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Zafferano, lo coltivo anche io!

June 5, 2013
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Se pensate che a settembre non ci siano più lavori da fare in giardino, vi sbagliate di grosso! C’è una pianta che vi aspetta al rientro dalle ferie e di cui magari non conoscevate nemmeno la provenienza. Si tratta del Crocus Sativus.

Da dove viene lo zafferano? Semplicemente viene da un bulbo che, udite udite, potrete coltivare anche voi. Nella vostra fantasia, diventerete ricchi producendo zafferano. Nella realtà, magari riuscirete a cucinare almeno un risotto a km 0. In questo tutorial ci occupiamo di come acquistare e mettere a dimora i bulbi.

Partiamo dal principio: il Crocus Sativus, la pianta conosciuta come Zafferano, appartiene alla famiglia delle Iridaceae, la stessa di gladiolo e iris ed è a fioritura precoce rispetto gli altri bulbi primaverili. Non è necessario andare in Egitto per trovare coltivazioni di zafferano: in Italia è frequente nelle zone col clima temperato, in regioni come Marche, Abruzzo, Umbria e Toscana.

Il Crocus ha una bellissima fioritura, ma dove sta la parte preziosa della pianta? Proveniente dal greco Krokos, che significa appunto “filo”,  il bulbo di zafferano ha tre fili lunghi 3-4 cm di color rosso vivo. Sono quelli che, essiccati e polverizzati, diventeranno zafferano.

Esistono varie specie di crocus, tra cui il Crocus Vernus, presente nelle radure boschive e nei luoghi freschi: viene detto anche “zafferano selvatico” proprio per la somiglianza con la specie coltivata. Di tutte le specie presenti, però, solo il crocus sativus produce la preziosa spezia.
In commercio ci sono molte possibilità di acquistare piccole o grandi quantitativi di bulbi: considerate che spesso si va per multipli di 50/100, con bulbi di diametro differente (dai 7 agli oltre 10 cm). Il mio consiglio è di acquistare presso aziende specializzate in bulbi, per esempio la romana Floriana Bulbose, che effettua vendita per corrispondenza ed è presente alle principali fiere di giardinaggio. Il prezzo per 100 bulbi di Crocus Sativus si aggira intorno ai 30 euro+IVA: considerate che, come altri bulbi, tendono a moltiplicarsi tramite bulbilli, quindi tendenzialmente ne avrete a disposizione ogni anno un pò di più.

Impianto

Si pianta da agosto fino a fine settembre, quando ancora fa caldo. Di norma si piantano in doppie file parallele distanti le une dalle altre circa 50 cm, ma non credo vogliate preparare una piantagione. La distanza fra i cormi dovrebbe essere di circa 5 cm. La profondità 10 cm. Ne potete piantare circa 50 per metro quadro. Come la maggior parte dei bulbi, non ha grandi pretese sul terreno, l’importante è che sia ben drenato e che non ci siano ristagni d’acqua. Non è necessario apportare innaffiature regolari: i bulbi, per le loro caratteristiche vivono bene “da soli” senza l’aiuto della mano dell’uomo.

Raccolta

Se avete scelto di intraprendere la carriera del coltivatore di zafferano, sappiate che vi attende un duro lavoro. I fili si raccolgono da metà fino alla fine del mese di ottobre: di mattina presto quando sono ancora chiusi, a mano, facendo attenzione a non rovinare i tre stimmi. La lavorazione totalmente manuale spiega l’alto costo dello stesso, servono, infatti, circa 120.000/150.000 fiori per ottenere un chilogrammo di prodotto finito.

Lavorazione

Una volta raccolti gli stimmi all’alba si dovrà procedere con l’essiccazione. Il motto per ora è “lo scopriremo solo vivendo”, nel senso che è la prima volta che coltivo zafferano. Ci sentiamo tra un mese per gli aggiornamenti.

Ricorda!
  • utilizzare solo bulbi di diametro superiore ai 2,5 cm, non malformati, non marci, non rosicchiati da animali. Se il negozio ti ha venduto bulbi con queste caratteristiche, riportali indietro.
  • tanto più sono grandi i bulbi, tanto maggiore sarà la quantità di nuove piantine. La capacità di moltiplicazione del bulbo è 1 a 1,2, per cui seminando 100 kg di bulbi se ne ottengono 120 kg.
  • i bulbi del crocus sono da acquistare a giugno-luglio: quest’anno, complice il tardo arrivo dell’estate, si è+ tutto spostato di un mese. I bulbi che vedete nel tutorial sono diventati pronti dall’inizio di agosto e io li ho messi a dimora la prima settimana di settembre. Si tratta, quindi di un lavoro da fare verso la fine dell’estate.
Tutorial

vaso+bulbi

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Procurarsi 100 bulbi, un vaso di grandi dimensioni e 2 sacchi da 20 litri di terriccio universale.

