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Una “casa” da sogno per i vasi Elho

May 9, 2016
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Lo scorso autunno ho avuto il privilegio di visitare Villa Pax,un luogo ricco di storia e di ricordi, grazie alla signora Enrica che mi ha ospitato e mi ha raccontato la sua storia. Alla fine, il mio intento di fotografare si è mescolato alle vicende e all’atmosfera della villa.
Il principio. Nel  1902 vennero  commissionati all’eclettico Lodovico Pogliaghi  (autore della monumentale porta del Duomo di Milano) il  progetto e la costruzione di una Villa nella frazione di Santa Maria del Monte di Varese, sulle pendici del Campo dei Fiori (Parco Regionale e sito UNESCO) a 800 metri di altezza. Il committente era Silvio Macchi, politico varesino che individuò nel tranquillo borgo di Santa Maria del Monte il luogo in cui trasferire la sua dimora. Questa scelta fu dettata dalla necessità di assicurare alla moglie Emma Zonda, malata di tubercolosi, la costante presenza di luce e aria fresca. Per questo motivo Pogliaghi orientò l’edificio a mezzogiorno e, grazie alla progettazione di ampie vetrate in stile liberty, riservò una veduta privilegiata direttamente sul parco a terrazze digradanti sul Lago di Varese. L’artista curò personalmente anche tutti gli arredi e le boiseries in noce che, nel gusto eclettico dell’epoca, recano tra i loro ornati floreali, in perfetto stile barocco, il motto “PAX”, nome che ancora oggi caratterizza la villa per la sua particolare ubicazione.

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In questa villa ho avuto la fortuna di fotografare alcuni vasi della collezione Elho. L’azienda olandese, leader in Europa nella produzione di vasi in plastica, si impone da oltre 50 anni per la qualità e il design dei suoi pezzi, particolarmente adatti a uno stile abitativo moderno.
È con Elho che i vasi hanno iniziato ad avere il ruolo di veri e propri “arredi per la casa”, con un prezzo accessibile e uno stile eccellente e inconfondibile.
All’interno dell’abitazione ho scelto di fotografare Brussels Diamond Oval: perfetto per davanzali interni, questo vaso ha un diametro ovale, che permette di contenere più piante. Grazie alle tre altezze di contenitore disponibili (10cm, 13cm, 17cm), è possibile creare movimento e spezzare il rigore della composizione. Le piante scelte, un po’ per la stagione, ma soprattutto perchè il loro colore era troppo bello da abbinare con i vasi, l’Erica.

Torniamo alla storia della signora Enrica… Dalla sua costruzione, la villa è rimasta intatta, nell’arredamento, nella struttura esterna, e soprattutto, nel significato intimo. Se mai avrete la fortuna di visitarla, potrete immergervi nella stessa atmosfera che si respira nella dimora del Pogliaghi, oggi aperta al pubblico come museo. Dagli anni ’70 la signora Enrica è diventata proprietaria della villa. Da parte sua e di suo marito è stato un colpo di fulmine, visto che decisero di acquistarla nel tempo di un tramonto.

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Una parte della casa presenta una suite completamente affrescata, nei soffitti e nelle pareti, con una doccia molto scenografica incastonata nella roccia. Qui ho fotografato la collezione B.For Soft Air di Elho: una linea dai colori pastello, tra i quali ho scelto magical green, chalk yellow e vintage blue. Perfetta per uno stile moderno, crea un forte contrasto con l’architettura e gli arredi del ’900. Il vaso pensile aggiunge, ovviamente, un tocco di verde nei luoghi più impensati: grazie alla corda regolabile è possibile creare movimento nella composizione. Per questi vasi ho scelto la Vinca minor: l’ideale, è scegliere una pianta con portamento ricadente, per sfruttare al meglio i tre angoli forati, da cui far scendere la vegetazione.

