La rosa: impariamo a coltivarla

Le prime testimonianze di coltivazione della rosa riportano ai sumeri, oltre 5.000 anni fa. Negli ultimi 300-400 anni l’interesse per questo fiore ha avuto una straordinaria accelerazione, soprattutto a partire dalla fine del Settecento e per tutto l’Ottocento, quando il lavoro di ibridazione, nato per merito di olandesi e francesi nel XVI secolo, si è fatto quasi frenetico. Negli ultimi 150 anni sono state create più di 10.000 cultivar di rose e attualmente se ne coltivano circa 3.000 selezionate tra le più belle, le più profumate, le più adattabili.
Il confine tra rose antiche e moderne è sfumato. Potremmo indicare come data il 1867, anno della nascita del primo ibrido di Tea, ma in realtà più che sulla cronologia, la distinzione tra le due grandi classi è basata su caratteristiche quali portamento, rifiorenza, colore, robustezza e forma dei fiori.
Le rose sono tradizionalmente suddivise in classi o gruppi di varietà con caratteristiche comuni. Alcune classi sono antiche, mentre altre sono il risultato di attività di ibridazione dell’uomo. In generale, si considerano tre grandi gruppi di rose: Specie (rose selvatiche) e relativi ibridi, rose antiche e rose moderne.

  • Le rose selvatiche sono in genere grandi rampicanti o rose arbustive a fiore singolo e piatto, che fiorisce in tarda primavera o inizio estate, seguito da un abbondante produzione di bacche.
  • Le rose antiche sono caratterizzate dai forti profumi che le contraddistinguono rispetto agli ibridi moderni. Hanno una sola fioritura all’anno e questa avviene anticipatamente rispetto alle rose moderne. In autunno, le rose antiche assumono colori variegati sia nel fogliame sia nelle bacche. Sono generalmente piante resistenti e di dimensioni piuttosto grandi.
  • Le rose moderne sono le più numerose, quelle che si regalano in mazzi dai lunghi steli, riconoscibili per il classico bocciolo conico e turbinato, e per la loro rifiorenza. Ne esistono varietà a grande fiore, che portano singoli fiori vistosi, o varietà floribunde,  cioè ricche di grandi mazzi di fiori più piccoli e aperti.

Rose Tea Sempre nell’Ottocento e sempre discendenti da genitori cinesi, si affermarono in Europa rose di grande raffinatezza, dai fiori morbidi e delicati come la seta, caratterizzate da toni pastello e da un profumo dal forte aroma di thè. Probabilmente è per questo che vennero chiamate Tea. Oppure anche perché venivano trasportate sui vascelli delle Indie Orientali insieme ai carichi di thè. Sono rose molto delicate che temono il freddo, per cui si sono sviluppate maggiormente e ad oggi si trovano sono nelle zone temperate d’Europa.

Come scegliere?
La scelta della rosa giusta da mettere in giardino o in casa richiede alcune considerazioni e valutazioni, a causa dell’elevato numero di varietà e cultivar, diverse per forma, dimensioni, colore e fioritura. Con centinaia di tipi di rose a disposizione, la scelta è vasta. I fattori da tenere in considerazione sono molti:
- Le rose si sviluppano bene al sole, quindi scegliere una zona ben esposta dove coltivarle.
- Considerare lo spazio a disposizione: se è limitato, si possono scegliere varietà nane o in miniatura.
- Con spazi più ampi, si possono scegliere varietà a cespuglio, che creeranno una larga fascia di colore quando in fiore.
- Alcune varietà di rose a cespuglio sono l’ideale per creare siepi piene di colore, altre varietà rampicanti sono l’ideale per crescere su pergolati. Considerare le dimensioni adatte per lo spazio a disposizione nel giardino e il colore che si desidera ottenere.