rotonda

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Iniziare a sistemare i bulbi in forma circolare.

tuttibulbi

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Il mio intento è di creare una composizione scenografica, una “tavolata” di 100 bulbi. In realtà andrebbero distanziati maggiormente.

insù

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Ricordatevi di posizionare tutti i bulbi con l’estremità verso l’alto.

manoterra

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Coprire la superficie con 10 cm di terriccio e pressare leggermente con le mani.

vaso sole

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Posizionare il vaso in luogo soleggiato, ma non troppo (solo alcune ore). Non esagerate con le innaffiature, a fine estate andrà benissimo attendere le piogge.
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Come raccogliere lo zafferano

February 21, 2013
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Ne primo articolo sullo zafferano vi avevo spiegato dove acquistare e come mettere a dimora il Crocus Sativus, la famosa bulbosa da cui si estrae la preziosa spezia. In questa seconda puntata, parliamo di come estrarre ed essiccare il nostro zafferano.
Innanzitutto ho calcolato che, da quando li ho piantati a quando sono fioriti, è passato un mese e una settimana circa. Condizioni climatiche in perfetto stile autunnale, un po’ caldo anomalo, poi freddo anomalo, piogge, temperature gradevoli. Un po’ di tutto. Ho innaffiato solo nelle giornate tardo-estive, quando le piogge tardavano ad arrivare. Per il resto, posso assicurarvi che i bulbi non hanno bisogno di acqua (infatti vengono coltivati nel Sud Italia): ne avevo dimenticati alcuni su un mobile e sono fioriti, senza aver ricevuto un goccio d’acqua.

Quando iniziate a vedere che sta per spuntare qualcosa, da quel momento dovete stare attenti. I Crocus fioriranno in giorni diversi, per un periodo di circa due settimane. E la raccolta va fatta giornalmente anche se si tratta di un solo fiore.
Su internet leggerete che i fiori raccolti vanno messi in ceste di vimini: se siete alle prime armi e non avete ettari ed ettari coltivati a zafferano, credo vi basterà il palmo della mano!
La raccolta, dicevamo, va fatta giornalmente e di mattina molto presto: bisogna estrarre gli stimmi quando il fiore non è ancora completamente schiuso. Altrimenti si rovina.
Una volta raccolti gli stimmi, dobbiamo essiccarli. Se non siete dotati di un camino, va bene anche il forno. Attenzione: bastano pochi minuti a 30°-40°. Non di più, altrimenti si bruciano, e non di meno, altrimenti marciscono. Gli stimmi devono essere asciutti, per questo vanno essiccati subito, appena raccolti.
Finita l’essiccazione, potete consumarlo subito oppure conservarlo in un luogo fresco e asciutto.

 

Tutorial

crocus chiuso

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Prelevare i pistilli quando ancora il fiore non è completamente schiuso. Fatelo all’alba o al tramonto.

alto

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Se il fiore è così aperto, vuol dire che avete aspettato troppo!!

stacca pistilli

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Usate le dita per raccogliere i pistilli, così sarete sicuri di non rovinarli.

mano pistilli

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Questa è la quantità di circa 10 bulbi Crocus sativus. Devono essere essiccati subito, altrimenti si rischia di farli marcire.

zafferano forno

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Se vivete in città, in appartamento e non avete alternative, usate il forno. Pochi minuti a 40°.

essiccato

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Lo zafferano essiccato e pronto all’uso
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Le regole d’oro delle bulbose

December 30, 2012
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OLYMPUS DIGITAL CAMERASe non avete ancora acquistato i vostri bulbi primaverili, è tempo di sbrigarvi! Nei centri bricolage, nei garden, nei supermercati, sui siti internet e nelle fiere dedicate al giardinaggio, il periodo autunnale è un brulicare di sacchetti contenenti i più bei bulbi provenienti dall’Olanda. Da settembre fino a inizio dicembre è necessario interrarli; se si aspetta troppo si rischia di compromettere questa facilissima, ma molto gratificante, opera di giardinaggio.
Per comodità si associa alla parola “bulbose” una quantità molto vasta di specie. In realtà questa categoria di piante si suddivide in sottocategorie, a seconda di come è strutturato l’organo sotterraneo: bulbi, rizomi, cormi e tuberi. Il Crocus nella foto di fianco è, per esempio, un cormo.

 

Le regole d’oro:

Tempistica
Acquistate presto in stagione: la scelta è maggiore e i bulbi sono freschi, cioè prelevati e confezionati da poco tempo. Nonostante siano rinomati per la loro resistenza, ci sono alcuni bulbi, come i Narcisi, che soffrono la permanenza fuori dalla terra.

