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La moltiplicazione della pervinca

June 15, 2013
pervinca

La Vinca, conosciuta da tutti come Pervinca è una pianta facile da coltivare, con crescita veloce, che può essere utilizzata per bordure o come tappezzante. Partendo da un esemplare anche giovane, nel periodo primaverile si può moltiplicare la pianta attraverso la talea.
Il nome deriva dal latino vincire=legare, proprio perchè i suoi rami si allungano e intrecciano nel terreno.
La Pervinca è una pianta sempreverde  che forma delicati fiori che sbocciano ininterrottamente dalla primavera all’autunno a seconda della specie. Si tratta di una specie facile da cotivare.

Occorrente

  • Vaso alto
  • Forbici
  • Terriccio
  • Rami di pervinca
Tutorial

cesoie pervinca taglio

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Scegliere e prelevare alcuni apice vegetativi lunghi circa 10 cm. Questo lavoro va fatto utilizzando una lama o una cesoia, per evitare che i tessuti si sfilaccino. Eliminare le foglie poste più in basso.

matita buco vaso

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Prendere un vaso sufficientemente alto, riempire con terriccio universale e bucare la terra con una matita.

talee pervinca vaso

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Inserire le talee e ricompattare il terriccio.

ormone radicante pervinca

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Innaffiare abbondantemente con dell’acqua mescolata a ormone radicante.

plastica pervinca

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Ricoprire il vaso con un foglio di plastica trasparente, collocandolo all’ombra e mantenendolo a una temperatura di oltre 20 gradi (va benissimo una serra, se le temperature sono ancora basse).

pervinca vaso

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Una volta che iniziano a comparire i primi germogli, significa che la talea sta radicando. A quel punto è bene togliere la protezione e collocare il vaso in luogo più luminoso, mantenendo la temperatura oltre i 20 gradi.
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Rimedi (non) naturali contro le lumache

June 10, 2013
lumacapost

Inverni miti + primavere umide + piogge abbondanti. Ecco il connubio perfetto per l’attività di uno dei peggior nemici delle piante: la lumaca. Ho visto lumache azzannare il mio giardino manco fossero dei leoni, le ho viste mangiare un’intera parete di muschio, distruggere due piante di basilico in una notte, attaccare fragole, insalata e fiori…sono sicura che abbiano fatto anche un pensiero su di me!
Premesso che c’è chi le mangia, chi le alleva, chi le colleziona… Oggi andiamo a vedere come eliminarle o, perlomeno, allontanarle dalla nostra proprietà.
La più dannosa è la limaccia rossa (Arion lusitanicus): una specie aliena che si moltiplica anche in specie ibride difficili da analizzare. Ce l’ho.
Poi ci sono le altre limacce e le chiocciole (quelle carine, col guscio). Ce l’ho, ce l’ho.
Piccola? Ce l’ho.
Grande? Ce l’ho.

Leggendo in rete, ho trovato bei consigli su come eliminarle.

I rimedi naturali:

Birra
Essendo questi molluschi molto ghiotti di birra, perchè non riempire il giardino di trappole alcoliche? La sera si mettono in punti strategici dei bicchieri di birra che andranno ritirati l’indomani con i cadaveri ubriachi e annegati all’interno.

Sale da cucina
Questi molluschi sono fatti d’acqua per quasi l’84%: il sale da cucina per osmosi tende a trattenere il liquido dalle cellule, lasciandoli praticamente disidratati. Visto che non si può spargere sale di cucina in tutto il giardino, perchè oltre ad alterare la chimica del terreno porterebbe una sfiga colossale, si possono acquistare o costruire delle strisce adesive con sale sopra, che fungeranno da repellente e allontaneranno i malcapitati.

Sostanze sgradite
fondi di caffè, cenere di legna, segatura, gusci d’uovo polverizzati, corteccia. Sono tutte sostanze in grado di disidratare e quindi i molluschi se ne tengono a distanza.

Nemici
Polli, ricci, roditori, uccelli e lucertole amano le lumache a tal punto da mangiarsele. Però il nemico numero uno delle lumache è l’anatra. Che sciocchi che siamo stati a tenere un cane in giardino…Da oggi il nostro migliore amico farà quack!

Piante
Tra le piante meno tollerate dalla lumaca pare ci siano, oltre la salvia e il timo, anche l’assenzio, la senape, l’issopo e addirittura l’ortica. Com’è possibile che non gli piaccia l’ortica? Tutti amano andare nel garden center e comprare dell’ortica per fare un’aiuola.