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La cura della rosa
Temperatura – In genere le rose hanno una buona resistenza sia alle basse sia alle alte temperature. Sono in grado di affrontare i rigori dell’inverno con una adeguata pacciamatura al piede della pianta. Nel periodo di fioritura, i valori ideali sono compresi tra 12° e 25°. Se durante il periodo vegetativo le temperature si mantengono più basse, le rose produrranno i cosiddetti “rami ciechi”, ovvero privi di gemme a fiore. Se invece le temperature andranno oltre i 25°, i fiori probabilmente saranno più piccoli e pallidi. In presenza di estati torride, le rose potrebbero addirittura sospendere l’attività vegetativa, per cui sarebbe inutile, se non dannoso, insistere con irrigazioni, concimazioni e potature nel tentativo di stimolarle. La pacciamatura alla base serve, in estate, per evitare il surriscaldamento dell’apparato radicale, fattore che in molti casi provoca l’arresto della fioritura. Utilizzare corteccia, lapillo vulcanico o argilla, serve a trattenere l’umidità dell’apparato radicale, mantenendo fresca la base e impedendo alle erbe infestanti di crescere.
Esposizione – Le rose amano le posizioni soleggiate, addirittura alcune vogliono 6 ore di sole al giorno. Ovviamente le ore migliori sono quelle del mattino, più dolci e meno calde. Le rose tollerano anche l’ombra leggera, ma non totale: in questo casi, se sopravvivono, sviluppano molta vegetazione senza mai arrivare a fiorire.
Annaffiature – La quantità di acqua richiesta dalle rose è strettamente dipendente dalla stagione e dall’andamento termico e delle precipitazioni. In generale, le rose non necessitano di molta acqua, e le innaffiature possono mantenersi su frequenze bisettimanali. Quando fa molto caldo le innaffiature vanno incrementate fino a tre o quattro volte alla settimana, soprattutto se il terreno tende a drenare efficientemente. Come capita a molte piante, anche le rose non gradiscono acqua su foglie, fusti e fiori, perché si sviluppano molto facilmente le malattie fungine.
Aerazione – Importantissima è la buona ventilazione. Se decidete di mettere la vostra rosa in un angolo del giardino o del terrazzo protetto dal vento, dovete accertarvi che sia comunque dotato di una buona circolazione dell’aria. I ristagni di aria umida possono causare le malattie crittogamiche. Per lo stesso motivo, quando affianchiamo una rosa a un’altra, dobbiamo fare in modo che abbiano il loro spazio vitale, che equivale a circa 2/3 dell’altezza della pianta.
Terreno – Le rose prediligono terreni argillosi, ricchi di sostanze nutritive e ben drenati. Nessuna specie e varietà di rose, infatti, tollera i ristagni idrici, causa primaria di asfissia radicale e possibili marciumi. Nel caso il terreno non fosse sufficientemente drenato, è possibile migliorarne le caratteristiche utilizzando ghiaia, argilla espansa o sabbia per aumentarne la porosità. Il valore ottimale di pH è 6.5- 7, quindi le rose prediligono terreni leggermente acidi o neutri.
Per scoprire che tipo di terreno avete, basta munirsi di cartine al tornasole, apposite strisce di carta imbevute di un colorante vegetale che cambia colore a seconda del grado di acidità del substrato con cui viene a contatto.
Concimazione – La concimazione delle rose è indispensabile per supportare la crescita e la fioritura. La fertilizzazione dovrebbe basarsi su prodotti granulari a lento rilascio che forniscano azoto, fosforo, potassio e microelementi, da somministrare in seguito alla potatura invernale. Questa concimazione può essere ripetuta ogni 2-3 settimane a seconda della rosa, durante l’intera stagione vegetativa.

