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Piante da interno: tutti i consigli

February 18, 2014
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Le piante d’appartamento sono un buon terreno di prova su cui potete esercitare il vostro pollice nero. Non vi sto consigliando di acquistare piante indoor e ucciderle, ma vi consiglio di leggere questo post in cui sono contenuti alcuni semplici consigli per la cura del verde.
Se volete farvi un’idea di alcune piante da interni, alcune molto particolari, che potete coltivare nelle vostre case, guardate il sito di Bakker, il vivaio online che da oltre 65 anni fa vendita per corrispondenza. Ci sono L’Orchidea airone, la Palma delle Hawaii o la Dionaea muscipula tra le più scenografiche.
Vediamo, in questo primo articolo, alcuni semplici accorgimenti da adottare, in particolare su collocazione e annaffiatura. Nel prossimo post vi racconterò di più su concime e parassiti.

IMG_35831.  Non spostate le piante
Una volta acquistate le piante, scegliete la posizione giusta in base alla luce di cui hanno bisogno. Cercate di non spostarle frequentemente, o meglio, spostatele il meno possibile. Le piante soffrono molto tutti i cambiamenti, che appunto provocano stress. Lo spostamento è uno dei fattori principali di stress per le varietà da interno: il fatto che abbiano le radici è proprio perchè le piante non vogliono essere spostate. Le più sensibili sono le piante fiorite, quindi attenzione a come le usate.

2. Mantenere l’habitat
Visto che, col trascorrere delle stagioni, le condizioni di luce e temperatura variano sensibilmente, assicuratevi di poter cambiare questi fattori, senza per forza dover ricorrere allo spostamento della pianta. La luce, in particolare, è determinante: a partire dalla primavera, è necessario creare una schermatura, soprattutto sui fiori e nelle ore più calde della giornata. Una tenda va benissimo.

3. Più si è, meglio si sta
Le piante fanno gruppo: avvicinare i vasi consente di sfruttare una maggiore umidità ambientale, fattore di cui beneficiano tutti gli esemplari in vario modo, anche quelli che tollerano la secchezza, come i cactus.

Anche se le piante stanno meglio vicine tra loro, non dovete cedere alla tentazione di annaffiarle tutte insieme seguendo i bisogni di una o, ancora peggio, di tutte. Ogni vaso avrà la sua necessità e tempistica e un bisogno d’acqua ben preciso. Per esempio, le piante fiorite, le felci o le talee hanno bisogno di una quantità di acqua superiore a molte altre varietà.

4. Toccate, toccate!
Dai, ancora un goccio. Quante volte vi sarà capitato di abbondare? Credo spesso. Muoiono più piante per eccesso di acqua (che causa il marciume radicale), che per mancanza. Per risolvere questo dilemma, è bene toccare sempre la terra prima di prendere la bottiglia in mano. Se è umida e resta attaccata alle dita, allora non aggiungete acqua, nemmeno alle piante in fiore. Se avete dubbi, perchè vedete la superficie completamente secca, non pensate di rimediare mettendo un litro d’acqua!

5. Mai acqua nel sottovaso!
Non vale la regola “metto lì l’acqua, così quando ha sete se la beve”. Non dovete mai lasciare acqua nel sottovaso perchè le radici rischiamo di imputridire. Per evitare, ogni volta, di rimuovere l’acqua in eccesso, potete mettere della ghiaia nel sottovaso: questo consentirà alla pianta di mantenere umidità a sufficienza, anche in pieno inverno, quando i caloriferi sono accesi. Molte piante vanno innaffiate da sotto, come le orchidee, ma nonostante questo una volta finito il momento dell’innaffiatura devono tornare in un sottovaso asciutto.

6. Addolcire l’acqua
Io devo ammettere che non lo faccio mai! Però, sarebbe consigliabile eliminare il calcare dall’acqua del rubinetto. Si deve bollire e lasciar raffreddare: in tal modo il calcare si depositerà sul fondo e il cloro evaporerà. Oppure, potete raccogliere l’acqua piovana, che farà molto bene a orchidee e azalee.

7. Meglio la sete
Le piante muoiono spesso per troppa acqua: lasciare la terra sempre umida comporta che le radici non abbiano spazio per respirare, per questo imputridiscono.