Ci ho provato, lo giuro! Mi sono ubriacata per tre sere di fila, mentre spargevo pezzi di guscio d’uovo e fondi di caffè. Sono caduta nel cespuglio dell’ortica, mi sono appiccicata come carta moschicida al filo di sale e poi ho cercato aiuto nella famosa anatra che, essendo un animale con abitudini diurne, non si è vista per tutta la notte. Se pensate che questi metodi non saranno efficaci, potete acquistare un prodotto a base di fosfato di ferro, ovviamente non dannoso per colture, persone e animali (sulla confezione è tutto scritto). Oltre all’uso di un prodotto specifico, potete seguire alcuni consigli

Come prevenire il problema
  • innaffiare le piante solo di mattino
  • lavorare spesso la terra per distruggere i loro nascondigli
  • usare piante come nasturzio, mughetto, aquilegia, campanella, peonia. Sono gradevoli, fiorite e, soprattutto, non piacciono alle lumache.
  • creare delle barriere in prossimità delle piante più appetibili, con le piante sopra elencate oppure con elementi architettonici arricchiti di sostanze sgradite.
  • “procuratevi” un rospo: non vi disturberà di giorno e vi toglierà di mezzo le lumache di notte.
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Bambù: il segreto per attirare i panda

June 6, 2013
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“Mi piego ma non mi spezzo”. Se volete una pianta che risponda a questo grido, ho la soluzione per voi. Il bambù è una bellissima pianta sempreverde proveniente dall’Estremo Oriente e appartenente alla famiglia delle Graminaceae. La particolarità del bambù sta nel tronco, duro, cilindrico, perfetto, da cui partono foglie sottili e lanceolate.
Visto che cresce molto in altezza (alcune specie raggiungono i 40 metri), il bambù viene utilizzato nei giardini per molteplici scopi, per esempio creare una schermatura contro il vento, coprire aree “dismesse” o separare sezioni di giardino, oppure per consolidare scarpate e aree in declivio, insieme ovviamente a tutti gli scopi ornamentali a cui può servire, in primis accompagnarlo con altre specie per dare un’aria esotica al giardino. Certo, se avessimo una piantagione di bambù potremmo anche pensare di buttarci sulla produzione di palizzate e pergolati, ma a questo dedicherò il post “Ambiziosi del giardinaggio”.
Il bambù può essere acquistato, ovvio. In questo post però vediamo come rubarne un pezzo, attraverso la tecnica della moltiplicazione dei rizomi.

La radice del bambù è rizomatosa. Cos’è un rizoma? È una parte di fusto modificata, che serve come riserva: praticamente un agglomerato di filamenti da cui partono i fusti. Quello che so è che possono essere moltiplicate, ovvero possiamo creare nuove piante partendo da un singolo rizoma. Se dividiamo in due il rizoma, tagliandolo con un coltello, molto facilmente otterremo due nuove piante.

Vediamo alcune semplici regole per la gestione del bambù:
- Non si devono assolutamente togliere le foglie cadute: lasciatele ai piedi dei fusti, funzioneranno  come pacciamatura contro le infestanti.
- è una pianta a dir poco vigorosa e molto forte, che dovete tenere “a bada”: se già sapete che non le dedicherete il giusto tempo è preferibile piantarlo in vaso (ne limiterete la crescita)
-  ama posizioni luminose, ma non è indispensabile che stia al sole.
- va piantata in terreno ben drenato per evitare che si sviluppino dei funghi alle radici rizomatose.
- non necessita di concimi
- se piantato in vaso, va rinvasato ogni anno.

 

Per questo tutorial ringrazio mio nonno, Fiorino. Perchè senza le sue braccia forti, oggi non avrei il bambù!