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La villa della signora Enrica è circondata da un parco di circa 10.000 metri quadrati, progettato secondo i canoni del  giardino all’italiana.  Il parco curatissimo si sviluppa in discesa lungo un grande viale fiancheggiato da sequoie, cedri del Libano e pini secolari. Anche nel parco, la mano del Pogliaghi, che aveva rappresentato le quattro stagioni per mezzo di quattro statue seicentesche.

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Per l’esterno ho scelto la collezione Corsica Wall Basket di Elho. Avevo già parlato di un vaso della collezione, il bellissimo Corsica Bird Garden, che unisce il contenitore per le piante ad una casetta per uccelli, adatto alle esigenze dei volatili ed esteticamente molto gradevole.
Tornando alla collezione Corsica, il Wall Basket è dotato di fori, adatto quindi ad essere appeso alle pareti del terrazzo o della casa. Per ovvie ragioni, li ho fotografati in una versione “da terra”, sui davanzali e in quella che la signora Enrica chiama “terrazza nel giardino”. Come pianta, un must: le viole, facili da coltivare, con fioriture generose e potenzialmente “infinite”, vista la facilità con cui si recuperano i semi per la stagione successiva.

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 La storia non finisce qui… Oggi la signora Enrica, impegnata in mille avventure in giro per il mondo, ha messo in vendita questo paradiso di storia e architettura. Per chi volesse, una prima e ultima volta, dormire in un posto da sogno…basta cercare Villa Pax, vicino a Varese. Il link non ve lo metto, è un luogo che merita di essere cercato :)

 

 

 

 

 

 

 

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Come realizzare un Glow Jar

July 2, 2015
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Tradotto in italiano, Glowing Jar significa Barattolo Luminoso. Per realizzarlo, servono contenitori di vetro, pittura che si illumina al buio e molta, molta fantasia. Con la pittura, direttamente sulla superficie, potete realizzare qualsiasi forma e disegno, quindi largo alla creatività! Quello del Glowing Jar è un tutorial molto semplice, che anche i meno esperti possono realizzare: il risultato abbellirà la vostra casa di giorno e creerà un’atmosfera molto suggestiva di notte! Vediamo quindi insieme come realizzare questi vasetti fosforescenti!

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Prepara tutti i materiali per realizzare un Glowing Jar. Facile trovare in commercio il colore giallo fosforescente, un po’ più difficile trovare tutti gli altri colori. Puoiriutilizzare i vecchi vasetti della marmellata oppure acquistarne di nuovi. Lava bene i vasetti e lasciali asciugare a testa in giù.

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I colori fosforescenti potete acquistarli direttamente qui

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Una volta che i vasetti saranno asciutti, inizia a disegnare direttamente sul vetro realizzando puntini di colore uno accanto all’altro, a mano libera o seguendo un motivo specifico. Puoi aggiungere più colore, facendo dei punti più grandi che al buio saranno ancora più luminosi.

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Lascia asciugare almeno una notte, per evitare di mettere le mani sulla pittura rovinando il disegno involontariamente. I tuoi Glow Jar sono pronti! Puoi utilizzarli per decorare gli ambienti interni oppure puoi posizionarli in giardino in occasione di una festa estiva, o ancora utilizzarli di giorno come centrotavola creativo.

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Insomma, i glow jar sono complementi d’arredo facili da realizzare che di giorno regalano colore e di notte donano un’atmosfera più calda alla casa.

Provateli!

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Come realizzare un Terrarium

June 19, 2015
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Il tutorial video per realizzare un Terrarium lo potete trovare sul canale YouTube di Mangialafoglia!
Clicca qui!

