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autunno

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Calluna vulgaris per l’autunno

October 28, 2013
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La Calluna vulgaris è una pianta erbaceo-arbustiva sempreverde, alta e larga 40 cm, a crescita molto lenta: ha foglie aghiformi di colore verde intenso. Il periodo di fioritura è da agosto a novembre.
La Calluna è adatta al clima fresco: non è quindi indicata nelle zone calde e troppo aride. Non teme l’inverno e le basse temperature ma potrebbe soffrire d’estate. Quindi è adatta a una posizione di mezz’ombra. Si tratta della vostra specie, se abitate in luoghi con estati non troppo calde.
Non richiede grandi sforzi: l’unico lavoro necessario è la potatura primaverile per eliminare i fusti fioriferi dell’anno precedente che andranno tagliati a partire dalla foglia. Si può fare anche una potatura “di design”, eliminando i rami fuori forma, per mantenere il cespuglio compatto e ordinato.
Essendo una pianta acidofila, si abbina bene con piante simili, che necessitano dello stesso tipo di terreno: ortensie, azalee, rododendri, Enkianthus, Leucothoe, kalmie, camelie e pieris. Queste piante vanno accompagnate necessariamente a prodotti specifici per acidofile, dal terriccio al concime.

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Foglie secche protagoniste della tavola

October 24, 2013
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Le temperature che si abbassano e gli alberi che si spogliano fanno venir voglia di chiudersi in casa e guardare dalla finestra l’autunno che arriva. Nella classifica delle stagioni, per molti questa è la preferita, perchè ha colori e atmosfere che non si trovano da nessun’altra parte. Le foglie che si staccano dai rami sono un preziosissimo complemento d’arredo per la nostra casa. Le possiamo utilizzare per abbellire i vasi, per creare dei centrotavola con pigne e candele oppure per decorare i nostri festoni in previsione di Halloween.
Questo semplice tutorial vi mostra come realizzare dei segnaposto in perfetto stile autunnale. Visto che si usa solo acqua e foglie, potete coinvolgere anche i più piccoli.

Occorrente
  • portacandela (si trovano da Ikea, 1,50 euro per 4 portacandela)
  • candeline basse (con base in metallo)
  • foglie
  • ciotola con acqua
Tutorial

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Prendere un vaso di grandi dimensioni e disporre alla base uno strato di argilla espansa o sassi di piccole dimensioni.

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Raccogliete alcune foglie, non devono essere vecchie, ma appena cadute.

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Prendete contenitori in vetro, come portacandele oppure piccoli barattoli.

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Bagnate con acqua tutta la superficie interna del vasetto.

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Immergete le foglie nell’acqua, in modo da renderle umide e facilmente attaccabili al vetro.

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Sistemate le foglie coprendo tutti i buchi: attenzione a non esagerare con la sovrapposizione.

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Il vostro portalumino sembrerà la base di una torta di mele! Le foglie resteranno attaccate anche senza colla.

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Abbinate il vostro segna posto con pigne e fiori di stagione, oppure decorate  la tavola con delle zucche ornamentali.
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Come fare una zucca di Halloween

October 18, 2013
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Visto che Halloween si avvicina, ho pensato di farvi vedere come creare la famosa Zucca. Mentre la realizzavo mi sono chiesta: ma dove viene l’usanza di accendere un lumino in una zucca vuota?
Una leggenda irlandese narra del vecchio fabbro Jack, un singolare personaggio ubriacone e taccagno che nella notte del 31 ottobre incontrò il diavolo al pub, venuto a richiedere la sua anima. Lo scaltro Jack accettò di lasciare l’anima al diavolo, a patto di avere un’ultima bevuta. Con questo stratagemma convinse il diavolo a trasformarsi in una moneta, che Jack subito mise nel borsello accanto a una croce d’argento, cosicché non potesse tornare alla sua forma diabolica.
Per farlo uscire dalla prigione, Jack si fece promettere che il diavolo non avrebbe preso la sua anima per almeno dieci anni.  Dieci anni dopo fabbro riuscì ancora a scamparla. Il diavolo allora fu costretto a risparmiare Jack e la sua dannazione eterna.
Con tutti i peccati commessi in vita, a Jack vennero chiuse le porte del paradiso, al momento della morte. Anche il diavolo non lo volle e gli chiuse le porte dell’inferno. Il patto infatti preveda che l’anima di Jack avrebbe errato senza pace, all’infinito. All’obiezione che era freddo e buio, il demonio gli diede un tizzone ardente, che Jack sistemò all’interno di una grossa rapa che aveva con sé. Da quel momento Jack iniziò a girare senza tregua alla ricerca di un rifugio (da qui il nome Jack O’ Lantern, ovvero Jack e la sua Lanterna). La rapa di Halloweeen messa fuori dalla porta ancora oggi serve a indicare a Jack che la propria casa non è posto per lui. Quando gli irlandesi, a causa della carestia del 1845, abbandonarono il loro Paese per raggiungere l’America, diffusero questa leggenda. Ma poiché le rape non erano così diffuse come in Irlanda, vennero sostituite con le zucche. Da allora, la zucca intagliata con la faccia del vecchio fabbro e il lumino all’interno, è il simbolo più famoso di Halloween.

