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Corsi di giardinaggio per bambini by Mangialafoglia!

April 9, 2014
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Non è mai troppo tardi per avvicinarsi al giardinaggio, ma nemmeno troppo presto! Si può iniziare prestissimo a fare giardinaggio, con attività divertenti che stimolano la fantasia e i cinque sensi. Da domenica 13 aprile fino a domenica 25 maggio, al garden center Steflor di Paderno Dugnano c’è un calendario di incontri per bambini di tutte le età, dai 2 anni in poi. I corsi, tenuti da Mangialafoglia, serviranno a insegnare ai piccoli tante curiosità sul giardinaggio, attraverso giochi ed esperimenti semplici quanto coinvolgenti. La realizzazione di una bambola dai capelli d’erba, i segreti di un orto a portata di bambino, la scoperta dell’universo delle aromatiche, la costruzione di un mazzo di fiori per la Festa della Mamma, la semina dei girasoli: ogni settimana i bambini potranno imparare divertendosi e sporcandosi le mani con la terra.
Ciò che serve è abbigliamento comodo e tanto entusiasmo!

Per informazioni cliccate sul sito www.steflor.it

 

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Riproduzione dell’ortensia: la propaggine

March 26, 2014

Come avrete letto nel post sull’ortensia, la potatura rappresenta un passaggio fondamentale nella cura di questa pianta e va fatta nei modi e nei tempi giusti. Se come me avete peccato di pigrizia, magari vi ritrovate con un’ortensia i cui rami sono cresciuti troppo. E la potatura non si può rimandare più. Ma magari tutti i mali non vengono per nuocere!
Come ho già spiegato, esistono tre tipi di rami da potare: quelli secchi e deboli, quelli che hanno fiorito e quelli scomposti. Tra gli scomposti ci sono sicuramente tutti quei rami che crescono all’interno, togliendo luce alla pianta. E ci sono anche i rami lasciati crescere troppo che, per il peso, si sono appoggiati a terra. A partire da questi rami si può effettuare la moltiplicazione per propaggine. Possiamo definire la propaggine come una talea assistita che l’uomo realizza curvando verso il terreno un ramo basso e sottile, sotterrandolo successivamente con del terriccio dopo aver praticato un’asportazione della corteccia in prossimità di un nodo. Adagiato il ramo sul terreno, una forcella a U terrà fermo il ramo e un tutore lo terrà sollevato. Può succedere che  molte piante, soprattutto se lasciate allo stato brado, non abbiano bisogno dell’intervento umano e provvedano da sole a riprodursi.
Nelle foto sotto potete vedere come la mia ortensia abbia provveduto da sola a propagarsi, ricordandomi che la natura ce la fa benissimo da sola! Una volta estratto il ramo con le radici nuove, non ci resta che fare un taglio netto prima delle radici e interrare la nuova ortensia, possibilmente in un vaso ben profondo, da sistemare all’ombra e da innaffiare costantemente, nei primi periodi. Ricordatevi di utilizzare del mastice sul taglio, servirà a proteggere la ferita.

 

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Cornuta, a chi?! Tutto sulle Viole

March 12, 2014
violetta

Viole e violette sono una delle scelte migliori che un giardiniere principiante può optare per il proprio terrazzo o giardino. Oltre ad essere resistenti, durature e a garantire una buona fioritura per la maggior parte dell’anno, sono auto-seminanti e molto facili da seminare. Nonostante si trattino come annuali e quindi si cambino ogni anno, possono continuare a dare fiori senza problemi, solo con l’eliminazione delle parti avvizzite.
I momenti critici per le viole sono la piena estate, soprattutto nelle ore più calde della giornata e gli inverni rigidi, con frequenti gelate e piogge. Superati questi due periodi difficili, le piante si autoriproducono a partire dai semi che cadono sul terreno e germogliano molto facilmente. Facilissimi da raccogliere, possono essere collezionati e successivamente seminati dalle nostre mani, in periodo tardo autunnale.
Ricordate che si tratta di piante da esterno: violette e viole resistono solo qualche giorno in casa. La luce e la temperatura di un appartamento non sono adatte per queste piante; potete provare con una veranda o una terrazza a vetri, a patto che non ci sia un impianto di riscaldamento in funzione. Anche quello del fiore reciso è un esperimento che vi sconsiglio di fare: gli steli molto corti, sottili e deboli non resistono che qualche ora.
Un fattore determinante per la salute delle viole è l’aria fresca, che mantiene sani i fiori e gli steli. Se per forza volete dei fiori “tipo violette” in casa, vi consiglio di acquistare la violetta africana: non appartiene alla stessa famiglia ma è simile e adatta alla coltivazione in casa.