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Realizzare un Terrarium è molto semplice e gratificante: è un progetto green che possono realizzare anche i pollici più neri.
Per chi non lo sapesse, il Terrarium nasce a Londra ai primi dell’800, grazie all’intuito del Nathaniel Bagshaw Ward, un dottore esperto di botanica che studiò per anni il comportamento delle piante e che tentò in vari modi di portare dall’Australia alcune specie alloctone. Dopo vari tentativi falliti, il dottore si specializzò in entomologia e durante uno dei suoi test, notò come in una teca di vetro fossero sopravvissute delle spore vegetali. Questa piccola grande conquista fu perfezionata, fino al 1833, anno in cui ci fu il primo grande viaggio da Sidney di specie vegetali, che nonostante un lunghissimo viaggio in condizioni estreme riuscirono a sopravvivere proprio grazie alle condizioni createsi all’interno dei contenitori di vetro chiusi nei quali erano state collocate.
La prima versione di Terrarium riscosse grande successo, al punto che divenne un’icona di stile per gli aristocratici dell’Inghilterra vittoriana.
Il Wardian Case è il precursore del moderno Terrarium, leggermente modificato e ampiamente diffuso tra gli appassionati di verde. E’ stato anche l’ispiratore dell’acquario per pesci, come oggi lo conosciamo.
Per realizzare il nostro Terrarium abbiamo bisogno di alcuni ingredienti:

  • piante succulente
  • contenitori in vetro
  • terriccio
  • carbone attivo
  • sassi
  • sabbia
  • cucchiaio
  • pinza
  • elementi decorativi

 

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Vediamo nello specifico alcuni consigli che possono esservi utili nel reperimento dell’occorrente:
Carbone vegetale - Rimedio naturale contro la cattiva digestione, è venduto in compresse in farmacia. Ha un elevato potere adsorbente, per questo è utilizzato come prima cura per un avvelenamento. Il carbone vegetale (o attivo) viene utilizzato anche negli acquari e nei terrari chiusi, dove mantiene l’ambiente sano, filtrando l’aria e mantenendola più fresca.

Piante - Le classiche piante da terrario sono: le felci, i muschi e succulente. E’ bene scegliere piante che rimangano piccole e che siano simili tra loro. Le migliori sono quelle che prediligono l’ombra e che tollerano bassi livelli di illuminazione. Scegliere piante che ben sopportano l’umidità, scartare quindi quelle tipicamente mediterranee.

Terriccio – Meglio utilizzare quello specifico per cactacee.

Contenitori in vetro – Sbizzarritevi con forme e grandezze diverse, a seconda del vostro gusto estetico. Cosa varia da un terrario chiuso a uno aperto? Quello chiuso necessita un ricambio d’aria ogni tanto e in essere è necessario mettere il carbone attivo.

Pietre – Acquistate le pietre decorative che più vi piacciono, insieme agli altri elementi decorativi. Sul fondo verranno posizionate altre pietre, potete acquistarle o utilizzare semplici sassi.

 

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Pronti? Via!

 

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10_pinza

 

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Attenzione, consigli pratici!!

CONSIGLI PRATICI

Luce - Il vetro amplifica la luce, quindi il terrario non deve essere collocato alla luce diretta del sole. Funziona come l’acqua, che letteralmente brucia le foglie delle piante. Qualsiasi pianta decidiate di usare, dovete tenere conto che non riceverà mai la luce diretta, quindi è bene scegliere varietà che prediligono zone ombrose.
Temperatura - Evitare temperature eccessive e sbalzi improvvisi. Quindi collocare il terrarium nell’ambiente domestico, non sul balcone, nemmeno nel sottoscala.
Varietà - Mai inserire felci con succulente: hanno necessità diverse e si contenderebbero lo spazio.

 

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Come realizzare un kokedama

May 20, 2015
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Guarda il video del Kokedama su Youtube!

Clicca qui

 

“Kokedama” è un termine giapponese che significa “palla di muschio”: è una tecnica che prevede l’inserimento di una pianta all’interno di una palla di terriccio e argillaa sua volta ricoperta di muschio. Ma non solo: il Kokedama è un complemento d’arredo molto scenografico e facile da realizzare, una perla di verde che può essereappesa o sostituita ai tradizionali vasi.
Il Kokedama rappresenta inoltre un’utile soluzione per chi ha poco spazio in casa ma non vuole rinunciare a circondarsi di verde.
Il protagonista del Kokedama è il muschio, che si può trovare nei garden center o dal fioraio. Attenzione a raccoglierlo in giro, perché è vietato!