 

Tutorial

nonno_bambu

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Braccia rubate all’agricoltura: per estirpare le radici del bambù ci vogliono braccia forti ed esperte, come quelle di mio nonno, Fiorino.

radici bambu

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Bambù 1 – zappa 0. Non sono radici che vanno in profondità, ma sono forti perchè compatte. Armatevi di coraggio e date colpi netti per spezzare i rizomi.

taglia bambu

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Un volta estratto, tagliate i tronchi di bambù, che non servono più. Non fate come il nonno, usate i guanti: il bambù è molto tagliente!

dita germogli

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Verificare che ci siano dei germogli, che il rizoma non sia “cieco”. Da lì partiranno le nuove piantine. Quindi tagliate il rizoma in due parti.

sciacqua

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Sciacquate bene le radici con acqua tiepida e pulitele da eventuali residui di sporcizia.

taglia radici

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Tagliate piccole porzioni di radici: questo semplificherà la nuova radicazione.

vaso

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Posizionare in un vaso almeno all’inizio: i primi risultati si vedranno dopo mesi, abbiate pazienza!

copri bordo

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Coprire con terriccio universale fino alle estremità delle vecchie canne, che ovviamente non vedremo più crescere.
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Zafferano, lo coltivo anche io!

June 5, 2013
bulbi

Se pensate che a settembre non ci siano più lavori da fare in giardino, vi sbagliate di grosso! C’è una pianta che vi aspetta al rientro dalle ferie e di cui magari non conoscevate nemmeno la provenienza. Si tratta del Crocus Sativus.

Da dove viene lo zafferano? Semplicemente viene da un bulbo che, udite udite, potrete coltivare anche voi. Nella vostra fantasia, diventerete ricchi producendo zafferano. Nella realtà, magari riuscirete a cucinare almeno un risotto a km 0. In questo tutorial ci occupiamo di come acquistare e mettere a dimora i bulbi.

Partiamo dal principio: il Crocus Sativus, la pianta conosciuta come Zafferano, appartiene alla famiglia delle Iridaceae, la stessa di gladiolo e iris ed è a fioritura precoce rispetto gli altri bulbi primaverili. Non è necessario andare in Egitto per trovare coltivazioni di zafferano: in Italia è frequente nelle zone col clima temperato, in regioni come Marche, Abruzzo, Umbria e Toscana.

Il Crocus ha una bellissima fioritura, ma dove sta la parte preziosa della pianta? Proveniente dal greco Krokos, che significa appunto “filo”,  il bulbo di zafferano ha tre fili lunghi 3-4 cm di color rosso vivo. Sono quelli che, essiccati e polverizzati, diventeranno zafferano.

Esistono varie specie di crocus, tra cui il Crocus Vernus, presente nelle radure boschive e nei luoghi freschi: viene detto anche “zafferano selvatico” proprio per la somiglianza con la specie coltivata. Di tutte le specie presenti, però, solo il crocus sativus produce la preziosa spezia.
In commercio ci sono molte possibilità di acquistare piccole o grandi quantitativi di bulbi: considerate che spesso si va per multipli di 50/100, con bulbi di diametro differente (dai 7 agli oltre 10 cm). Il mio consiglio è di acquistare presso aziende specializzate in bulbi, per esempio la romana Floriana Bulbose, che effettua vendita per corrispondenza ed è presente alle principali fiere di giardinaggio. Il prezzo per 100 bulbi di Crocus Sativus si aggira intorno ai 30 euro+IVA: considerate che, come altri bulbi, tendono a moltiplicarsi tramite bulbilli, quindi tendenzialmente ne avrete a disposizione ogni anno un pò di più.

Impianto

Si pianta da agosto fino a fine settembre, quando ancora fa caldo. Di norma si piantano in doppie file parallele distanti le une dalle altre circa 50 cm, ma non credo vogliate preparare una piantagione. La distanza fra i cormi dovrebbe essere di circa 5 cm. La profondità 10 cm. Ne potete piantare circa 50 per metro quadro. Come la maggior parte dei bulbi, non ha grandi pretese sul terreno, l’importante è che sia ben drenato e che non ci siano ristagni d’acqua. Non è necessario apportare innaffiature regolari: i bulbi, per le loro caratteristiche vivono bene “da soli” senza l’aiuto della mano dell’uomo.

Raccolta

Se avete scelto di intraprendere la carriera del coltivatore di zafferano, sappiate che vi attende un duro lavoro. I fili si raccolgono da metà fino alla fine del mese di ottobre: di mattina presto quando sono ancora chiusi, a mano, facendo attenzione a non rovinare i tre stimmi. La lavorazione totalmente manuale spiega l’alto costo dello stesso, servono, infatti, circa 120.000/150.000 fiori per ottenere un chilogrammo di prodotto finito.