Materia prima
Analizzate bene cosa state comprando: i bulbi devono essere turgidi, senza ammaccature, ferite o zone ammuffite. Se notate una di queste problematiche, significa che sono stati conservati male oppure che ci sono delle malattie crittogamiche in atto. I bulbi che acquisterete saranno in un sacchetto trasparente forato. Potrete vedere, quindi, il contenuto. Questo è un punto importante: non comprate mai i bulbi in un sacchetto di cui non vedete il contenuto, perchè  potrebbero essere deteriorati.

Sconti
Se trovate uno sconto del 50% probabilmente non siete in procinto di fare un buon affare. Come avviene per i vestiti, spesso gli sconti sulle piante vengono fatti perchè sono “della passata stagione”, quindi in ritardo per essere piantati. Optate, piuttosto, per altre scelte: per i bulbi se ne riparlerà a primavera!

Pochissime bulbose sono sempreverdi (la Clivia, per esempio): in generale, ottimizzano il loro ciclo vegetativo in modo da emettere radici e germogli all’avvio della stagione più favorevole alla specie. Dopo il periodo di “attesa”, la pianta raggiunge il massimo sviluppo nelle condizioni più favorevoli affinchè i suoi fiori vengano fecondati. Una volta che il bulbo è sfiorito, le foglie continuano a svilupparsi e, attraverso la fotosintesi, elaborano zuccheri e sostanze di riserva che serviranno al bulbo per la fioritura dell’anno successivo. Per questo motivo, dopo la sfioritura, dovete lasciare che le foglie ingialliscano e appassiscano. Non toglietele, non tagliatele! Potreste compromettere la fioritura per l’anno successivo!

La riproduzione

Mentre le foglie ingialliscono, maturano i semi. Questi ultimi, però, non sono il mezzo principale di riproduzione. Alla fine del ciclo vegetativo, quando estrarrete i bulbi dal terreno, troverete i “bulbilli” tutti intorno al bulbo principale. O, nel caso dei rizomi (iris, mughetti), vedrete che la radice ha emesso nuove porzioni. A questo punto dovrete moltiplicare, staccando i bulbilli nuovi e tagliando i rizomi dove c’è la gemma.
C’è una particolarità che contraddistingue i bulbi: la natura aiuta le specie più a rischio, regalando una chance in più di sopravvivenza. Infatti, le specie più fragili che si adattano meno ai cambiamenti climatici e soffrono di molti fattori, sono quelle che producono più organi sotterranei e , quindi, hanno più possibilità di riprodursi.

 

 

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Iris, i primi a fiorire

March 18, 2000
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Torniamo a parlare di composizioni con i fiori. Se vi è piaciuto il post con il vaso di Narcisi Paperwhite, apprezzerete anche questa composizione, molto simile, realizzata con gli Iris.
Per questo lavoro possiamo utilizzare un vaso cubico in vetro, che proprio per la sua forma squadrata è l’ideale per mazzi di fiori dello stesso tipo, con pochi fiori a stelo corto. Si tratta di un vaso di per sè molto moderno, che grazie alla trasparenza può essere utilizzato solo con acqua o anche con terra. L’elemento decorativo che ho utilizzato è il muschio, diventato ufficialmente il mio preferito. Siete comunque liberi di seguire le vostre preferenze. Sbizzarritevi con conchiglie, pietre, palline, semi di erba, corteccia e via così.
Dato che gli Iris, o Giaggioli, hanno gli steli di lunghezza media, se li utilizzate con il bulbo (quindi non recisi), si sosterranno da soli nella terra, senza bisogno di legarli. Se invece, non avete seminato i bulbi a ottobre (mannaggia!) e dovete ripiegare sul fiore reciso, optate per un vaso in metallo oppure usate quello di vetro abbinato con la spugna floreale (la trovate dal fioraio). Ricordatevi di non spezzare le radici mentre li maneggiate, e annaffiate mantenendo il terreno umido. Una volta sfioriti gli Iris, potete mantenere il vaso per qualche tempo, grazie alle foglie verdi che spiccano verso l’alto.

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Composizione bianca di Narcisi Paperwhite

March 15, 2000
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pigiaminoGrazie a questa primavera anticipata, in giardino e sul terrazzo possiamo già godere di splendide fioriture. A ottobre ho raccattato in giro tutti i bulbi che avevo e li ho piantati insieme in un vaso, con la certezza che avrei saputo che farne al tempo giusto! Le prime cavie da laboratorio sono i Narcisi Paperwhite (Narcissus Papyraceus), appunto i primi a fiorire. Si tratta di Narcisi bianchi dai lunghi steli, ovviamente profumatissimi. Ogni bulbo porta cinque o sei fiori.
Se li avete piantati anche voi, vi suggerisco un’idea carina e molto semplice per valorizzarli. Se invece, sfortunatamente, non li avete piantati, potete comunque andare nei garden center oppure da un fioraio ad acquistarli. Io non li ho tagliati, ho usato il bulbo, prelevandolo con molta cautela e con le mani dal terreno. La composizione che vi racconto può essere fatta anche con i fiori recisi, anzi viene meglio. Però il mio amore per i bulbi mi vieta categoricamente di tagliarli.