La violetta
Se le viole del pensiero sono facili e durature, la Viola cornuta lo è ancora di più perchè si tratta della pianta originale , a partire dalla quale sono stati creati ibridi come la più grande Viola del pensiero. Essendo una pianta non modificata, resiste bene alle temperature estreme e all’attacca dei parassiti.
Una volta conclusa la fioritura, da dicembre a luglio, potete potare le piante a 7,5 cm dal terreno e annaffiare: questo vi consentirà di rivedere splendidi e numerosissimi fiori.

Viola odorosa, la mia preferita.

Viola odorosa, la mia preferita.

La mia preferita
La mia amata Viola odorosa è facilissima da coltivare in terreni umidi. Praticamente  si tratta di un infestante. Amplia la sua superficie espandendosi tramite gli stoloni, piccoli steli portatori di radici presenti anche in alcuni tipi di fragole. Quindi se il primo anno avete una sola pianta, il secondo anno ne avrete cinque, e così via. Si tratta di una perenne che può essere divisa in primavera e in autunno. La trovate nei giardini, probabilmente al riparo, magari sotto un cespuglio. Prelevarla è semplice e non rovina il resto della pianta. Gli stoloni restano in superficie, basta solo prelevarne uno con annesse radici.

La malattie
Nonostante siano delle specie resistenti, a volte potrebbe succedere che si ammalino. Vediamo malattie e, soprattutto, rimedi:
- Lumache: le foglie appaiono bucherellate, proprio mangiate! Succede quando le temperature diventano più miti, accompagnate da frequenti piogge. Mettete delle trappole a base di foglie di lattuga cotte e toglietele quando si sono riempite di lumache
- Afidi: un parassita molto frequente che spunta a temperature elevate. Va trattato con prodotto specifico, oppure creando intorno un habitat ideale per le coccinelle, golose di questo insetto.
- Clorosi ferrica: se vedete foglie ingiallite significa che il terreno non è adatto per le vostre viole. Potete correggerlo abbassando il ph con del ferro chelato.
- Ruggine: le frequenti piogge provocano questa malattia che si distingue per la comparsa di macchie violette o rossicce sulle foglie. Si tratta di un fungo che agisce molto lentamente, che indebolisce la pianta e che va trattato preventivamente con polveri anticrittogamiche a base di zinco.

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La potatura dell’ortensia

March 5, 2014
hydrangea

L’ortensia è un arbusto originario degli ambienti di sottobosco, che vive bene all’ombra, ama l’umidità e le posizioni riparate. È una pianta acidofila, ovvero una specie che vive bene in terreni normalmente inospitali per la vita vegetale, ovvero acidi. Non ci sono difficoltà particolari nella coltivazione delle ortensie: quando decidete di metterle a dimora, scegliete bene il luogo. Se sbagliate, assumeranno un aspetto disordinato, ma non moriranno.
In questo post vorrei parlarvi della potatura, una variabile fondamentale e abbastanza delicata. Potare le ortensie è semplice ma spesso potature sbagliate e protratte nel tempo causano un invecchiamento e un infittimento della vegetazione che non giova alla pianta e, soprattutto, riduce notevolmente la fioritura.
Il momento migliore per potare le ortensie è la fine dell’inverno (febbraio-marzo).  Si pensa erroneamente di dover potare a settembre: invece, è meglio mantenere le gemme apicali durante il periodo invernale, in modo da proteggere quelle nuove. I rami tagliati in autunno lasciano penetrare acqua all’interno della pianta, rischiando di aumentare i danni del gelo.

