).

I fiori
La struttura dei fiori (ciò che vediamo non sono petali, bensì sepali modificati) ne favorisce la lunga durata; il tempo di fioritura inizia a dicembre e si prolunga fino a marzo e i fiori rimangono inalterati addirittura per settimane. I colori dei fiori delle varie specie botaniche sono generalmente verdi tranne l’elleboro niger dal fiore color bianco e l’elleboro purpurascens, atrorubens e torquatus che si presentano in varie tonalità di porpora.
Riproduzione
Qui iniziano i problemi! Salvo rare eccezioni, non esistono metodi facili e rapidi per riprodurre l’Helleborus:  questo spiega non solo la rarità ma anche il costo di molte specie e di alcuni ibridi. Sono due i metodi di riproduzione: per seme e tramite moltiplicazione dei rizomi.  Per quanto riguarda la moltiplicazione per seme, se la vostra pianta è in piena terra, farà tutto da solo e in poco tempo potreste vedere piccole piantine crescere tutte intorno. Ma per ottenere piante identiche a quelle di origine si può solo ricorrere alla divisione dei rizomi, che è purtroppo limitata dalla relativa lenta crescita di queste piante. I rizomi delle piante madri vengono divisi in autunno/inverno ottenendo porzioni di radice con uno o più germogli dormienti,che vengono ripiantate immediatamente. Si vedrà il risultato solo a partire dall’anno successivo.

Helleborus niger

Helleborus niger

La semina tramite bustine  è una procedura laboriosa e lenta perché i semi raccolti appena completata la maturazione, germinano in 6-8 mesi dopo la semina e le piante così ottenute fioriranno dopo un periodo di attesa variabile dai 2 ai 3 anni.
Curiosità
Il termine Elleboro è formato da due parole greche che significano nutrimento che uccide, in riferimento alla sostanza velenosa contenuta nella parte rizomatosa. Si tratta di una pianta potenzialmente pericolosa, ma basta lavarsi le mani dopo il contatto e, ovviamente, non ingerirla. In contrasto con queste sue proprietà è il suo valore simbolico: l’Elleboro in India viene collocato vicino al letto delle partorienti perchè è di buon auspicio per il neonato.

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Talea di Aucuba

May 31, 2013
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L’Aucuba è una pianta molto diffusa nei vasi e giardini italiani perchè ha bellissime foglie verde brillante screziate di vari colori e bacche colorate. È un arbusto sempreverde che conta molti ibridi, il più diffuso è la Aucuba Japonica, Viene utilizzato a scopo ornamentale e decorativo, visto che non è commestibile.
Originario dell’Asia, fu portato in Europa dal botanico John Goefer, che capì troppo tardi di aver importato solo piante con fiori femminili e quindi di non poter ottenere una riproduzione. Cinquanta anni più tardi la specie si diffuse grazie all’introduzione di esemplari maschili. Cosa significa questo? L’Aucuba è una pianta dioica, cioè non ha sulla stessa pianta fiori maschili e femminili. Quindi la fecondazione può avvenire solo tramite il vento o gli insetti. Per riconoscere se la vostra pianta è maschio o femmina, dovete guardare i fiori: i fiori femminili si riconoscono perché provvisti solo di pistillo (protuberanza centrale), quelli maschili hanno solo gli stami (i “filamenti” intorno). Io non so di che sesso sia la mia pianta, anzi credo di non averla mai vista fiorita! Comunque il metodo di moltiplicazione più gettonato è la talea semilegnosa. In primavera e in autunno si prelevano rametti di circa 15-20 cm di lunghezza e si mettono a radicare.  Le nuove piante andranno coltivate in contenitore per almeno due anni prima di poter essere poste a dimora.

Tutorial

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Prelevare rametti di Aucuba di 15-20 cm. Scegliere dei rami semilegnosi, ovvero nuovi, dell’anno in corso.

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I rami nn devono essere “impegnativi”, evitate di scegliere quelli con le diramazioni.

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Procedere con un taglio netto al di sotto del nodo con cesoie o coltello, affilato e pulito.

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Tagliare a metà le foglie in cima. In questo modo la talea avrà meno parti da dover nutrire.

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Immergere la punta nella polvere di ormone radicante. Questo composto aiuterà la talea a fare radici.

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Bucate la terra con una matita e poi inserite la talea. Il terreno va tenuto bagnato almeno fino alla nascita dei nuovi germogli.