Bianca primavera
Per relizzare un vaso in cui siano protagonisti i Narcisi Paperwhite, è necessario utilizzare un vaso campana di colore bianco. I vasi campana sono adatti a fiori a steli molto lunghi, come appunto i narcisi. Nel maneggiare gli steli usate molta cautela; nonostante siano grandi e massicci, sono comunque fragili. sistemateli con delicatezza come in un mazzo legato con i gambi dritti, quindi non a spirale. Gli steli vanno aggiunti girando leggermente il mazzo nella stessa direzione. Per ottenere lo scenografico effetto “a cupola” o “a palla”, non dovete far altro che sistemare gli ultimi steli un pò più in basso.
Una volta uniti gli steli, prendete la summità in alto e legate i gambi con dello spago o della rafia. Potete farlo appena sotto i fiori, in modo che non sia visibile e che i fiori risultino sospesi, oppure come ho fatto io, ovvero ben visibile.
Se utilizzate bulbi recisi, ovviamente dovrete incastrare i gambi nei pezzi di spugna e fare volume sopra con del cellophane o materiale analogo. Se invece avete il bulbo intero, usate la terra, anche per tenere uniti i gambi. Sopra la terra, per nasconderla, usate del muschio. Se non lo avete, potete optare per pietre bianche o conchiglie.

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Il tutorial

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Arancio + viola: giusto abbinarli?

April 2, 1998
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Nel periodo primaverile possiamo sbizzarrirci a realizzare vasi e composizioni con le bulbose, acquistate dal fioraio in fiore reciso oppure sapientemente interrate nel periodo autunnale. Se vi piace comporre dei disegni con i fiori, o semplicemente non vi accontentate di lasciarli in vaso, vi consiglio ciò che faccio io: piantate i bulbi in vasi a seconda del colore. Unite tulipani, narcisi, allium, giacinti, etc. Ma suddivideteli per colore: in questo modo, appena arriva la primavera, saprete subito dove cercare le varie tonalità, e quindi potrete delicatamente estrarre i bulbi dal terreno e combinarli con gli altri. Certo, la bulbose sono talmente belle e semplici da coltivare che pare uno scempio muoverle dal terreno appena fioriscono!

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In generale, vi riporto alcuni consigli generici sul colore, già pubblicati in un altro post:
- I colori adiacenti stanno bene insieme perché contengono elementi dei colori primari tra cui si trovano. Quindi il viola andrà bene con il blu e il rosso, oppure l’arancione con il giallo e il verde.
- Ogni colore ha varie tonalità che creano movimento. Le versioni chiara e scura di uno stesso colore fanno sì che la vostra composizione apparirà drammatica, solare, calda, fredda, armoniosa, psichedelica, etc. Nelle vostre prime composizioni, probabilmente il risultato sarà involontario, ma con la pratica e molto studio, vedrete che non vi presenterete a un compleanno con un bouquet natalizio!
- Non rinunciate mai al verde delle foglie. Serve a miscelare i colori, talvolta a smorzarli oppure a rafforzarli.
- Tutti i colori possono stare insieme, ma non esagerate!! Non è necessario accostare mille colori. Limitatevi a tre o quattro adiacenti nella ruota del colore) oppure a due colori complementari.
- Attenzione al bianco! Sembra che si abbini con tutto ma non è vero! Abbinatelo con colori in grado di valorizzarlo, come il blu o il verde. E se proprio volete realizzare una composizione color latte, optate per una tonalità crema, più morbida e piacevole alla vista. Stesso discorso per il rosso, che se non è calibrato bene ci farà fare una composizione aggressiva e angosciante!

colori

Arancione e viola? Promosso!
Nei giardini i contrasti sono stimolanti: ci sono molti modi per realizzare un contrasto, attraverso le forme, la disposizione e, non ultimo, il colore. A mio avviso, il miglior contrasto lo si ottiene quanto i colori complementari (quelli che risultano opposti nella ruota del colore) vengono messi uno vicino all’altro. Il viola quindi andrà benissimo con il giallo e l’arancio. Altri esempi sono rosso+verde e blu+arancio. Quando invece decidiamo di non osare, rischiamo di rendere il nostro giardino un pò monotono e ripetitivo. Ricordatevi che l’intensità della luce solare è una variabile fondamentale: più forte è la luce, più chiari diventano i colori, perchè la quantità di luce influenza la percezione di essi. Se optate per un vaso o un’aiuola dai toni pastello, aspettatevi che la bellezza con la prima luce del mattino si trasformi in un mortorio a mezzogiorno!!