Avrete bisogno di:

  • Muschio
  • Terriccio per bonsai
  • Akadama (terriccio argilloso)
  • Forbici
  • Acqua
  • Spago
  • Una pianta

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I primi passi con il bird gardening

February 5, 2014
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Se volete fare esperienza di birdgardening e aprire il vostro giardino o terrazzo agli uccellini, leggete questo articolo, in cui potrete trovare regole di base e alcuni consigli di acquisto. Il birdgardening è un’attività bellissima, che talvolta ci “impone” di utilizzare il giardino in modo differente da come l’abbiamo concepito. Chiariamo subito una cosa: non è necessario comprare il mangime. Gli uccellini sono sempre sopravvissuti senza il nostro aiuto, credo ce la faranno anche ora! Bellissime piante nutriranno per noi, così non rischieremo di fare errori. Se decidete, comunque, di acquistare del mangime, assicuratevi che sia sempre “fresco”, infatti il cibo non si deve accumulare o inumidire. Se vedete che non lo gradiscono, buttatelo e cambiate cibo.
Per prima cosa dobbiamo scegliere per il giardino delle piante autoctone (appartenenti alla nostra terra), che favoriscono la presenza degli insetti di cui si nutrono gli uccelli. Sono inoltre molto gradite le piante da frutto, soprattutto quelle che fruttificano in autunno. Scegliete caki, biancospino, rosa canina, mele, noccioli e cardi. Oltre alle piante, possiamo prevedere nel nostro giardino una serie di elementi naturali che accolgano i nostri amici. Cataste di legna, muretti, siepi, piante rampicanti sono tutti luoghi perfetti per nidificare e per trovare cibo. Il nido è una variabile molto importante per questi animali. Essi infatti si fermano dove ci sono le condizioni ideali per vivere e nidificare. Per questo motivo è bene lasciare in piedi vecchi alberi ormai senza vita e mettere a disposizione dei nidi artificiali. Ricordate sempre di proteggere nidi e mangime.
Se scegliamo di realizzare o acquistare un nido artificiale, ricordate che le casette vanno appese ad un’altezza compresa tra 1,5 e cinque metri, in una zona d’ombra, e devono essere pulite periodicamente. Il momento migliore per collocare i nidi è l’autunno o la fine dell’inverno. Ovviamente gli uccellini non si avvicineranno facilmente se posizionate la casetta in prossimità della vostra finestra. Cercate di dargli le condizioni migliori per continuare a vivere “in autonomia”.
Tra le casette artificiali in commercio ce n’è una bellissima. É una novità 2014 di Elho, azienda olandese presente in molti garden center e famosa per alcune linee di prodotto particolarmente trendy. Con l’aiuto di esperti del settore, Elho ha realizzato questa casetta combinata con due vasi. Si chiama Corsica Bird Garden, è disponibile in due combinazioni di colori (white & lime green + anthracite & cherry) ed è stato studiata nella forma per accogliere cinciarelle, cinciallegre e passeri domestici.

 

 

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Con HOH! appendi il verde in casa

December 17, 2013
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La moda del verde verticale, sta dilagando. Si moltiplicano i prodotti e le soluzioni dedicate a chi vuole sperimentare in