Lavorazione

Una volta raccolti gli stimmi all’alba si dovrà procedere con l’essiccazione. Il motto per ora è “lo scopriremo solo vivendo”, nel senso che è la prima volta che coltivo zafferano. Ci sentiamo tra un mese per gli aggiornamenti.

Ricorda!
  • utilizzare solo bulbi di diametro superiore ai 2,5 cm, non malformati, non marci, non rosicchiati da animali. Se il negozio ti ha venduto bulbi con queste caratteristiche, riportali indietro.
  • tanto più sono grandi i bulbi, tanto maggiore sarà la quantità di nuove piantine. La capacità di moltiplicazione del bulbo è 1 a 1,2, per cui seminando 100 kg di bulbi se ne ottengono 120 kg.
  • i bulbi del crocus sono da acquistare a giugno-luglio: quest’anno, complice il tardo arrivo dell’estate, si è+ tutto spostato di un mese. I bulbi che vedete nel tutorial sono diventati pronti dall’inizio di agosto e io li ho messi a dimora la prima settimana di settembre. Si tratta, quindi di un lavoro da fare verso la fine dell’estate.
Tutorial

vaso+bulbi

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Procurarsi 100 bulbi, un vaso di grandi dimensioni e 2 sacchi da 20 litri di terriccio universale.

rotonda

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Iniziare a sistemare i bulbi in forma circolare.

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Il mio intento è di creare una composizione scenografica, una “tavolata” di 100 bulbi. In realtà andrebbero distanziati maggiormente.

insù

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Ricordatevi di posizionare tutti i bulbi con l’estremità verso l’alto.

manoterra

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Coprire la superficie con 10 cm di terriccio e pressare leggermente con le mani.

vaso sole

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Posizionare il vaso in luogo soleggiato, ma non troppo (solo alcune ore). Non esagerate con le innaffiature, a fine estate andrà benissimo attendere le piogge.
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La potatura della lavanda: come e perchè?

June 5, 2013
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La lavanda è una pianta perenne sempreverde a forma cespugliosa che raggiunge ridotte dimensioni. È di facile coltivazione, preferisce un’esposizione soleggiata, resiste al freddo e al caldo ed è l’ideale per chi ha il pollice nero perchè non ha esigenze particolari per quanto riguarda le annaffiature, anzi sopporta bene la siccità. Attenzione al terreno che non deve mai rimanere umido: tra un’innaffiatura e l’altra lasciare che la terra si asciughi, in modo da evitare i ristagni idrici, causa del marciume radicale.
La potatura va effettuata ogni anno: la pianta va potata drasticamente fin dall’inizio della coltivazione per evitare che assuma un aspetto disordinato e poco appariscente. È necessario rimangano pochi centimetri di vegetazione dell’anno scorso, considerate che andrete a tagliare il 70% della pianta. Di norma, va potata dopo la fioritura, all’inizio dell’autunno. Se siamo in presenza di climi freddi e umidi, possiamo posticipare la potatura a marzo. Ricordate, comunque che a settembre si fa il “lavoro grosso” con tagli drastici, mentre a marzo si fanno le rifiniture (si spunta e si può dare forma rotondeggiante al cespuglio). Ci sono, comunque, varie scuole di pensiero sul mese giusto di potatura. Ma se la effettuate nei due mesi indicati, di sicuro non sbagliate.
C’è un punto preciso dove dovete tagliare: è la quarta gemma (come si vede nella foto). Se non è sufficiente tagliare gli apici, è sbagliatissimo rasare a zero: se si taglia fino alla parte legnosa (che con l’invecchiare della pianta, aumenta), infatti, non ci saranno più gemme e la pianta potrebbe anche morire.

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conta 4 gemme a partire dal legno…e taglia!

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Tronchetto dell’infelicità: salviamo la situazione