La zucca di Halloween: come fare?

Nelle settimane che precedono Halloween potete trovare al supermercato le zucche ornamentali e quelle “vere” con cui fare la vostra Jack ‘o Lantern. All’Esselunga ci sono zucche grandissime, al costo di 9 euro circa. Invece da Il Gigante ho trovato le piccole zucche ornamentali con cui ho realizzato il tutorial: circa 6 euro per 8 zucche di varie dimensioni (ovviamente il prezzo va a peso) da personalizzare in perfetto stile Halloween.
Il mio progetto di zucca era destinato alla mia nipotina Beatrice che, avendo meno di due anni, ancora non può apprezzare tutta la paura che ruota intorno ad Halloween. Per questo la forma di occhi, naso e bocca sono realizzate nel modo meno pauroso possibile. Potete sbizzarrirvi su come realizzare le forme dei tratti somatici, la più gettonata resta sempre quella paurosa con gli occhi a triangolo e la bocca a ghigno.
È un lavoro che si può fare con i bambini: se la zucca è dura, ovviamente bisogna usare una lama di una certa importanza. Ma per zucche più piccole, come vedete qui sotto, si può usare comodamente un incisore per scavare occhi, naso e bocca.
Ricordatevi di usare i lumini con fondo in metallo, altrimenti si potrebbe bruciare la base della zucca.

 

Tutorial

zucchette

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Nelle settimane precedenti Halloween puoi trovare le zucche ornamentali nei supermercati, nel reparto ortofrutta.

testa

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Una volta scelta la vostra zucca, con una matita e un bicchiere crea una circonferenza in alto.

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Taglia con un coltello seguendo il segno della matita. Mani più esperte possono optare per un taglio a zig-zag.

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Svuota la zucca. All’interno troverai filamenti viscidi, puoi aiutarti con un cucchiaio da gelato, che ha i bordi più affilati.

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Per facilitarti, disegna su un foglio le forme che vorresti usare per occhi, naso e bocca. Poi ritaglia e attacca le silhouette  con il nastro adesivo.

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Seguendo i contorni, incidi con un coltello, un incisore o qualsiasi cosa abbia una parte appuntita. La zucca non è tenerissima, ma almeno non si sbriciola.

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Termina con la bocca: io ho optato per un sorriso per non far diventare la mia zucca troppo paurosa.

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Metti un lumino all’interno, passando dall’apertura in alto e richiudi la zucca. Il lumino deve avere la base in metallo, perchè altrimenti la cera cola e brucia la base.
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Osmanthus fragrans, il profumo più buono

