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Pianta della settimana

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Osmanthus fragrans, il profumo più buono

September 27, 2013
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L’Osmanthus fragrans (o Olea fragrans) è un arbusto sempreverde originario della Cina e del Giappone, che nell’arco di tutto l’anno mantiene un aspetto quasi anonimo, per poi dare il meglio di sé appena inizia l’autunno.
È una pianta facile da curare, ideale principalmente per giardini ma anche per terrazzi; si adatta a tutti i tipi di terreno, purchè siano ben drenati. Resiste al sole ma preferisce la mezz’ombra; l’unico inconveniente solo i geli tardivi, che potrebbero bruciare le gemme e compromettere la potatura dell’anno successivo.
A marzo potete procedere con la potatura: visto che esteticamente non è la pianta più bella del mondo, cercate di dare una forma ovale all’arbusto in modo da renderlo più gradevole nell’aspetto. Ma non esagerate: l’Osmanto cresce lentamente, una potatura sbagliata o troppo profonda potrebbe farvi perdere la fioritura annuale.
Se avete un giardino, sappiate che questa sarà la pianta che vi causerà meno “disturbi”. Io me la sono ritrovata in giardino, non l’ho acquistata, e mi sono accorta di lei solo alla fioritura: le irrigazioni in inverno seguono semplicemente le piogge, in estate incrementate con irrigazione automatica tutte le sere.
Va benissimo anche in vaso, sul terrazzo: cercate solo di metterlo in un vaso abbastanza capiente e utilizzate terriccio universale mescolato a terriccio per acidofile.
Ma veniamo alla parte migliore: quello dell’Osmanthus è una delle fragranze naturali più buone che io abbia mai sentito. Nei pomeriggi autunnali, le piccole corolle tubolari sono un richiamo a cui non si riesce a dire di no. Sono fiori insignificanti nell’aspetto, ma dal forte aroma di thè alla pesca, che si sente a metri di distanza. Non sono fiori adatti ad essere recisi, sono talmente delicati che un semplice tocco li fa cadere. L’unica cosa da fare è sedersi di fianco alla vostra pianta e annusare l’aria.
Il metodo più semplice di riproduzione è la talea.Tra fine agosto e fine settembre, prelevate dei rametti di un anno semilegnosi lunghi 15-20 centimetri. Tagliate subito sotto un nodo con un coltello ben affilato e asportate le foglie più basse. Dopo aver spolverato la punta con ormone radicante, procedete all’interramento. Nei primi giorni lasciate la terra umida, quindi bagnate tutti i giorni.
Chiedetela al personale dei garden center: visto che non è esteticamente bellissima, probabilmente non la troverete negli scaffali della vendita a libero servizio, ma sicuramente il punto vendita ce l’avrà.

 

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La zinnia, il fiore a costo 0

September 2, 2013
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Per tutti gli amanti dei fiori che hanno poco tempo e scarsa attitudine, c’è una pianta che, a fronte di un impegno limitato, regala grandi soddisfazioni. Si tratta della Zinnia, una rustica (si adatta, cioè, anche alle condizioni avverse), coloratissima e a costo quasi 0.

Il suo nome deriva dal suo scopritore, il botanico tedesco Johann Gottfried Zinn.
Molto variabile nelle forme e nei colori (praticamente tutti tranne il blu), la  Zinnia non profuma ma regala fioriture da giugno fino ad autunno inoltrato. Quindi garantirà un balcone fiorito anche con i primi freddi.
Dopo aver acquistato un vaso di Zinnie, non dovrete più spendere soldi. Il metodo più semplice e facile per moltiplicarle è, infatti, la riproduzione per seme. Non provate a fare le talee perchè non otterrete risultati: la zinnia ho un unico stelo, non ramifica, quindi non metterà radici. A partire dall’inizio dell’autunno, quando la vostra Zinnia inizierà a sfiorire, all’interno del bottone centrale del fiore maturano i semi. Alcuni cadranno a terra, nel vaso, potete lasciarli li e attendere.
I semi che cogliete dal fiore vanno tenuti in una busta all’asciutto e poi piantati alla fine dell’inverno, da febbraio ad aprile in un semenzaio protetto, oppure a maggio all’esterno.