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I primi tempi il terreno non deve mai asciugarsi. Se fate la talea a novembre, state attenti al freddo, posizionate il vaso in una serra almeno fino a marzo.
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Tutti i segreti del pisello odoroso

March 21, 2013
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Il Lathyrus odoratus, conosciuto come Pisello odoroso, è una pianta erbacea annuale rampicante, appartenente alla famiglia dei piselli, originaria nelle nostre zone. È un rampicante che può raggiungere i 2 metri di altezza: è conosciuto e apprezzato per i fiori a grappoli profumati a forma di farfalla. I piselli odorosi sono molto resistenti al freddo, richiedono temperature tra 4° e 10°(vanno comunque protetti dal gelo). La semina autunnale è spesso preferita, soprattutto se si desidera avere una fioritura precoce (in marzo-aprile). Altrimenti si semina da gennaio in poi.

Come seminare

La semina si può fare in cassette profonde 30-40 cm o in vasi grandi e profondi (vanno benissimo quelli da gigli, da palme o da rose), oppure mettendo un seme per vasetto. In ogni caso, in presenza di climi freddi, è opportuno interrare i recipienti in uno strato di cenere o di torba, steso entro un cassone vetrato, senza riscaldamento. Fate attenzione a collocare i semi vicino alle pareti del vaso, in modo che ricevano più calore. Quando i semi hanno germogliato, dopo 10 giorni circa, bisogna dare molta aria e molta luce alle piantine. Se li tenete in una serra, assicuratevi che prendano molta luce durante il giorno.
La crescita sarà lenta: in primavera le piantine potranno essere trapiantate a dimora o in vasi e, col calore, la concimazione e le piogge primaverili cresceranno e fioriranno rapidamente. Attenzione al trapianto: la radice a fittone del pisello, che va in profondità ed è povera di radici capillari, sopporta il trapianto solo a condizione che venga fatto col suo pane di terra, quindi non dovete assolutamente  togliere la radice dal terreno.

Terreno e concimazione

I piselli odorosi sono avidi di nutrimento fino a grandi profondità. Per quanto riguarda la composizione del terreno, non richiedono grandi necessità, ma è bene che sia lavorato fino a 60-70 cm, sciolto e ben concimato. Con questi requisiti i vostri piselli potranno raggiungere 2-3 metri di altezza, in terra o in un vaso di almeno 30 cm di diametro.
Quando è tempo di concimare, ricordatevi di non inumidire il terreno con il concime: il terreno va prima annaffiato e poi concimato.

La cura

Per ottenere una buona distribuzione dei rami della pianta e fiori grandi, portati da steli lunghi e robusti, si sopprime innanzitutto il germoglio principale di ogni piantina, quando i germogli secondari hanno raggiunto 10-12 cm di lunghezza. Di questi germogli se ne lasciano di solito tre e, mano mano che essi crescono, si legano ordinatamente ai sostegni. Si sopprimono anche, al loro apparire, i getti laterali, basali, che appaiono sui germogli secondari e il maggior numero possibile di viticci, i quali sottraggono inutilmente nutrimento alla pianta. Inoltre, man mano che i fiori sbocciano, bisogna coglierli, altrimenti la pianta di esaurisce rapidamente nella formazione di semi. La soppressione dei germogli e dei viticci si fa di preferenza con le mani.

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Una busta di semi di pisello odoroso può arrivare a costare anche 5 euro per 20 semi.

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I semi sono di grandezza media, questo ci facilita la semina. Ricordate che vanno coperti con la loro stessa altezza.

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Collocare i vasi in una serra per evitare le gelate.
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Le regole d’oro delle bulbose

December 30, 2012
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OLYMPUS DIGITAL CAMERASe non avete ancora acquistato i vostri bulbi primaverili, è tempo di sbrigarvi! Nei centri bricolage, nei garden, nei supermercati, sui siti internet e nelle fiere dedicate al giardinaggio, il periodo autunnale è un brulicare di sacchetti contenenti i più bei bulbi provenienti dall’Olanda. Da settembre fino a inizio dicembre è necessario interrarli; se si aspetta troppo si rischia di compromettere questa facilissima, ma molto gratificante, opera di giardinaggio.
Per comodità si associa alla parola “bulbose” una quantità molto vasta di specie. In realtà questa categoria di piante si suddivide in sottocategorie, a seconda di come è strutturato l’organo sotterraneo: bulbi, rizomi, cormi e tuberi. Il Crocus nella foto di fianco è, per esempio, un cormo.

 

Le regole d’oro:

Tempistica
Acquistate presto in stagione: la scelta è maggiore e i bulbi sono freschi, cioè prelevati e confezionati da poco tempo. Nonostante siano rinomati per la loro resistenza, ci sono alcuni bulbi, come i Narcisi, che soffrono la permanenza fuori dalla terra.

Materia prima
Analizzate bene cosa state comprando: i bulbi devono essere turgidi, senza ammaccature, ferite o zone ammuffite. Se notate una di queste problematiche, significa che sono stati conservati male oppure che ci sono delle malattie crittogamiche in atto. I bulbi che acquisterete saranno in un sacchetto trasparente forato. Potrete vedere, quindi, il contenuto. Questo è un punto importante: non comprate mai i bulbi in un sacchetto di cui non vedete il contenuto, perchè  potrebbero essere deteriorati.