Come potare l’Hydrangea macrophylla (l’ortensia più comune)?
Considerando che l’ortensia fiorisce sui rami dell’anno precedente e che il fiore sarà appunto la gemma apicale dei rami preparata l’anno prima, se andiamo a tagliare le punte durante l’inverno, possiamo anche scordarci di rivedere i fiori. Detto questo, ci sono tre tipi di tagli da effettuare, a seconda dei tipi di rami che la nostra pianta presenterà.
1. Accorciare i rami che hanno prodotto fiori l’anno precedente. Per farlo, si contano due coppie di foglie in cima a ogni stelo e si taglia appena sopra la terz’ultima. In questo modo, si diminuirà il volume della pianta, che fiorirà sui getti laterali.
2. Tagliare dalla base i rami sottili, legnosi, che non hanno gemme, probabilmente danneggiati dal gelo. Se avete dubbi, tagliate man mano il rametto e verificate il colore. Se è marrone, asportate tutto il ramo, altrimenti potete accorciarlo fino a che è verde. Ricordate, comunque, che questi rami per l’ortensia sono inutili e non porteranno nè fiori nè foglie.
3. Eliminare i rami “scomposti”, quelli, seppur grandi, che crescono intralciando gli altri. Anche questi vanno tagliati alla base. Per fare in modo che la vostra ortensia abbia forma sferica, non possiamo far crescere i rami in modo scomposto. I rami non potati e disordinati dopo qualche anno si appesantiscono fino a cadere sul terreno: questo fattore diminuisce la fioritura, quindi attenzione. Non sempre è necessario  eliminare i rami vecchi, spesso anche quelli di due anni presentano gemme nuove che fioriranno e la loro potatura può essere rimandata di un anno.

Ricordate:

  • La potatura serve per garantire maggiore penetrazione di luce e aria, fattori che comportano uno sviluppo molto rigoglioso.
  • In caso di mancata potatura, l’ortensia, come le altre piante legnose, tipo la lavanda, tenderà a lignificare e man mano a spogliarsi nella parte inferiore. Se il cespuglio non viene potato la fioritura diventerà sempre più debole.
  • La potatura è necessaria quando la pianta ha già raggiunto 20 centimetri di altezza, al di sotto di questa misura basta rimuovere i rami secchi o troppo deboli.

 

 

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Piante da interno: tutti i consigli

February 18, 2014
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Le piante d’appartamento sono un buon terreno di prova su cui potete esercitare il vostro pollice nero. Non vi sto consigliando di acquistare piante indoor e ucciderle, ma vi consiglio di leggere questo post in cui sono contenuti alcuni semplici consigli per la cura del verde.
Se volete farvi un’idea di alcune piante da interni, alcune molto particolari, che potete coltivare nelle vostre case, guardate il sito di Bakker, il vivaio online che da oltre 65 anni fa vendita per corrispondenza. Ci sono L’Orchidea airone, la Palma delle Hawaii o la Dionaea muscipula tra le più scenografiche.
Vediamo, in questo primo articolo, alcuni semplici accorgimenti da adottare, in particolare su collocazione e annaffiatura. Nel prossimo post vi racconterò di più su concime e parassiti.

IMG_35831.  Non spostate le piante
Una volta acquistate le piante, scegliete la posizione giusta in base alla luce di cui hanno bisogno. Cercate di non spostarle frequentemente, o meglio, spostatele il meno possibile. Le piante soffrono molto tutti i cambiamenti, che appunto provocano stress. Lo spostamento è uno dei fattori principali di stress per le varietà da interno: il fatto che abbiano le radici è proprio perchè le piante non vogliono essere spostate. Le più sensibili sono le piante fiorite, quindi attenzione a come le usate.

2. Mantenere l’habitat
Visto che, col trascorrere delle stagioni, le condizioni di luce e temperatura variano sensibilmente, assicuratevi di poter cambiare questi fattori, senza per forza dover ricorrere allo spostamento della pianta. La luce, in particolare, è determinante: a partire dalla primavera, è necessario creare una schermatura, soprattutto sui fiori e nelle ore più calde della giornata. Una tenda va benissimo.