June 1, 2013
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L’abc del giardinaggio e l’esperienza di coltivazione si possono imparare con piante di facile gestione come la Dracaena Marginata, da tutti conosciuta come Tronchetto della felicità.
Originaria dell’Africa, è una ornamentale sempreverde particolarmente in voga per la bellezza delle sue foglie, per le poche cure di cui ha bisogno e perchè, insieme ad altre specie, è una pianta anti inquinamento, cattura cioè sostanze tossiche presenti in casa o in ufficio assorbendone le proprietà tossiche e rendendo l’aria più pulita.
Essendo originaria di paesi con clima mite, per sopravvivere ha ovviamente bisogno di un clima analogo. Tronchetti molli, foglie ingiallite, punte bruciate sono le problematiche più frequenti che  ci troviamo a dover curare.
Innanzitutto un breve elenco di regole per far vivere (non sopravvivere!) la nostra Dracaena:
- clima caldo e luce. Mai fuori casa, neanche in estate. Non scendere mai sotto i 10° con la temperatura e posizionare la pianta vicino a una finestra ma lontano da fonti di calore come termosifoni.
- irrigazione modesta. Uno dei motivi più comuni di morte di questa pianta è il marciume radicale, causato da un eccesso di acqua e da un drenaggio insufficiente del terreno. Evitate assolutamente i ristagni idrici: il famoso “sottovaso” che non fa bagnare per terra e che “gli lascio un po’ di acqua così quando la vuole la prende” non va bene!! Assicuratevi che sia sempre asciutto e, soprattutto, se l’acqua scende nel sottovaso stiamo esagerando con le irrigazioni.
Durante il periodo primaverile-estivo devono essere annaffiate un giorno si e uno no, avendo cura di nebulizzare le foglie. Nel periodo invernale le annaffiature si riducono a una ogni 7/10 giorni.
Utilizzate sempre acqua tiepida.
- Umidità da foresta. L’umidità ambientale deve essere alta e incrementata con spruzzature, nebulizzazioni e lavaggi fogliari. Non bisogna comunque esagerare, per non rischiare di creare un ambiente stagnante, che possa determinare la comparsa di marciumi.
- tronchetto dell’infelicità. Se la nostra Dracaena non si trova nelle condizioni ambientali migliori le foglie hanno le punte secche: questo è un chiaro sintomo che la pianta sta soffrendo. Le cause possono essere le eccessive irrigazioni, la temperatura troppo calda/fredda o l’aria troppo secca. In questi casi si possono tagliare le punte secche delle foglie ma, per risolvere il problema, bisogna collocare la pianta in un posto più adatto.

Tutorial

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Ecco come si presenta una Dracaena che ha sofferto la vostra assenza durante le ferie (ma anche prima): foglie gialle, apici secchi.

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Il terriccio si è talmente asciugato da aver scoperto addirittura le radici.

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La terra è stata prosciugata di tutti gli elementi nutritivi. Lo si vede chiaramente dai colori.

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Pezzi di radice si staccano.

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Sfoltite l’apparato radicale con una forbice: questa operazione consentirà uno sviluppo più veloce.

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Prendete il terriccio vecchio e mescolatelo con della terra nuova. Fate attenzione che la terra sia asciutta!

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Aiutate la pianta con del concime a bastoncini. Li spezzate e mettete nel terreno.

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Mettete la pianta a dimora e ricoprite con terreno. compattate bene.

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Staccate le foglie gialle e tagliate gli apici ingialliti. Questa operazione è puramente estetica; se la pianta era in queste condizioni è perchè viene gestita male.

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Se decidete di cambiarle vaso, optate per uno con diametro poco più grande del precedente.
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Talea di Aucuba

May 31, 2013
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L’Aucuba è una pianta molto diffusa nei vasi e giardini italiani perchè ha bellissime foglie verde brillante screziate di vari colori e bacche colorate. È un arbusto sempreverde che conta molti ibridi, il più diffuso è la Aucuba Japonica, Viene utilizzato a scopo ornamentale e decorativo, visto che non è commestibile.
Originario dell’Asia, fu portato in Europa dal botanico John Goefer, che capì troppo tardi di aver importato solo piante con fiori femminili e quindi di non poter ottenere una riproduzione. Cinquanta anni più tardi la specie si diffuse grazie all’introduzione di esemplari maschili. Cosa significa questo? L’Aucuba è una pianta dioica, cioè non ha sulla stessa pianta fiori maschili e femminili. Quindi la fecondazione può avvenire solo tramite il vento o gli insetti. Per riconoscere se la vostra pianta è maschio o femmina, dovete guardare i fiori: i fiori femminili si riconoscono perché provvisti solo di pistillo (protuberanza centrale), quelli maschili hanno solo gli stami (i “filamenti” intorno). Io non so di che sesso sia la mia pianta, anzi credo di non averla mai vista fiorita! Comunque il metodo di moltiplicazione più gettonato è la talea semilegnosa. In primavera e in autunno si prelevano rametti di circa 15-20 cm di lunghezza e si mettono a radicare.  Le nuove piante andranno coltivate in contenitore per almeno due anni prima di poter essere poste a dimora.