La Zinnia è una di quelle specie utilizzata per uno scopo preciso: attrarre le farfalle. Come molte piante fiorite, tipo la Verbena o la Menta, viene piantata nei parchi e giardini con l’intento di avvicinare i lepidotteri.

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Spade di gladiolo

July 23, 2013
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Tra le bulbose estive (quelle cioè che vanno messe a dimora in primavera e che fioriscono in estate), il gladiolo è senz’altro una delle più scenografiche e facili da coltivare. Poichè superano abbondantemente il metro di altezza, sembrano delle lunghe spade.
La tipica forma a trombetta dei fiori i colora di svariati toni, dal pastello al vivo, spesso in contrasto con il centro del fiore. Di questa specie non esiste il colore blu, che può essere sostituito da un viola scurissimo quasi nero.
I bulbi dei gladioli vanno acquistati tra febbraio e maggio e messi a dimora a partire dalla metà di aprile. La fioritura partirà dal mese di luglio.

Ricorda:
  •  Per ottenere una fioritura prolungata, mettete a dimora i bulbi a distanza di 15 giorni: in tal modo appena sfiorisce uno, ne fiorirà un altro.
  • L”unica cura di cui necessitano i gladioli è quella che riguarda l’altezza: visto che raggiungono e superano il metro di altezza, è bene utilizzare dei tutori a supporto delle foglie e del fiore, che tende a cadere. La lunghezza dei fusti permette di utilizzare il gladiolo come fiore reciso, per una durata in vaso di circa due settimane.

In inverno:

  • Dopo la fioritura, è meglio aspettare che le foglie siano appassite o ingiallite dalle prime gelate per dissotterrare i bulbi in autunno. Questo perchè le foglie aiutano il bulbo per le fioriture successive. Una volta recuperati e asciugati i bulbi, si procede sistemandoli in una cassetta in una stanza buia e non troppo fredda. Una cantina o un garage vanno benissimo.
  • Nelle zone caratterizzate da inverni miti, i gladioli possono essere lasciati a dimora nel terreno: questo però potrebbe precludere le fioriture successive.

Nella foto vedete la marca di bulbi che ho acquistato quest’anno. Si tratta di un marchio storico olandese, Festival of colours. Io li ho acquistati presso F.lli Ingegnoli (pack da 10 gladioli per 4,20 euro).

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Con 24mila dalie

July 16, 2013
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Quando leggo l’espressione “pianta rustica” mi immagino sempre una bella taverna familiare con pavimenti in cotto e travi di legno. E cerco di applicare questo concetto alla pianta. In realtà, quando leggete il termine “rustico” applicato alla pianta, significa che si ha davanti una specie capace di adattarsi bene ai fattori esterni, il freddo in primis.
È la risposta alla classica domanda: “mi muore d’inverno?”. Nel caso della Dahlia ci troviamo di fronte a una pianta semirustica, che si adatta “abbastanza bene” alle condizioni climatiche inverse. Quindi, in presenza di inverni molto rigidi e umidi, è bene metterla al riparo all’interno.

Originaria del Messico, la Dahlia conta oltre 30 specie molto differenti tra loro ma tutte dotate di radici tuberose. Oggi esistono oltre 20.000 ibridi catalogati di questa pianta, alcune talmente varie tra loro da sembrare piante differenti, soprattutto per la forma dei capolini. Anche le dimensioni dei fiori variano molto, si va dai 25 cm delle dalie giganti a 5 delle miniature ; mentre per quanto riguarda il colore, la classificazione internazionale ne prevede 15, considerando anche le variegate e le bicolori.
Come succede per altre bulbose, anche la Dahlia non necessita di cure particolari (temono però le lumache). Se acquistate una dahlia, il periodo migliore è il mese di aprile, ne vedrete i fiori fino a ottobre-novembre. Dopodichè sarà opportuno tagliere le foglie fino a 20 cm e lasciare la pianta a riposo.
Se la dahlia che abbiamo acquistato ci piace molto, possiamo pensare di moltiplicarla. Essendo un tubero, il metodo più facile per ottenere con successo più piante da una sola è quello di usare gli organi sotterranei minori prodotti da quello principale. Ovvero, attendere il momento della ripresa vegetativa dei ceppi (quando finisce il gelo) e procedere con la divisione dei rizomi. La “madre” va frammentata in più rizomi che devono necessariamente avere almeno una gemma e una radice.