September 27, 2013
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L’Osmanthus fragrans (o Olea fragrans) è un arbusto sempreverde originario della Cina e del Giappone, che nell’arco di tutto l’anno mantiene un aspetto quasi anonimo, per poi dare il meglio di sé appena inizia l’autunno.
È una pianta facile da curare, ideale principalmente per giardini ma anche per terrazzi; si adatta a tutti i tipi di terreno, purchè siano ben drenati. Resiste al sole ma preferisce la mezz’ombra; l’unico inconveniente solo i geli tardivi, che potrebbero bruciare le gemme e compromettere la potatura dell’anno successivo.
A marzo potete procedere con la potatura: visto che esteticamente non è la pianta più bella del mondo, cercate di dare una forma ovale all’arbusto in modo da renderlo più gradevole nell’aspetto. Ma non esagerate: l’Osmanto cresce lentamente, una potatura sbagliata o troppo profonda potrebbe farvi perdere la fioritura annuale.
Se avete un giardino, sappiate che questa sarà la pianta che vi causerà meno “disturbi”. Io me la sono ritrovata in giardino, non l’ho acquistata, e mi sono accorta di lei solo alla fioritura: le irrigazioni in inverno seguono semplicemente le piogge, in estate incrementate con irrigazione automatica tutte le sere.
Va benissimo anche in vaso, sul terrazzo: cercate solo di metterlo in un vaso abbastanza capiente e utilizzate terriccio universale mescolato a terriccio per acidofile.
Ma veniamo alla parte migliore: quello dell’Osmanthus è una delle fragranze naturali più buone che io abbia mai sentito. Nei pomeriggi autunnali, le piccole corolle tubolari sono un richiamo a cui non si riesce a dire di no. Sono fiori insignificanti nell’aspetto, ma dal forte aroma di thè alla pesca, che si sente a metri di distanza. Non sono fiori adatti ad essere recisi, sono talmente delicati che un semplice tocco li fa cadere. L’unica cosa da fare è sedersi di fianco alla vostra pianta e annusare l’aria.
Il metodo più semplice di riproduzione è la talea.Tra fine agosto e fine settembre, prelevate dei rametti di un anno semilegnosi lunghi 15-20 centimetri. Tagliate subito sotto un nodo con un coltello ben affilato e asportate le foglie più basse. Dopo aver spolverato la punta con ormone radicante, procedete all’interramento. Nei primi giorni lasciate la terra umida, quindi bagnate tutti i giorni.
Chiedetela al personale dei garden center: visto che non è esteticamente bellissima, probabilmente non la troverete negli scaffali della vendita a libero servizio, ma sicuramente il punto vendita ce l’avrà.

 

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Giardino: cosa seminare a settembre?

September 26, 2013
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Se pensate che settembre sia un mese “giardinisticamente” morto, vi sbagliate! Il mese che saluta l’estate e che dà l’avvio all’autunno è un mese importantissimo per le semine.
Alcuni semi possono essere posti a dimora già in piena terra, visto che si tratta di specie rustiche che non temono il freddo invernale. Stiamo parlando di alisso, bocca di leone, digitalis purpurea, elicriso, papavero, lupino russel, begliuomini, lunaria, pisello odoroso, escolzia (papavero della California) e nigella.
Se invece vi piacciono i ciclamini e volete evitare di comprare il solito cesto, in questo periodo venduto a prezzo nettamente superiore…vi consiglio di provare a seminarlo! Basta metterlo in un vaso da posizionare fuori, all’aperto.
Altre specie, più delicate, vanno messe in semenziaio (potete utilizzare le serre preconfezionate), coperte e posizionate dentro una serra, o in un luogo riparato dal freddo.
Stiamo parlando di non ti scordar di me, violaciocca, viola del pensiero, calendula, godezia, centaurea.
Ovviamente sta per iniziare il periodo dei bulbi, a cui dedicherò un post nei prossimi giorni. Comunque iniziate a guardarvi attorno, da fine settembre per tutto ottobre è il periodo indicato per acquistare le bulbose a fioritura primaverile, come allium, bucaneve, scille, anemone, crocus, fritillaria, giacinto, tulipano e narciso.

 

Seme di pisello odoroso

Seme di pisello odoroso

Violetta

Violetta

Le semine di settembre

Le semine di settembre

Occorrente semina

Occorrente semina

Dopo 1 settimana

Dopo 1 settimana

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La melissa, non solo in cucina

September 20, 2013
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La Melissa Officinalis è un’erbacea spontanea e perenne a radici rizomatose. Una specie rustica che arriva fino a 1 metro di altezza e le cui foglie vengono utilizzate in cucina grazie al loro gradevole aroma di limone.
Non ha grandi esigenze. Essendo una rustica si adatta alle basse temperature; attenti a non metterla in posizioni troppo assolate.
L’autunno è il periodo migliore per la riproduzione di questa pianta: lo si può fare per seme, per talea o per divisione dei cespi.
Nel caso della semina, una volta che sono nate le piantine, si lasciano nel vasetto e si mettono a dimora la primavera successiva. Nelle fasi iniziali dello sviluppo richiede buone e continue innaffiature, che andranno ovviamente diminuite a partire dalla fioritura.
Come la menta, tende a espandersi e coprire le altre piante. Se volete creare un giardino di aromatiche, ricordatevi che è necessario delimitare e bloccare alcune di queste piante, altrimenti vi ritrovate con un cespuglio confuso già dopo pochi mesi. Visto che questa perenne a carattere cespuglioso rimane contenuta in altezza, può essere utilizzata per creare bordure. Per fare in modo che la vostra melissa resti sempre compatta, brillante e bella da vedere, dovete fare un’operazione un po’ impopolare: nel corso della stagione primaverile-estiva, tagliate gli steli ripetutamente, in modo da impedire la fioritura. Se invece non siete interessati all’aspetto estetico, lasciatela fiorire: richiamerà molte api e altri insetti impollinatori che serviranno al vostro giardino.