L’acquisto di rose in pack
Alcuni consigli per valutare le rose a radice nuda, vendute in pack di cartone:
1) assicuratevi che l’apparato radicale sia sano e ben sviluppato, con poche radici principali grosse e molte radici secondarie sottili: le prime servono per ancorare la pianta al suolo, mentre le seconde svolgono il compito di assorbimento dei nutrienti.
2) I rami, distribuiti in modo regolare e ben bilanciato, devono essere verdi, non raggrinziti né graffiati, né rotti o spezzati.
3) Le gemme devono essere dormienti, cioè non devono essere presenti germogli allungati e pallidi, che probabilmente moriranno subito dopo l’impianto.
4) Almeno due steli devono avere diametro superiore al mezzo centimetro
5) Le rose rampicanti devono avere due steli con una lunghezza superiore a 30 centimetri.

La potatura
Come per la maggior parte delle piante, esistono delle regole ben precise per potare. Il solo problema è che sono molto diverse le une dalle altre e la sfida consiste nel capire quali regole siano quelle giuste per quel particolare tipo di rosa e per la conformazione che si vuole ottenere.
Riguardo al rapporto potatura/fioritura vale la regola:
maggiore potatura = fiori più grandi
minore potatura = maggior numero di fiori ma più piccoli
L’intensità della potatura varia in funzione del tipo di rosa. La rosa “Floribunda” richiede solo potature leggere per fiorire; l’ibrido Tea, che produce fiori grandi, richiede invece potature vigorose per ottenere una fioritura vistosa.
POTATURA INVERNALE DELLE ROSE – In generale, tutte le rose vanno potate in tardo inverno, quando la caduta delle foglie è completata e non è ancora iniziata l’emissione dei nuovi germogli. Le piante giovani devono essere potate con grande attenzione e i tagli devono essere meno vigorosi, lasciando un numero sufficiente di steli e gemme necessario allo sviluppo della giovane pianta. In genere si lasciano 4-8 steli, un numero inferiore nelle piante più vigorose.  Evitate di tagliare le gemme più robuste, localizzate a metà stelo e, vicine alle foglie più lussureggianti. Per riuscire ad avere uno sviluppo corretto ed esteticamente gradevole, lasciate le gemme rivolte verso l’esterno della pianta. Di solito, queste gemme producono i fiori più grandi e appariscenti.  Ogni pianta ha rami vecchi e giovani, scegliere quelli che danno alla pianta la forma migliore e asportare i rimanenti, soprattutto i più vecchi. Sui rami più vecchi, lasciare sempre un germoglio laterale e accorciare quelli nuovi cresciuti in estate.
POTATURA ESTIVA DELLE ROSE – La potatura estiva delle rose consiste nel rimuovere i fiori appassiti dopo la prima fioritura. E’ necessario asportarli prima che si formino i frutti (cinorrodi), che indeboliscono la pianta e impediscono la formazione di una eventuale seconda fioritura stagionale. In base alla varietà, dopo una prima fioritura e una volta asportati i fiori appassiti, la pianta fiorirà nuovamente dopo circa 6-10 settimane. La potatura estiva, utile a far rifiorire la pianta, può essere ripetuta più volte, fino a circa sei settimane prima dell’arrivo dei primi geli invernali.

Sintomi di sofferenza
Quando le nostre rose sono carenti di qualche nutrimento, possiamo facilmente riconoscerlo dal manifestarsi di alcuni segni evidenti:
azoto – le foglie, piccole e ingiallite, talvolta con macchioline rosse, cadono con l’arrivo dell’autunno. La pianta cresce poco
fosforo – le foglie hanno una colorazione verde-bluastra opaca, con macchie rossastre sulla parte inferiore. I getti sono deboli
potassio – le foglie diventano rosso-brune lungo i bordi e in corrispondenza delle nervature. I fiori sono piccoli.
ferro – se la carenza è grave, si ha la morte del tessuto fogliare, se è lieve le foglie si scolorano, ingiallendo. Può essere causata da un eccesso di calcare nel terreno.
magnesio – le foglie adulte ingialliscono in corrispondenza delle nervature, quindi diventano scure e cadono. I nuovi getti stentano a spuntare.
Rame – il colore delle foglie schiarisce e gli apici seccano, Può essere causata da un eccesso di fosforo.

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