Acquisti:

Meilland

L’azienda che consiglio è specializzata in rose. Usare la parola “specializzata” è riduttivo, visto che Meilland Richardier è tra i primi cinque ibridatori al mondo, nonché primo produttore francese di rose. Oltre a visitare il vivaio a Camporosso (Imola), è possibile comprare online sul sito (www.rosai-e-piante-meilland.it) in cui si trovano, oltre a una vastissima e incantevole proposta di rose di tutti i tipi, anche molte piante di ogni genere. Sono quasi 40 i tipi di Dahlia tra cui è possibile scegliere.
Premetto che l’esperienza dell’acquisto, soprattutto se si tratta di verde vivo, riesce meglio in negozio piuttosto che dal divano. Toccare con mano la salute della pianta, avere la possibilità di cambiare idea alla cassa e ascoltare i consigli di un esperto, sono privilegi che si conquistano solo nel punto vendita. Ma il verde a portata di clic è un fenomeno che non si può né si deve ignorare: l’unica paura, tra l’altro lecita, è legata allo stato di salute delle piante al momento dell’arrivo.
Eppure io acquisto ormai spesso online e devo dire che Meilland è stato finora una delle migliori esperienze. A parte la bellezza delle piante, logisticamente l’acquisto è veloce, semplice e la merce arriva in pochissimi giorni.

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Salix caprea Kilmarnock: fioriture d’inverno

July 12, 2013
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Il Salix caprea ‘Kilmarnock’, è una varietà del comune salicone adatta a terrazzi e giardini “urbani” proprio perchè è di dimensioni minori rispetto altre varietà di salici.
Perchè scegliere questa pianta? Perchè mentre tutti dormono, il Salix Caprea fa una fioritura molto particolare sui suoi rami piangenti, prima dell’emissione delle foglie, ancora in inverno. Si tratta di infiorescenze a grappolo color oro, molto morbide al tatto. Quindi non solo resiste al gelo, anzi l’inverno è il momento di maggiore spettacolarità.
I miei due esemplari, giovani (due e tre anni) e di taglia media, sono stati acquistati in due garden center differenti di Milano, ma al 99% sono sicura provengano dallo stesso produttore. Il prezzo si aggira attorno ai 12 euro per la taglia piccola, un prezzo abbordabile se considerate che questa pianta nelle condizioni favorevoli raggiunge i 2-3 metri. Il mio consiglio è, quindi, di acquistare comunque una taglia ridotta, anche se si ha molto spazio disponibile.
Per coltivarli basta davvero poco impegno: sono piante resistenti, non si ammalano facilmente e si adattano anche a suoli poco profondi (quindi va bene anche la coltivazione in vaso). L’unica particolarità è legata all’acqua: il Salix caprea ‘Kilmarnock’ è una specie che di solito viene messa a dimora vicino a corsi d’acqua, quindi in terreni umidi. È una pianta, quindi, che necessita di abbondanti irrigazioni, e se viene messa in vaso bisogna ricordarsi di lasciare una riserva d’acqua adeguata.

Lo sapevi che…
Anticamente il salice era chiamato Vimen, vimine, dall’indo-europeo wei. I Romani successivamente chiamarono l’albero Salix. Il Viminale, uno dei sette colli di Roma, probabilmente deve l’origine del suo nome proprio ai salici: sembra infatti che una fitta selva di questi alberi ricoprisse in tempi lontani le sue pendici.