Le foglie della Melissa, dal tipico odore di limone e con un sapore un pizzico amaro, hanno diversi usi in cucina, per esempio sono perfette per le insalate o possono essere frullate e utilizzare per preparare salse verdi.
Essiccate, perdono il loro effetto aromatico. Quindi è bene conservarle in congelatore quando ancora sono fresche.
Ci si può anche “bere sopra”: ecco due ricette per creare vino e liquore alla Melissa. Prosit!

Ricette:

Liquore alla Melissa
Sminuzzare 25 foglie fresche di melissa, lavate e asciugate, e metterle a macerare in 250 g di alcool a 90 gradi per 20 giorni. Filtrare il liquido ottenuto strizzando bene le foglie e unirlo a uno sciroppo freddo ottenuto facendo bollire 250 g di acqua con 250 g di zucchero. Mescolare bene e conservare in una bottiglia scura. Va servito come digestivo.

Vino alla Melissa
Lavare 6 pesche mature a polpa gialla sbucciarle e tritarne la polpa. Mettere la polpa ottenuta in un recipiente insieme a 3 cucchiai di foglie di melissa fresche e a 750 ml di vino bianco secco. Lasciare riposare per almeno 6 ore, filtrare e diluire con altri 1,250 ml di vino, quindi imbottigliare. Digestivo ideale da servire fretto, decorato con fette di pesca e rametti di melissa.

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La zinnia, il fiore a costo 0

September 2, 2013
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Per tutti gli amanti dei fiori che hanno poco tempo e scarsa attitudine, c’è una pianta che, a fronte di un impegno limitato, regala grandi soddisfazioni. Si tratta della Zinnia, una rustica (si adatta, cioè, anche alle condizioni avverse), coloratissima e a costo quasi 0.

Il suo nome deriva dal suo scopritore, il botanico tedesco Johann Gottfried Zinn.
Molto variabile nelle forme e nei colori (praticamente tutti tranne il blu), la  Zinnia non profuma ma regala fioriture da giugno fino ad autunno inoltrato. Quindi garantirà un balcone fiorito anche con i primi freddi.
Dopo aver acquistato un vaso di Zinnie, non dovrete più spendere soldi. Il metodo più semplice e facile per moltiplicarle è, infatti, la riproduzione per seme. Non provate a fare le talee perchè non otterrete risultati: la zinnia ho un unico stelo, non ramifica, quindi non metterà radici. A partire dall’inizio dell’autunno, quando la vostra Zinnia inizierà a sfiorire, all’interno del bottone centrale del fiore maturano i semi. Alcuni cadranno a terra, nel vaso, potete lasciarli li e attendere.
I semi che cogliete dal fiore vanno tenuti in una busta all’asciutto e poi piantati alla fine dell’inverno, da febbraio ad aprile in un semenzaio protetto, oppure a maggio all’esterno.

La Zinnia è una di quelle specie utilizzata per uno scopo preciso: attrarre le farfalle. Come molte piante fiorite, tipo la Verbena o la Menta, viene piantata nei parchi e giardini con l’intento di avvicinare i lepidotteri.