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HOH! con Soleirolia soleirolii

casa e cimentarsi con la creazione di un quadro o una parete verde.  Tra le tante proposte ce n’è una secondo me tra le migliori: si tratta di HOH! ed è l’innovativo complemento d’arredo vegetale ideato e realizzato da Ortisgreen.
Perchè la consiglio? Perchè Ortisgreen è un’azienda specializzata in pareti verticali di un certo “spessore”, quindi sa come si fa! La consiglio perchè l’azienda è giovane e sta correndo come un treno con nuovi progetti e collaborazioni importanti. E infine, la consiglio perchè il prezzo è abbordabile (meno di 40 euro): è il regalo giusto in questo Natale di austerity, da donare per fare bella figura con un prodotto davvero originale, “nuovo nuovissimo”.
Al suo interno, HOH! ha già tutto. Mancano solo, per ovvi motivi, le piante. Vi potete sbizzarrire nella scelta, potete presentarvi con il regalo già assemblato, oppure lasciare libertà di scelta. Ci sono piante più adatte di altre per questi “esperimenti” di verde appeso o verticale.

Le piante da usare

Le piante più adatte per questo tipo di quadro sono quelle tropicali da interno:

  • Spatiphyllum
  • Anthurium
  • Calathee
  • Clorophitum
  • Ficus pumila
  • Marante
  • Pothos
  • Syngonium.

Io ho scelto la Soleirolia Soleirolii, una sempreverde proveniente dall’area mediterranea.  Per motivi climatici, è bene coltivarla all’interno. In Africa è al pari della nostra erba, cresce e si amplia da sola col suo portamento tappezzante.
La forma tondeggiante e le foglie piccolissime la rendono sferica, regolare e adatta a composizioni scenografiche. L’ho trovata in tre diverse tonalità di verde: una più argentata, una più accesa e una più “Mangialafoglia”.

Tutorial

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Il nome HOH! sta per Hang Oasi Home, ovvero “appendi in casa la tua oasi di verde”. Si tratta di un modulo per realizzare un quadro verde, una composizione verticale.

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La struttura pesa 1 kg circa e misura 38x27x7 cm. Nella scatola non troverete, ovviamente, le piante, che potrete scegliere secondo il vostro gusto!

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Nella scatola c’è anche lo sfagno, 100% vegetale e biodegradabile. E’ ciò che useremo come terriccio,  indicato per strutture come HOH!

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Lo sfagno si presenta al tatto come truciolato. In realtà si tratta di un tipo di muschio.

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Sbriciolare lo sfagno in un recipiente con 2/3 litri d’acqua. Lasciarlo a bagno per 10/15 minuti in modo da fargli assorbire tutta l’acqua necessaria.

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Riempire HOH! con lo sfagno. Prima di inserirlo, strizzatelo bene, in modo che sia umido ma non gocciolante.

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Inserire il coperchio, dopo aver pressato lo sfagno: se ce n’è in eccesso, non vi preoccupate! Lo toglierete dai fori per le piante.

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Togliere le piante dal vaso e comprimere leggermente le radici con le mani. Non è necessario “aprire” le radici, basta prendere una pianta piccolina.
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Magnetized: il vaso che si attacca!

December 16, 2013
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timelessIl regalo adatto per un collega, un amico, una persona attenta ai dettagli, che ama i complementi d’arredo particolari e di design ed è sempre in cerca dell’ultima novità e tendenza. E’ da poco arrivata in Italia un marchio di vasi magnetici che vi permetterà, con un prezzo contenuto, di fare un figurone! Si chiama Offer Madsen ed è una società danese che ha sviluppato un nuovo concetto di vaso. Non vi serviranno tavoli o mobili, basterà un frigorifero, una bacheca o una superficie metallica. Perchè Magnetized è dotato di una calamita che potrà essere collocata in luoghi insoliti.
In questo modo la pianta diventa oggetto “di tutti giorni”, versatile proprio perchè piccola nella composizione e quindi facilmente spostabile.
Il vaso Magnetized di Offer Madsen è entrato nelle nomination del Floradania Innovation Award 2013 ed è stato presentato in Italia lo scorso settembre, durante il Flormart di Padova, fiera di settore dedicata e riservata agli operatori.
Il vaso costa 7 euro (visto da Fratelli Ingegnoli di Milano), una pianta di dimensioni molto contenute (meno di 9 cm), per esempio una succulenta vi costerà un paio di euro. Potete anche osare di più (nel prezzo) con una mini orchidea, particolarmente scenografica nelle composizioni appese o verticali. Magnetized è venduto in pezzi singoli, oppure in serie: quella che vedete nella foto si chiama Timeless Bloom ed è la mia preferita perchè colorata ma elegante.
Esiste anche in versione metallica, particolarmente adatta per il periodo natalizio e in bianco/nero/grigio, colori basic che si sposano con tutti gli arredi.