Sconti
Se trovate uno sconto del 50% probabilmente non siete in procinto di fare un buon affare. Come avviene per i vestiti, spesso gli sconti sulle piante vengono fatti perchè sono “della passata stagione”, quindi in ritardo per essere piantati. Optate, piuttosto, per altre scelte: per i bulbi se ne riparlerà a primavera!

Pochissime bulbose sono sempreverdi (la Clivia, per esempio): in generale, ottimizzano il loro ciclo vegetativo in modo da emettere radici e germogli all’avvio della stagione più favorevole alla specie. Dopo il periodo di “attesa”, la pianta raggiunge il massimo sviluppo nelle condizioni più favorevoli affinchè i suoi fiori vengano fecondati. Una volta che il bulbo è sfiorito, le foglie continuano a svilupparsi e, attraverso la fotosintesi, elaborano zuccheri e sostanze di riserva che serviranno al bulbo per la fioritura dell’anno successivo. Per questo motivo, dopo la sfioritura, dovete lasciare che le foglie ingialliscano e appassiscano. Non toglietele, non tagliatele! Potreste compromettere la fioritura per l’anno successivo!

La riproduzione

Mentre le foglie ingialliscono, maturano i semi. Questi ultimi, però, non sono il mezzo principale di riproduzione. Alla fine del ciclo vegetativo, quando estrarrete i bulbi dal terreno, troverete i “bulbilli” tutti intorno al bulbo principale. O, nel caso dei rizomi (iris, mughetti), vedrete che la radice ha emesso nuove porzioni. A questo punto dovrete moltiplicare, staccando i bulbilli nuovi e tagliando i rizomi dove c’è la gemma.
C’è una particolarità che contraddistingue i bulbi: la natura aiuta le specie più a rischio, regalando una chance in più di sopravvivenza. Infatti, le specie più fragili che si adattano meno ai cambiamenti climatici e soffrono di molti fattori, sono quelle che producono più organi sotterranei e , quindi, hanno più possibilità di riprodursi.

 

 

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Il 12 dicembre è il Poinsettia Day

December 12, 2011
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Il 12 dicembre  si celebra il POINSETTIA DAY, ovvero il giorno delle Stelle di Natale che in questo periodo dell’anno invadono fiorai, supermercati e garden center.
Perchè proprio oggi? Joel Robert Poinsett, il primo ambasciatore USA in Messico, circa 200 anni fa, inviò alcune piante nella sua città natale, Philadelphia, affinché fossero studiate. La bella pianta messicana fu inizialmente chiamata ‘Poinsettia’ in suo onore. In Europa le prime piante arrivarono dopo circa100 anni e qui furono battezzate con il nome botanico di ‘Euphorbia Pulcherrima’, la più bella delle Euphorbie. Non un botanico, quindi, ma un ambasciatore è il vero responsabile della popolarità mondiale della Poinsettia, che viene festeggiata nella data della morte del suo scopritore.
Luogo adatto e un’innaffiatura corretta sono le due condizioni indispensabili per la fioritura della Stella di Natale.

Posizione
La Stella di Natale predilige i luoghi caldi, luce intensa e temperatura tra i 15° e 22°. Attenzioni alle correnti d’aria e al freddo. Anche la luce diretta potrebbe compromettere irrimediabilmente la crescita.
Attenzione anche a frutta e verdura: La Poinsettia appassisce e muore se posizionata vicino a queste.

Annaffiatura
Mantenere il terreno sempre un pò umido, soprattutto se la temperatura è calda o se la pianta è situata vicino a fonti di calore. Anche tutti giorni, quindi, se il terreno si asciuga velocemente. Altrimenti un’innaffiatura ogni due giorni andrà benissimo. Ovviamente non si deve esagerare: se vedete che la pianta perde le foglie oppure ingiallisce, significa che state sbagliando. Iniziate allora a verificare che non ci sia acqua stagnante nel sottovaso e poi procedete a diminuire le annaffiature.

Concime
Finchè è il periodo di fioritura, è consigliabile nutrirla ogni due settimane.

Al momento dell’acquisto:
  • comprate solo piante con rigoglioso fogliame e boccioli
  • il terreno deve essere umido ma non inzuppato
  • verificate in che posizione è la pianta all’interno del negozio; deve essere al caldo, lontana da spifferi
  • avvolgete la pianta con carta protettiva durante il trasporto: non lasciatela in macchina mentre andate ad ultimare gli acquisti natalizi!

Tutte le info sulla Poinsettia sono prese dal sito www.stars-for-europe.com