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Narciso, la bulbosa dalla lunga tradizione

July 12, 2013
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Il Narcissus è forse la bulbosa con più ricca tradizione. Coltivata già in epoca Romana, porta il nome del personaggio mitologico che tutti conosciamo. Sono circa 60 le specie esistenti e ad oggi si contano oltre 25.000 ibridi di rara bellezza.  Esistono anche delle specie spontanee in italia, il Narcissus serotinus è una di queste e, al contrario delle altre, fiorisce in autunno. Non pensate di comprare tutte le bulbose primaverili e fare un’unica piantagione a novembre. I narcisi richiedono più tempo per la radicazione, quindi vanno piantati dalla fine di agosto a tutto settembre. Se li avete piantati tardi, probabilmente li vedrete fiorire solo l’anno dopo.
Se nei garden center avete acquistato un narciso col bulbo praticamente fuori dalla terra, godetevi la fioritura e poi dimenticate questa immagine: i narcisi vanno categoricamente piantati a una profondità di “tre volte la propria altezza”. Anzi, più sono in profondità e meglio è: se li piantate nella terra del giardino, potrete lavorare comodamente in superficie con le altre piante senza il rischio di intaccare i bulbi.
Ricordate che le foglie vanno tagliate solo dopo che sono completamente appassite. Dopo la fioritura, attendete un bel po’ di tempo (anche un mese) prima di tagliare e sollevare il bulbo. Al contrario di altre bulbose, comunque, il narciso sopravvive bene nella terra senza particolare esigenze di temperatura. Però deve avere uno spazio vitale adeguato, quindi evitate di sovrappopolare la zona.
“Ma io nei giardini vedo sempre aiuole bellissime con milioni di bulbi vicinissimi”…è vero! Però sono bulbi che vengono tolti, messi a riposo e poi interrati nuovamente.

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Il 12 dicembre è il Poinsettia Day

December 12, 2011
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Il 12 dicembre  si celebra il POINSETTIA DAY, ovvero il giorno delle Stelle di Natale che in questo periodo dell’anno invadono fiorai, supermercati e garden center.
Perchè proprio oggi? Joel Robert Poinsett, il primo ambasciatore USA in Messico, circa 200 anni fa, inviò alcune piante nella sua città natale, Philadelphia, affinché fossero studiate. La bella pianta messicana fu inizialmente chiamata ‘Poinsettia’ in suo onore. In Europa le prime piante arrivarono dopo circa100 anni e qui furono battezzate con il nome botanico di ‘Euphorbia Pulcherrima’, la più bella delle Euphorbie. Non un botanico, quindi, ma un ambasciatore è il vero responsabile della popolarità mondiale della Poinsettia, che viene festeggiata nella data della morte del suo scopritore.
Luogo adatto e un’innaffiatura corretta sono le due condizioni indispensabili per la fioritura della Stella di Natale.

Posizione
La Stella di Natale predilige i luoghi caldi, luce intensa e temperatura tra i 15° e 22°. Attenzioni alle correnti d’aria e al freddo. Anche la luce diretta potrebbe compromettere irrimediabilmente la crescita.
Attenzione anche a frutta e verdura: La Poinsettia appassisce e muore se posizionata vicino a queste.

Annaffiatura
Mantenere il terreno sempre un pò umido, soprattutto se la temperatura è calda o se la pianta è situata vicino a fonti di calore. Anche tutti giorni, quindi, se il terreno si asciuga velocemente. Altrimenti un’innaffiatura ogni due giorni andrà benissimo. Ovviamente non si deve esagerare: se vedete che la pianta perde le foglie oppure ingiallisce, significa che state sbagliando. Iniziate allora a verificare che non ci sia acqua stagnante nel sottovaso e poi procedete a diminuire le annaffiature.

Concime
Finchè è il periodo di fioritura, è consigliabile nutrirla ogni due settimane.

Al momento dell’acquisto:
  • comprate solo piante con rigoglioso fogliame e boccioli
  • il terreno deve essere umido ma non inzuppato
  • verificate in che posizione è la pianta all’interno del negozio; deve essere al caldo, lontana da spifferi
  • avvolgete la pianta con carta protettiva durante il trasporto: non lasciatela in macchina mentre andate ad ultimare gli acquisti natalizi!