Tutorial

aucub pianta

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Prelevare rametti di Aucuba di 15-20 cm. Scegliere dei rami semilegnosi, ovvero nuovi, dell’anno in corso.

aucuba2

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I rami nn devono essere “impegnativi”, evitate di scegliere quelli con le diramazioni.

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Procedere con un taglio netto al di sotto del nodo con cesoie o coltello, affilato e pulito.

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Tagliare a metà le foglie in cima. In questo modo la talea avrà meno parti da dover nutrire.

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Immergere la punta nella polvere di ormone radicante. Questo composto aiuterà la talea a fare radici.

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Bucate la terra con una matita e poi inserite la talea. Il terreno va tenuto bagnato almeno fino alla nascita dei nuovi germogli.

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I primi tempi il terreno non deve mai asciugarsi. Se fate la talea a novembre, state attenti al freddo, posizionate il vaso in una serra almeno fino a marzo.
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Come riprodurre la menta

May 1, 2013
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Alcune specie erbacee e arbustive come la menta e il rosmarino, producono radici semplicemente collocando i rametti in un bicchiere d’acqua. Vi diranno che l’acqua deve essere filtrata o piovana: in realtà l’importante è che sia pulita e assolutamente non fredda. Il contenitore con i rametti (di lunghezza 10-15 cm) va collocato in un ambiente fresco (tra 16 e 20°), in un luogo in piena luce ma non al sole.
Una volta che le radici sono vigorose potete trapiantare gli esemplari nei vasetti con terriccio. Per i primi tempi è opportuno tenere le nuove piantine al riparo dal gelo e dal caldo, non alla luce diretta del sole, ma in una posizione luminosa. Dopo circa 20 giorni dalla formazione delle radici, vedrete i nuovi getti: questo significa che la vostra pianta ha attecchito. Aspettate ancora un mese e poi potrete mettere a dimora la vostra pianta in un vaso all’esterno (se vi trovate in inverno pieno, attendete ancora qualche giorno, giusto per evitare le gelate).

 

Tutoria

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La menta è la pianta perfetta per questo esperimento perchè è rustica e infestante.

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Tagliare rametti di circa 15 cm: devono essere “solidi” e senza altri rami collegati.

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Tagliare con una forbice pulita le foglie in basso e dividere in due le foglie più alte.

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Mettere in un bicchiere con acqua tiepida e aggiungere ormone radicante.
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Tutti i segreti del pisello odoroso

March 21, 2013
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Il Lathyrus odoratus, conosciuto come Pisello odoroso, è una pianta erbacea annuale rampicante, appartenente alla famiglia dei piselli, originaria nelle nostre zone. È un rampicante che può raggiungere i 2 metri di altezza: è conosciuto e apprezzato per i fiori a grappoli profumati a forma di farfalla. I piselli odorosi sono molto resistenti al freddo, richiedono temperature tra 4° e 10°(vanno comunque protetti dal gelo). La semina autunnale è spesso preferita, soprattutto se si desidera avere una fioritura precoce (in marzo-aprile). Altrimenti si semina da gennaio in poi.

Come seminare

La semina si può fare in cassette profonde 30-40 cm o in vasi grandi e profondi (vanno benissimo quelli da gigli, da palme o da rose), oppure mettendo un seme per vasetto. In ogni caso, in presenza di climi freddi, è opportuno interrare i recipienti in uno strato di cenere o di torba, steso entro un cassone vetrato, senza riscaldamento. Fate attenzione a collocare i semi vicino alle pareti del vaso, in modo che ricevano più calore. Quando i semi hanno germogliato, dopo 10 giorni circa, bisogna dare molta aria e molta luce alle piantine. Se li tenete in una serra, assicuratevi che prendano molta luce durante il giorno.
La crescita sarà lenta: in primavera le piantine potranno essere trapiantate a dimora o in vasi e, col calore, la concimazione e le piogge primaverili cresceranno e fioriranno rapidamente. Attenzione al trapianto: la radice a fittone del pisello, che va in profondità ed è povera di radici capillari, sopporta il trapianto solo a condizione che venga fatto col suo pane di terra, quindi non dovete assolutamente  togliere la radice dal terreno.