3. Più si è, meglio si sta
Le piante fanno gruppo: avvicinare i vasi consente di sfruttare una maggiore umidità ambientale, fattore di cui beneficiano tutti gli esemplari in vario modo, anche quelli che tollerano la secchezza, come i cactus.

Anche se le piante stanno meglio vicine tra loro, non dovete cedere alla tentazione di annaffiarle tutte insieme seguendo i bisogni di una o, ancora peggio, di tutte. Ogni vaso avrà la sua necessità e tempistica e un bisogno d’acqua ben preciso. Per esempio, le piante fiorite, le felci o le talee hanno bisogno di una quantità di acqua superiore a molte altre varietà.

4. Toccate, toccate!
Dai, ancora un goccio. Quante volte vi sarà capitato di abbondare? Credo spesso. Muoiono più piante per eccesso di acqua (che causa il marciume radicale), che per mancanza. Per risolvere questo dilemma, è bene toccare sempre la terra prima di prendere la bottiglia in mano. Se è umida e resta attaccata alle dita, allora non aggiungete acqua, nemmeno alle piante in fiore. Se avete dubbi, perchè vedete la superficie completamente secca, non pensate di rimediare mettendo un litro d’acqua!

5. Mai acqua nel sottovaso!
Non vale la regola “metto lì l’acqua, così quando ha sete se la beve”. Non dovete mai lasciare acqua nel sottovaso perchè le radici rischiamo di imputridire. Per evitare, ogni volta, di rimuovere l’acqua in eccesso, potete mettere della ghiaia nel sottovaso: questo consentirà alla pianta di mantenere umidità a sufficienza, anche in pieno inverno, quando i caloriferi sono accesi. Molte piante vanno innaffiate da sotto, come le orchidee, ma nonostante questo una volta finito il momento dell’innaffiatura devono tornare in un sottovaso asciutto.

6. Addolcire l’acqua
Io devo ammettere che non lo faccio mai! Però, sarebbe consigliabile eliminare il calcare dall’acqua del rubinetto. Si deve bollire e lasciar raffreddare: in tal modo il calcare si depositerà sul fondo e il cloro evaporerà. Oppure, potete raccogliere l’acqua piovana, che farà molto bene a orchidee e azalee.

7. Meglio la sete
Le piante muoiono spesso per troppa acqua: lasciare la terra sempre umida comporta che le radici non abbiano spazio per respirare, per questo imputridiscono.

 

 

 

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TerraXchange: l’orticoltura diventa social

February 7, 2014
La storia di T e X

Quante volte abbiamo pensato di avere molte idee e poco spazio a disposizione? Quante volte abbiamo sognato di

Marco Tacconi, creatore di TerraXchange.

Marco Tacconi, creatore di TerraXchange.

diventare orticoltori, ma abbiamo abbandonato il sogno proprio a causa della mancanza di uno spazio verde? E accade anche il contrario: ci sono spazi che, per vari motivi, restano abbandonati a se stessi e, soprattutto, incolti. E probabilmente i proprietari vorrebbero trovare a chi affidare questi spazi.
Da oggi è possibile scambiarsi terreni con un nuovo social network destinato a riutilizzare gli spazi incolti e rendere felici e soddisfatte molte persone..
Terraxchange è un portale web il cui obiettivo primario è riqualificare piccoli terreni caduti in totale abbandono. La mission è creare un mercato alternativo in grado di unire domanda e offerta. Proprietario e orticoltore entrano così in rapporto in una sorta di contratto di mezzadria dei tempi moderni, in cui entrambi beneficiano di questa proficua collaborazione: il proprietario dà a disponibilità il terreno e l’orticoltore potrà coltivare l’orto in cambio di una parte degli ortaggi prodotti.
Marco Tacconi è il giovane promotore di questa nuova community tutta incentrata sugli amanti del verde: dopo la laurea in Agraria, il progetto è nato dalla necessità di avere uno spazio proprio, in cui sperimentare e accrescere l’esperienza sul campo.
Già molte persone si sono iscritte al sito e hanno deciso di partecipare all’iniziativa: una bella idea per vedere finalmente recuperati molti luoghi che infastidiscono la vista e il cuore. Ovviamente, oltre agli spazi fisici, la piattaforma è il luogo ideale in cui condividere progetti, idee e la passione comune per il verde.
La start up orticola pensata e sviluppata dal giovane Marco è una delle idee più belle e utili degli ultimi tempi. Se avete entusiasmo e idee è tempo di andare su www.terraxchange.it per trovare anche il luogo che fa per voi. E se invece avete un terreno di cui vorreste disfarvi, ci pensiamo noi contadini!