Tutte le info sulla Poinsettia sono prese dal sito www.stars-for-europe.com

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La Begonia Rex

January 7, 2011
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Una delle piante che non regalerò mai è la Begonia da fiore. Non mi piacciono i fiori, nè le foglie. A fine fioritura, è quasi meglio buttarla via, visto che la pianta è indebolita e difficilmente rifiorirà. Inoltre è molto complesso moltiplicarla per talea, quindi il vostro esemplare rimarrà unico. Ma c’è un’altra varietà della famiglia delle Begoniacee che personalmente trovo incantevole. L’ho conosciuta quando ero in cerca di una pianta per interni poco luminosi: è la Begonia ornamentale. Io ho acquistato un ibrido di Begonia Rex. Grandi foglie arrotondate o appuntite, dalla colorazione concentrica che spazia dal bronzo al viola fino al bianco. Nonostante ottenga la migliore colorazione se esposta a luce intensa (ma non diretta), questa pianta ama l’ombra. Dovete tenerla sempre al chiuso, in inverno non tollera temperature sotto i 12-14°.
Uno dei problemi di cui soffre è il marciume radicale: moderate sempre le annaffiature, evitando se possibile l’acqua calcarea. Non lasciate mai che le radici si asciughino del tutto.

Alcuni consigli

  • evitate correnti di aria fredda, quindi attenzione se la collocate vicina a una finestra
  • rinvasate ogni due anni in vaso più profondo (per permettere al rizoma di svilupparsi in profondità)
  • togliete i fiori, perchè limitano lo sviluppo delle foglie. Insomma, chi sceglie la Begonia Rex lo fa per il fogliame, non per i fiori!

 

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The Butterfly Bush: la Buddleja

September 13, 1989
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La Buddleja è un arbusto importato dalla Cina nel 1893 e ad oggi risulta essere una pianta quasi invasiva perchè, grazie alla sua capacità di adattarsi a tutti i terreni e climi, la sua coltivazione sfugge ormai letteralmente al controllo. Città come Milano ne sono diventate piene, soprattutto nelle zone abbandonate, visto che resiste benissimo anche all’inquinamento.
La Buddleja è una pianta perenne, caducifoglia, che  si presenta con rami arcuati che tendono verso il basso. Raggiunge grandi dimensioni, se non la si pota, supera i 5 m.
Viene chiamata ‘Butterfly Bush’ proprio perchè le farfalle adorano i suoi fiori e se ne nutrono. Quindi è tra le piante consigliate se volete fare un giardino per le farfalle.
La particolarità di questa pianta è senz’altro la fioritura: da luglio fino a fine ottobre, la Buddleja si ricopre di fiori riuniti in pannocchie apicali cilindriche lunghe 20-50 cm, che emanano un buonissimo aroma di miele e vaniglia.
La moltiplicazione di questa pianta avviene per seme o talea. Visto il portamento disordinato, se vogliamo anche un pò bruttino di questa pianta, che diventa un cespuglio pazzo se non viene potata, difficilmente si trova nei negozi. Un pò come se volessero vendervi l’erba muraria o la miseria. Però la buona notizia è che potrete averla a costo 0.
Una volta trovata una pianta da cui prelevare i rametti per la talea, non avrete difficoltà a farli attecchire, nel periodo di maggiore sviluppo,  da luglio a settembre. Non pensate di essere Dio, la talea non prenderà se c’è attaccato il fiore gigante. Scegliete un ramo semi-legnoso (non un tronco, ma un ramo formato e forte) e tagliatene una porzione di circa 10 cm che abbia dei germogli all’interno. All’inizio, per far in modo che la talea radichi, posizionatela in un luogo abbastanza riparato, non al sole pieno. Successivamente spostatela al sole: è qui che dà il meglio nella fioritura. Visto che la dovrete spostare, potete metterla in vaso e in un secondo momento nella terra.
Ricordate di utilizzare l’ormone radicante: se lo utilizzate in polvere, tagliate la talea, applicate dei piccoli tagli sul fondo e coprite il tutto con l’ormone.