Terreno e concimazione

I piselli odorosi sono avidi di nutrimento fino a grandi profondità. Per quanto riguarda la composizione del terreno, non richiedono grandi necessità, ma è bene che sia lavorato fino a 60-70 cm, sciolto e ben concimato. Con questi requisiti i vostri piselli potranno raggiungere 2-3 metri di altezza, in terra o in un vaso di almeno 30 cm di diametro.
Quando è tempo di concimare, ricordatevi di non inumidire il terreno con il concime: il terreno va prima annaffiato e poi concimato.

La cura

Per ottenere una buona distribuzione dei rami della pianta e fiori grandi, portati da steli lunghi e robusti, si sopprime innanzitutto il germoglio principale di ogni piantina, quando i germogli secondari hanno raggiunto 10-12 cm di lunghezza. Di questi germogli se ne lasciano di solito tre e, mano mano che essi crescono, si legano ordinatamente ai sostegni. Si sopprimono anche, al loro apparire, i getti laterali, basali, che appaiono sui germogli secondari e il maggior numero possibile di viticci, i quali sottraggono inutilmente nutrimento alla pianta. Inoltre, man mano che i fiori sbocciano, bisogna coglierli, altrimenti la pianta di esaurisce rapidamente nella formazione di semi. La soppressione dei germogli e dei viticci si fa di preferenza con le mani.

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Una busta di semi di pisello odoroso può arrivare a costare anche 5 euro per 20 semi.

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I semi sono di grandezza media, questo ci facilita la semina. Ricordate che vanno coperti con la loro stessa altezza.

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Collocare i vasi in una serra per evitare le gelate.
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Come raccogliere lo zafferano

February 21, 2013
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Ne primo articolo sullo zafferano vi avevo spiegato dove acquistare e come mettere a dimora il Crocus Sativus, la famosa bulbosa da cui si estrae la preziosa spezia. In questa seconda puntata, parliamo di come estrarre ed essiccare il nostro zafferano.
Innanzitutto ho calcolato che, da quando li ho piantati a quando sono fioriti, è passato un mese e una settimana circa. Condizioni climatiche in perfetto stile autunnale, un po’ caldo anomalo, poi freddo anomalo, piogge, temperature gradevoli. Un po’ di tutto. Ho innaffiato solo nelle giornate tardo-estive, quando le piogge tardavano ad arrivare. Per il resto, posso assicurarvi che i bulbi non hanno bisogno di acqua (infatti vengono coltivati nel Sud Italia): ne avevo dimenticati alcuni su un mobile e sono fioriti, senza aver ricevuto un goccio d’acqua.

Quando iniziate a vedere che sta per spuntare qualcosa, da quel momento dovete stare attenti. I Crocus fioriranno in giorni diversi, per un periodo di circa due settimane. E la raccolta va fatta giornalmente anche se si tratta di un solo fiore.
Su internet leggerete che i fiori raccolti vanno messi in ceste di vimini: se siete alle prime armi e non avete ettari ed ettari coltivati a zafferano, credo vi basterà il palmo della mano!
La raccolta, dicevamo, va fatta giornalmente e di mattina molto presto: bisogna estrarre gli stimmi quando il fiore non è ancora completamente schiuso. Altrimenti si rovina.
Una volta raccolti gli stimmi, dobbiamo essiccarli. Se non siete dotati di un camino, va bene anche il forno. Attenzione: bastano pochi minuti a 30°-40°. Non di più, altrimenti si bruciano, e non di meno, altrimenti marciscono. Gli stimmi devono essere asciutti, per questo vanno essiccati subito, appena raccolti.
Finita l’essiccazione, potete consumarlo subito oppure conservarlo in un luogo fresco e asciutto.

 

Tutorial

crocus chiuso

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Prelevare i pistilli quando ancora il fiore non è completamente schiuso. Fatelo all’alba o al tramonto.

alto

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Se il fiore è così aperto, vuol dire che avete aspettato troppo!!

stacca pistilli

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Usate le dita per raccogliere i pistilli, così sarete sicuri di non rovinarli.

mano pistilli

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Questa è la quantità di circa 10 bulbi Crocus sativus. Devono essere essiccati subito, altrimenti si rischia di farli marcire.

zafferano forno

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Se vivete in città, in appartamento e non avete alternative, usate il forno. Pochi minuti a 40°.

essiccato

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Lo zafferano essiccato e pronto all’uso