 

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I primi passi con il bird gardening

February 5, 2014
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Se volete fare esperienza di birdgardening e aprire il vostro giardino o terrazzo agli uccellini, leggete questo articolo, in cui potrete trovare regole di base e alcuni consigli di acquisto. Il birdgardening è un’attività bellissima, che talvolta ci “impone” di utilizzare il giardino in modo differente da come l’abbiamo concepito. Chiariamo subito una cosa: non è necessario comprare il mangime. Gli uccellini sono sempre sopravvissuti senza il nostro aiuto, credo ce la faranno anche ora! Bellissime piante nutriranno per noi, così non rischieremo di fare errori. Se decidete, comunque, di acquistare del mangime, assicuratevi che sia sempre “fresco”, infatti il cibo non si deve accumulare o inumidire. Se vedete che non lo gradiscono, buttatelo e cambiate cibo.
Per prima cosa dobbiamo scegliere per il giardino delle piante autoctone (appartenenti alla nostra terra), che favoriscono la presenza degli insetti di cui si nutrono gli uccelli. Sono inoltre molto gradite le piante da frutto, soprattutto quelle che fruttificano in autunno. Scegliete caki, biancospino, rosa canina, mele, noccioli e cardi. Oltre alle piante, possiamo prevedere nel nostro giardino una serie di elementi naturali che accolgano i nostri amici. Cataste di legna, muretti, siepi, piante rampicanti sono tutti luoghi perfetti per nidificare e per trovare cibo. Il nido è una variabile molto importante per questi animali. Essi infatti si fermano dove ci sono le condizioni ideali per vivere e nidificare. Per questo motivo è bene lasciare in piedi vecchi alberi ormai senza vita e mettere a disposizione dei nidi artificiali. Ricordate sempre di proteggere nidi e mangime.
Se scegliamo di realizzare o acquistare un nido artificiale, ricordate che le casette vanno appese ad un’altezza compresa tra 1,5 e cinque metri, in una zona d’ombra, e devono essere pulite periodicamente. Il momento migliore per collocare i nidi è l’autunno o la fine dell’inverno. Ovviamente gli uccellini non si avvicineranno facilmente se posizionate la casetta in prossimità della vostra finestra. Cercate di dargli le condizioni migliori per continuare a vivere “in autonomia”.
Tra le casette artificiali in commercio ce n’è una bellissima. É una novità 2014 di Elho, azienda olandese presente in molti garden center e famosa per alcune linee di prodotto particolarmente trendy. Con l’aiuto di esperti del settore, Elho ha realizzato questa casetta combinata con due vasi. Si chiama Corsica Bird Garden, è disponibile in due combinazioni di colori (white & lime green + anthracite & cherry) ed è stato studiata nella forma per accogliere cinciarelle, cinciallegre e passeri domestici.

 

 

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Giardinaggio per tutti: Beatrice, 2 anni

January 28, 2014
musina2anni

Chi è appassionato di giardinaggio, si sa, si accorge di cose che gli altri non vedono. L’entusiasmo mostrato per le prime gemme, per la riuscita di una talea, o per la ripresa di una pianta considerata spacciata, sono talvolta incomprensibili agli occhi di chi non pratica. Eppure, nonostante la poca comprensione, negli amanti del giardinaggio persiste il desiderio di trasmettere la passione per il verde e di diffondere gli insegnamenti della natura.
É difficile, talvolta, trovare l’interlocutore giusto. Se un uomo arriva a 40 anni senza aver mai toccato una foglia, difficilmente lo potremo convincere, solo facendogli vedere un bruco particolarmente grazioso. Oppure, se la tua fidanzata considera il sabato il giorno sacro dello shopping, non accetterà mai di scambiare via Montenapoleone per un giro al garden center.
Allora qual è l’interlocutore più giusto? Quello che assorbe come una spugna. Quello ancora in grado di stupirsi, proprio perchè possiamo raccontargli la storia delle piante nella maniera più coinvolgente possibile.
Sto parlando, ovviamente, dei bambini.

