La potatura dell’ortensia

L’ortensia è un arbusto originario degli ambienti di sottobosco, che vive bene all’ombra, ama l’umidità e le posizioni riparate. È una pianta acidofila, ovvero una specie che vive bene in terreni normalmente inospitali per la vita vegetale, ovvero acidi. Non ci sono difficoltà particolari nella coltivazione delle ortensie: quando decidete di metterle a dimora, scegliete bene il luogo. Se sbagliate, assumeranno un aspetto disordinato, ma non moriranno.
In questo post vorrei parlarvi della potatura, una variabile fondamentale e abbastanza delicata. Potare le ortensie è semplice ma spesso potature sbagliate e protratte nel tempo causano un invecchiamento e un infittimento della vegetazione che non giova alla pianta e, soprattutto, riduce notevolmente la fioritura.
Il momento migliore per potare le ortensie è la fine dell’inverno (febbraio-marzo).  Si pensa erroneamente di dover potare a settembre: invece, è meglio mantenere le gemme apicali durante il periodo invernale, in modo da proteggere quelle nuove. I rami tagliati in autunno lasciano penetrare acqua all’interno della pianta, rischiando di aumentare i danni del gelo.

Come potare l’Hydrangea macrophylla (l’ortensia più comune)?
Considerando che l’ortensia fiorisce sui rami dell’anno precedente e che il fiore sarà appunto la gemma apicale dei rami preparata l’anno prima, se andiamo a tagliare le punte durante l’inverno, possiamo anche scordarci di rivedere i fiori. Detto questo, ci sono tre tipi di tagli da effettuare, a seconda dei tipi di rami che la nostra pianta presenterà.
1. Accorciare i rami che hanno prodotto fiori l’anno precedente. Per farlo, si contano due coppie di foglie in cima a ogni stelo e si taglia appena sopra la terz’ultima. In questo modo, si diminuirà il volume della pianta, che fiorirà sui getti laterali.
2. Tagliare dalla base i rami sottili, legnosi, che non hanno gemme, probabilmente danneggiati dal gelo. Se avete dubbi, tagliate man mano il rametto e verificate il colore. Se è marrone, asportate tutto il ramo, altrimenti potete accorciarlo fino a che è verde. Ricordate, comunque, che questi rami per l’ortensia sono inutili e non porteranno nè fiori nè foglie.
3. Eliminare i rami “scomposti”, quelli, seppur grandi, che crescono intralciando gli altri. Anche questi vanno tagliati alla base. Per fare in modo che la vostra ortensia abbia forma sferica, non possiamo far crescere i rami in modo scomposto. I rami non potati e disordinati dopo qualche anno si appesantiscono fino a cadere sul terreno: questo fattore diminuisce la fioritura, quindi attenzione. Non sempre è necessario  eliminare i rami vecchi, spesso anche quelli di due anni presentano gemme nuove che fioriranno e la loro potatura può essere rimandata di un anno.

Ricordate:

  • La potatura serve per garantire maggiore penetrazione di luce e aria, fattori che comportano uno sviluppo molto rigoglioso.
  • In caso di mancata potatura, l’ortensia, come le altre piante legnose, tipo la lavanda, tenderà a lignificare e man mano a spogliarsi nella parte inferiore. Se il cespuglio non viene potato la fioritura diventerà sempre più debole.
  • La potatura è necessaria quando la pianta ha già raggiunto 20 centimetri di altezza, al di sotto di questa misura basta rimuovere i rami secchi o troppo deboli.

 

 

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