 

 

 

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Il design minimal della Sansevieria cylindrica

January 16, 2014
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Un addetto alla vendita di un garden center me l’ha proposta per un quadro da appendere alla parete. Tipo segnale “Non avvicinarsi!”. L’ho acquistata, ma ovviamente non l’ho utilizzata per il verde verticale, non sono ancora pronta per diffondere la cultura del verde come nuovo metodo di tortura!
Sto parlando della Sansevieria cylindrica, la più stupefacente tra le varietà di Sansevieria.
Pianta imparentata con le agavi, è una succulenta originaria del Kenya, in passato difficile da reperire e oggi molto richiesta e diffusa nei vivai, proprio per la sua struttura particolare e affascinante. Se avete un arredamento minimal, in casa o in ufficio, questa pianta, con il vaso adatto (magari in stile moderno, laccato, forma arrotondata), fa al caso vostro.

Il portamento
Dal rizoma interrato partono le foglie, all’apparenza dei tronchi o degli spuntoni, rigide e carnose, che possono arrivare a superare il metro di altezza. In età adulta le foglie vanno a formare un ventaglio molto scenografico, anche se io preferisco le foglie a punta singole, che fanno molto “letto del fachiro” (a proposito, i fachiri fanno cose tipo tenere un braccio alzato per 12 anni, ma perché?!).

La cura
Essendo una succulenta, va bene coltivarla all’interno in una temperatura mai sotto i 10°. Va benissimo 20°. Non necessita di molta acqua, perchè teme i ristagni d’acqua, che portano a marciumi radicali e del rizoma.
Annaffiate solo quando la terra si è completamente asciugata: in estate ogni due settimane, in inverno una sola volta al mese. Se la posizionate all’esterno, in estate, le annaffiature andranno lievemente incrementate, una volta ogni 3-4 giorni. Vale anche qui la regola “meno bevo, meglio sto”. È più probabile che muoia per troppa acqua, che per poca. Verificate, alzando la pianta dal vaso, che le radici siano in salute e asciutte prima di annaffiare. Non basatevi soltanto sulla superficie, che potrebbe essersi asciugata, mentre le radici affogano nell’acqua.
All’interno, collocatela vicino alle finestre: va bene anche la luce diretta del sole.
Effettuare il rinvaso in primavera, ogni due anni: la Sansevierie Cylindrica preferisce i vasi di dimensioni contenute. Per il rinvaso, utilizzate terriccio specifico per succulente, ben drenato e poroso. Di tanto in tanto, smuovete il terreno superficiale, con delicatezza.

Natale

Antigelo di Fito, mai più piante congelate!

December 10, 2013
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Avete un mamma, una nonna o una fidanzata che ama le piante e si dispera quando arriva il freddo? Perchè basse temperature, ghiaccio e neve mettono seriamente a dura prova anche i pollici verdi più esperti. Pensate a un regalo utile e a costo accessibile, che salverà piante e umore delle vostre donne! La protezione del verde in inverno è importantissima: anche se riuscite a far sopravvivere le piante, non è detto che il freddo invernale non causi danni che si vedranno nella primavera successiva. Il modo più tradizionale per proteggere le piante è l’utilizzo di teli o tessuti specifici: a volte, però, il prezzo non sempre accessibile, ci fa scegliere per soluzioni più convenienti, magari di qualità inferiore, che comunque non garantiscono una protezione completa dal gelo.
Guaber, azienda che opera nel settore beni di largo consumo con brand leader di mercato nelle categorie cura bucato, cura casa, insetticidi e cura delle piante, ha sviluppato un nuovissimo prodotto che per molti sarà il regalo di Natale più bello!
Si chiama FITO ANTIGELO, ed è il primo anticongelante per la protezione delle piante. La formula di questo innovativo prodotto è a base di glicole e potassio che, grazie alle loro caratteristiche, permettono di rafforzare e proteggere le parti verdi delle piante, formando una pellicola protettiva che diminuisce il punto di congelamento dei succhi cellulari. Detto in linguaggio “da pollice nero”, aumenta la resistenza della pianta, migliorando tutti quei processi di fotosintesi e immunità delle piante che, solitamente, durante l’inverno vengono rallentati dal freddo.

Come funziona?
FITO ANTIGELO, in confezione da 500ml, è un concime liquido che va nebulizzato sulle parti verdi della pianta, una volta alla settimana, per tutto il periodo
invernale, fino all’inizio della primavera. Terminata l’applicazione aspettate fino a che l’antigelo non sia completamente assorbito e che le
foglie siano asciutte prima di mettere la pianta all’esterno, dove resisterà anche a -4°/-6°C.

Il prezzo al pubblico è 9,20€