Se volete conoscere meglio questa azienda e sapere in quali punti vendita italiani sono venduti i vasi andate sul sito http://www.offermadsen.dk

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Sprout Pencil: la matita da seminare

December 9, 2013
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Se volete fare un figurone, potete buttarvi su un ecogadget nuovissimo, talmente nuovo che praticamente non è ancora in commercio! Si tratta di Sprout Pencil, la matita che, una volta finita, diventa un giardino.
L’idea è molto semplice, ma ben confezionata: una matita al cui interno c’è un seme (in realtà 3). Dal basilico al pepe verde, dal timo alla menta, fino al radicchio e al pomodoro. In commercio non è difficile reperire questi semi, però con Sprout Pencil diventa un’idea bellissima per un regalo di Natale. C’è ancora chi ama scrivere a mano…e magari ha anche un occhio di riguardo per l’ambiente o semplicemente è amante del verde. La matita Sprout è il regalo giusto!
Il progetto è stato lanciato da un gruppo di studenti del Massachusetts Institute of Technology (MIT), che hanno deciso di sperimentare una maniera per dare nuova vita alle matite ormai troppo piccole per essere utilizzate. Il progetto verrà finanziato tramite la piattaforma di raccolta fondi collettiva (crowdfunding) Kikcstarter. Oltre 2000 sostenitori hanno già sposato l’idea di della matita-germoglio (sprout significa, appunto “germoglio), offrendo soldi veri per far partire il progetto.

Potete acquistare Sprout Pencil su Amazon. Per adesso non è molto a buon mercato, se considerate che una matita + 3 semi costano poco meno di 10 centesimi e invece su Amazon una confezione da 8 matite ha un prezzo di listino di 25 dollari.
Nei commenti agli acquisti mi ha fatto ridere un tipo che ha scritto che non poteva aspettare….quindi ha temperato la matita fino alla fine, per poterla poi interrare!! Ma lo sapeva che esistono anche le semplici bustine di semi??

Di seguito vedete come funziona Sprout. Le foto non sono mie, ma prese dal sito http://www.democratech.us/sprout/

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I semi: basilico, timo, prezzemolo, salvia, aneto, coriandolo, calendula, menta, ipomea.

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Sprout Pencil è venduta in confezione da 8 matite, per ora solo su Amazon o contattando gli ideatori.

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Ovviamente funziona come una matita normale, quindi scrivete, disegnate e colorate finchè dura!

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Una volta finita la matita, inizierà il divertimento!

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Piantatela in un vasetto e aspettate qualche giorno.

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Annaffiate a giorni alterni. Il terriccio deve rimanere umido.

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Dopo qualche giorno comparirà il germoglio: mettete il contenitore in un angolo luminoso!
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Pantone: il colore del 2014 sarà Radiant Orchid

December 5, 2013
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Pantone Inc. ha svelato quale sarà il colore del 2014. Dopo Tangerine Tango del 2012 ed Emerald del 2013, il nuovo anno sarà Orchidea Raggiante, un mix tra rosa, viola e fucsia ben sintetizzato nelle tonalità del fiore che gli da il nome. Pantone Inc. è un’azienda americana specializzata in tecnologie per la grafica, soprattutto nell’ambito della catalogazione dei colori. Varcati i confini della grafica, è oggi considerato il punto di riferimento per la gestione dei colori nel mondo dell’industria e della chimica. Dal 2000 proclama ufficialmente il “colore dell’anno”, il pantone che influenza stili e texture, dalla moda al design.pantone_radiant_orchid