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Il circo delle coccinelle

July 11, 2013
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Esistono in commercio delle buste di sementi che contengono le specie vegetali che attirano le coccinelle. Un esempio è Nova-Flore anti-afidi, una miscela utilizzata nella lotta biologica contro i parassiti, nello specifico gli afidi. Una soluzione alternativa ai prodotti chimici, può essere proprio questa: attirare nel nostro giardino gli insetti utili, ovvero gli insetti che si cibano dei parassiti che rovinano le nostre piante.
In questo modo otterremo un duplice vantaggio: da un lato manterremo le nostre piante al sicuro e dall’altro riusciremo a ripopolare il giardino urbano di insetti che si vedono sempre più raramente.
Sono 24 le specie di fiori annuali e perenni contenute nella confezione. Tra queste:

  • Chrysanthemum leucanthemum
  • Centaurea cyanus
  • Ammi majus
  • Chrysanthemum segetum

Io ho optato per la semina in ciotola, nel periodo primaverile. Considerando le primavere che a volte stentano a decollare, consiglio di tenere al riparo il vaso, possibilmente in una serra calda. Appena le piantine crescono di qualche centimetro (e non sono più cibo per uccelli), si può procedere a spostare il vaso all’esterno, tenendo presente che il piantato raggiungerà un’altezza di circa 70 cm. È anzi più consigliato seminare a settembre/ottobre. I primi “frutti” si vedranno dopo circa 6-8 settimane.
Nella scatola, oltre a tutte le indicazioni, viene segnalata la giusta quantità di semi da usare. Non è un fattore da sottovalutare, evitate “l’effetto manciata” e procedete tenendo a mente di utilizzare 5 grammi per metro quadrato. La confezione che ho io è per 3 metri quadrati di terra, per un totale di 16 grammi. Vale lo stesso discorso di tutti i sementi: coprire con poca terra, solitamente pari alla grandezza del seme stesso, quindi spolverate sopra un po’ di terra. Nei primi giorni mantenere la terra umida, irrigando con un vaporizzatore,  per non rischiare di spostare la terra e quindi compromettere il lavoro.

Esistono molti siti internet dai quali è possibile anche acquistare le coccinelle. Uno di questi è www.coccicoccinella.it, distributore della coccinella Adalia bipunctata. Io ho acquistato una confezione con 25 insetti, al prezzo di 24,50 euro (IVA e trasporto incluso). In meno di una settimana, dopo aver pagato tramite bonifico, mi è arrivata la busta contenente la provetta.

Tutorial

miscuglio farfalle

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Il marchio francere Nova-Flore, oltre a miscugli di sementi tradizionali, offre un insieme di varietà pensate per attirare le coccinelle.

miscuglio vasetto

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Utilizzate solo la quantità di semi che vi serve, facendo attenzione soprattutto nel caso dei vasi, assolutamente da non sovrappopolare.

sementi farfalle

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Una volta disposto il terriccio universale, procedete a mano a spargere le sementi.

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una volta seminato, procedere con irrorazione. Attenzione a non smuovere la terra, che deve essere compatta e restare umida per i primi giorni.

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Dopo circa 8 settimane inizieranno a spuntare i fiori che attireranno le coccinelle mangia-afidi.

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Esistono molti siti da cui è possibile acquistare le coccinelle “in provetta”. Io ho acquistato 25 Adalia bipunctata.

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Un volta aperto il flacone, lasciare che le coccinelle si liberino autononamente nel vostro giardino.

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Le mie sono sparite in pochi secondi. Ma il mio giardino è talmente pieno di afidi che confido nel rivederle!
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La potatura della lavanda: come e perchè?

June 5, 2013
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La lavanda è una pianta perenne sempreverde a forma cespugliosa che raggiunge ridotte dimensioni. È di facile coltivazione, preferisce un’esposizione soleggiata, resiste al freddo e al caldo ed è l’ideale per chi ha il pollice nero perchè non ha esigenze particolari per quanto riguarda le annaffiature, anzi sopporta bene la siccità. Attenzione al terreno che non deve mai rimanere umido: tra un’innaffiatura e l’altra lasciare che la terra si asciughi, in modo da evitare i ristagni idrici, causa del marciume radicale.
La potatura va effettuata ogni anno: la pianta va potata drasticamente fin dall’inizio della coltivazione per evitare che assuma un aspetto disordinato e poco appariscente. È necessario rimangano pochi centimetri di vegetazione dell’anno scorso, considerate che andrete a tagliare il 70% della pianta. Di norma, va potata dopo la fioritura, all’inizio dell’autunno. Se siamo in presenza di climi freddi e umidi, possiamo posticipare la potatura a marzo. Ricordate, comunque che a settembre si fa il “lavoro grosso” con tagli drastici, mentre a marzo si fanno le rifiniture (si spunta e si può dare forma rotondeggiante al cespuglio). Ci sono, comunque, varie scuole di pensiero sul mese giusto di potatura. Ma se la effettuate nei due mesi indicati, di sicuro non sbagliate.
C’è un punto preciso dove dovete tagliare: è la quarta gemma (come si vede nella foto). Se non è sufficiente tagliare gli apici, è sbagliatissimo rasare a zero: se si taglia fino alla parte legnosa (che con l’invecchiare della pianta, aumenta), infatti, non ci saranno più gemme e la pianta potrebbe anche morire.