Un giardino per ogni età
Il rapporto con il giardinaggio, secondo me, varia tantissimo con l’età.
Se si tratta di bambini, poi, ogni anno si può musina2annivedere come l’approccio al verde cambi in modo sostanziale. L’età di un bambino è, quindi, la variabile fondamentale. Parlo di giardinaggio “a tappe”, in cui il passare degli anni corrisponde a una scelta sempre più ampia di lavori da fare insieme. Se a 10 anni il bambino può interessarsi alla scelta di acquisto, a 8 anni è affascinato dagli insetti, mentre a 6 anni vuole assolutamente collaborare nella semina. E quando è più piccolo?
Premetto che non ho fatto studi di psicologia, le cose che vi racconto sono frutto della mia esperienza di giardiniera e di zia di Beatrice, che tra qualche giorno compirà 2 anni. Con i bambini piccoli, dicevamo, l’approccio al giardinaggio è differente, complesso e semplice allo stesso tempo.
Cosa fa un bambino di due anni? Beatrice dice tutto e inizia a comporre le prime frasi, ha buona manualità ed è curiosa come una scimmia. Ancora non conosce la differenza tra i colori e, come tutti i bimbi di questa età, la sua concentrazione va sempre stimolata e, comunque, dura relativamente poco. Pensa che “duetre” sia il numero uno. Quando va in bagno si porta un libro. Le ho fatto credere che nella mia pancia ci siano dei biscotti.
Ovviamente è la nipote più tenera e intelligente. Fin da subito le ho messo in mano fiori, foglie e animali, proprio perchè mi piacerebbe che imparasse ad amare la natura, come tanti membri della sua famiglia.

Giardinaggio a 2 anni
L’occasione mi è stata fornita dal compleanno di Beatrice. Tenendo conto di cosa le piace, ho pensato di regalarle la sua prima esperienza con il verde. Nella scelta del progetto ho preso in considerazione i seguenti elementi:
- il colore deve esserci, perchè i bambini ne sono attratti. Per bambini dell’età di Beatrice è bene confezionare qualcosa che abbia pochi colori, magari alternati, in modo da poterle spiegare (per l’ennesima volta!) che non tutto è rosso!
- il profumo è la base del regalo: fin dal primo anno, Beatrice è stata affascinata dagli odori e ha imparato a collegare il concetto di pianta con il senso olfattivo. Annusa anche i fiori finti, ma su questo ci lavoreremo!
- è necessario, ovviamente, escludere tutte le piante che possano essere nocive o, addirittura velenose. Leggete questo post per sapere cosa dovete assolutamente escludere.
A seconda del periodo potete, quindi, utilizzare questi consigli per scegliere la pianta che fa al caso vostro. Io ho optato per i giacinti. Da Viridea ho acquistato dei bulbi forzati, che fioriranno proprio in questi giorni. Costavano 1,60 euro cad, ma dovreste ancora trovarli scontati a 0,99.
Il periodo in cui scrivo questo post è fine gennaio. Di piante non ce ne sono tantissime, ma le bulbose hanno quelle caratteristiche ottimali per il mio progetto. Non bisogna scegliere qualcosa che fiorirà dopo mesi: i bambini non sanno aspettare. Inoltre, le bulbose sono facilissime da coltivare, non hanno bisogno di grande esperienza, quindi non c’è pericolo che muoiano prima che il bimbo le veda fiorire. Il profumo, inoltre, è tra i più buoni e avvolgenti. E le dimensioni sono contenute, quindi il bambino potrà davvero toccare con mano il fiore in tutte le sue parti.
Altri esempi di piante adatte ai bambini, nei diversi periodi dell’anno:

  • - il girasole (estate): i tempi di germinazione sono relativamente brevi e da un giorno con l’altro si vede la differenza di crescita
  • - le aromatiche (primavera-estate): oltre a essere utili in cucina, sono bellissime e molto profumate
  • - le patate: può essere simpatico farle radicare in casa, nell’acqua.
  • - le violette: sono molto colorate e, una volta sfiorite, si può coinvolgere il bambino nella raccolta dei semi.