Insomma, l’anno prossimo largo spazio alla briosa tonalità Radiant Orchid 18-3224, in forte contrasto con il verde smeraldo del 2013. Dai cardigan, alla pelle, dagli smalti ai rossetti. Vi pare un colore femminile? Non scherzate, già vedo tutti i fashion victim uomini indossare virili sciarpine color lilla. E che dire di quelli che sbaglieranno colore, invertendo il viola rosato con uno squallido rosa violaceo? Pivelli.
Già alle sfilate Primavera-estate di Prada, Chanel e Dior hanno campeggiato rosa e viola: con la proclamazione di Pantone, questa tonalità guadagnerà un importante impennata.

Perchè è stato scelto il Radiant Orchid? Perchè, come sottolineato da Leatrice Eiseman, executive director del Pantone Color Institute, si tratta di “un mix armonioso e affascinante di sfumature fucsia, viola e rosa, Radiant Orchid ispira fiducia ed emana grande gioia, amore e benessere. È un viola accattivante, un colore che attrae con il suo fascino seducente”.
L’entusiasmo  contagerà anche i punti vendita garden? Staremo a vedere!

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Le piante non adatte ai bambini

December 3, 2013
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Se siete appassionati di giardinaggio, come me andrete in giro a cercare le specie più strane sperimentando colori, profumi e forme. Spesso le piante che acquistiamo, però, nascondono dei grossi pericoli per noi e per chi ci sta attorno. Piante come l’Oleandro, per esempio, che vediamo ovunque d’estate nei luoghi di villeggiatura, è in realtà pericolosissimo perchè contiene una linfa velenosa. Per il profumo buonissimo che hanno, li assaggerei anche io!
Se avete figli o nipoti dovete necessariamente procedere con gli acquisti evitando una serie di piante “pericolose”. Tramandare la passione per il giardinaggio potrebbe, infatti, finire per causare l’effetto contrario.
Il punto più delicato del giardino rimane la recinzione: le siepi utilizzate per circondare il perimetro della nostra proprietà facilmente saranno varietà con spine o con foglie spinose (il fine  è quello di tenere lontani i ladri), pericolose perchè si sviluppano in altezza arrivando e superando abbondantemente gli occhi del bambino. Inoltre, si tratta di specie spesso ricoperte di bacche, molto invitanti per i bambini.
“Questo non si mangia!” è uno dei primi insegnamenti. Ma talvolta i pericoli risiedono anche nelle foglie o non è indispensabile ingerire la pianta per restare avvelenati.
Tra tutte, la Stella di Natale, che pare sia tossica.
Se pensavate di crescere i vostri bambini a contatto con la natura, ricordatevi che è proprio in natura che esistono i veleni più pericolosi!

Vediamo un breve vademecum di specie da evitare in presenza di bambini
Piante NO:

Foglie spinose
Arbusti con foglie grandi spinose, come  AgrifoglioMahonia, Yucca gloriosa, Colletia paradoxa . A differenza degli aghiformi, queste piante hanno foglie robuste e taglienti, che potrebbero fare male.

Foglie friabili
Arbusti dalle foglie friabili, che si sgretolano al tatto, come la Buddleja e la Lavatera.

Linfa velenosa
Varietà dalla linfa velenosa, come Euforbia Pulcherrima (Stella di Natale), Helleborus niger, Ruta, Brugmansia, Ciclamino, Dieffenbachia, Oleandro, Fatsia japonica (Aralia).

Foglie friabili
Piante con bacche velenose, come Dafne, Phytolacca e lo stesso Agrifoglio.

Piante spinose
Piante con le spine, come Biancospino, Pungitopo e Crespino.

Piante spinose

Piante spinose

Ciclamino

Ciclamino

Aralia

Aralia

Phytolacca

Phytolacca

Helleborus niger

Helleborus niger