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conta 4 gemme a partire dal legno…e taglia!

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Tronchetto dell’infelicità: salviamo la situazione

June 1, 2013
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L’abc del giardinaggio e l’esperienza di coltivazione si possono imparare con piante di facile gestione come la Dracaena Marginata, da tutti conosciuta come Tronchetto della felicità.
Originaria dell’Africa, è una ornamentale sempreverde particolarmente in voga per la bellezza delle sue foglie, per le poche cure di cui ha bisogno e perchè, insieme ad altre specie, è una pianta anti inquinamento, cattura cioè sostanze tossiche presenti in casa o in ufficio assorbendone le proprietà tossiche e rendendo l’aria più pulita.
Essendo originaria di paesi con clima mite, per sopravvivere ha ovviamente bisogno di un clima analogo. Tronchetti molli, foglie ingiallite, punte bruciate sono le problematiche più frequenti che  ci troviamo a dover curare.
Innanzitutto un breve elenco di regole per far vivere (non sopravvivere!) la nostra Dracaena:
- clima caldo e luce. Mai fuori casa, neanche in estate. Non scendere mai sotto i 10° con la temperatura e posizionare la pianta vicino a una finestra ma lontano da fonti di calore come termosifoni.
- irrigazione modesta. Uno dei motivi più comuni di morte di questa pianta è il marciume radicale, causato da un eccesso di acqua e da un drenaggio insufficiente del terreno. Evitate assolutamente i ristagni idrici: il famoso “sottovaso” che non fa bagnare per terra e che “gli lascio un po’ di acqua così quando la vuole la prende” non va bene!! Assicuratevi che sia sempre asciutto e, soprattutto, se l’acqua scende nel sottovaso stiamo esagerando con le irrigazioni.
Durante il periodo primaverile-estivo devono essere annaffiate un giorno si e uno no, avendo cura di nebulizzare le foglie. Nel periodo invernale le annaffiature si riducono a una ogni 7/10 giorni.
Utilizzate sempre acqua tiepida.
- Umidità da foresta. L’umidità ambientale deve essere alta e incrementata con spruzzature, nebulizzazioni e lavaggi fogliari. Non bisogna comunque esagerare, per non rischiare di creare un ambiente stagnante, che possa determinare la comparsa di marciumi.
- tronchetto dell’infelicità. Se la nostra Dracaena non si trova nelle condizioni ambientali migliori le foglie hanno le punte secche: questo è un chiaro sintomo che la pianta sta soffrendo. Le cause possono essere le eccessive irrigazioni, la temperatura troppo calda/fredda o l’aria troppo secca. In questi casi si possono tagliare le punte secche delle foglie ma, per risolvere il problema, bisogna collocare la pianta in un posto più adatto.

Tutorial

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Ecco come si presenta una Dracaena che ha sofferto la vostra assenza durante le ferie (ma anche prima): foglie gialle, apici secchi.

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Il terriccio si è talmente asciugato da aver scoperto addirittura le radici.

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La terra è stata prosciugata di tutti gli elementi nutritivi. Lo si vede chiaramente dai colori.

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Pezzi di radice si staccano.

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Sfoltite l’apparato radicale con una forbice: questa operazione consentirà uno sviluppo più veloce.

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Prendete il terriccio vecchio e mescolatelo con della terra nuova. Fate attenzione che la terra sia asciutta!

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Aiutate la pianta con del concime a bastoncini. Li spezzate e mettete nel terreno.

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Mettete la pianta a dimora e ricoprite con terreno. compattate bene.

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Staccate le foglie gialle e tagliate gli apici ingialliti. Questa operazione è puramente estetica; se la pianta era in queste condizioni è perchè viene gestita male.

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Se decidete di cambiarle vaso, optate per uno con diametro poco più grande del precedente.