Come vedete dalle foto, ho utilizzato Elicriso, Salvia e Rosmarino per decorare. Sono profumi che Beatrice già conosce e servono a rafforzare l’idea del “regalo olfattivo”.

 

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Il design minimal della Sansevieria cylindrica

January 16, 2014
sansevieria

Un addetto alla vendita di un garden center me l’ha proposta per un quadro da appendere alla parete. Tipo segnale “Non avvicinarsi!”. L’ho acquistata, ma ovviamente non l’ho utilizzata per il verde verticale, non sono ancora pronta per diffondere la cultura del verde come nuovo metodo di tortura!
Sto parlando della Sansevieria cylindrica, la più stupefacente tra le varietà di Sansevieria.
Pianta imparentata con le agavi, è una succulenta originaria del Kenya, in passato difficile da reperire e oggi molto richiesta e diffusa nei vivai, proprio per la sua struttura particolare e affascinante. Se avete un arredamento minimal, in casa o in ufficio, questa pianta, con il vaso adatto (magari in stile moderno, laccato, forma arrotondata), fa al caso vostro.

Il portamento
Dal rizoma interrato partono le foglie, all’apparenza dei tronchi o degli spuntoni, rigide e carnose, che possono arrivare a superare il metro di altezza. In età adulta le foglie vanno a formare un ventaglio molto scenografico, anche se io preferisco le foglie a punta singole, che fanno molto “letto del fachiro” (a proposito, i fachiri fanno cose tipo tenere un braccio alzato per 12 anni, ma perché?!).

La cura
Essendo una succulenta, va bene coltivarla all’interno in una temperatura mai sotto i 10°. Va benissimo 20°. Non necessita di molta acqua, perchè teme i ristagni d’acqua, che portano a marciumi radicali e del rizoma.
Annaffiate solo quando la terra si è completamente asciugata: in estate ogni due settimane, in inverno una sola volta al mese. Se la posizionate all’esterno, in estate, le annaffiature andranno lievemente incrementate, una volta ogni 3-4 giorni. Vale anche qui la regola “meno bevo, meglio sto”. È più probabile che muoia per troppa acqua, che per poca. Verificate, alzando la pianta dal vaso, che le radici siano in salute e asciutte prima di annaffiare. Non basatevi soltanto sulla superficie, che potrebbe essersi asciugata, mentre le radici affogano nell’acqua.
All’interno, collocatela vicino alle finestre: va bene anche la luce diretta del sole.
Effettuare il rinvaso in primavera, ogni due anni: la Sansevierie Cylindrica preferisce i vasi di dimensioni contenute. Per il rinvaso, utilizzate terriccio specifico per succulente, ben drenato e poroso. Di tanto in tanto, smuovete il terreno superficiale, con delicatezza.

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Aster, protagonista di Orticolario 2014

January 16, 2014
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Si riparte alla grande con l’organizzazione di Orticolario 2014, la mostra mercato che si terrà negli spazi di Villa Erba a Cernobbio dal 3 al 5 ottobre. Giunta alla sesta edizione, la manifestazione sarà dedicata al bellissimo Aster, il fiore a stella che riempie i giardini a fine estate. Il genere, costituito da più di 250 specie, si trova allo stato spontaneo in tre continenti, dall’Eurasia al Nord America.
Il senso conduttore della prossima edizione sarà l’olfatto. Attraverso questo senso, i visitatori saranno accompagnati nella visita e si immergeranno in atmosfere e suggestioni particolarmente curate. Non è difficile crederlo, visto gli spunti praticamente infiniti che la natura regala ai nostri nasi.