Piante da interno: tutti i consigli

Le piante d’appartamento sono un buon terreno di prova su cui potete esercitare il vostro pollice nero. Non vi sto consigliando di acquistare piante indoor e ucciderle, ma vi consiglio di leggere questo post in cui sono contenuti alcuni semplici consigli per la cura del verde.
Se volete farvi un’idea di alcune piante da interni, alcune molto particolari, che potete coltivare nelle vostre case, guardate il sito di Bakker, il vivaio online che da oltre 65 anni fa vendita per corrispondenza. Ci sono L’Orchidea airone, la Palma delle Hawaii o la Dionaea muscipula tra le più scenografiche.
Vediamo, in questo primo articolo, alcuni semplici accorgimenti da adottare, in particolare su collocazione e annaffiatura. Nel prossimo post vi racconterò di più su concime e parassiti.

IMG_35831.  Non spostate le piante
Una volta acquistate le piante, scegliete la posizione giusta in base alla luce di cui hanno bisogno. Cercate di non spostarle frequentemente, o meglio, spostatele il meno possibile. Le piante soffrono molto tutti i cambiamenti, che appunto provocano stress. Lo spostamento è uno dei fattori principali di stress per le varietà da interno: il fatto che abbiano le radici è proprio perchè le piante non vogliono essere spostate. Le più sensibili sono le piante fiorite, quindi attenzione a come le usate.

2. Mantenere l’habitat
Visto che, col trascorrere delle stagioni, le condizioni di luce e temperatura variano sensibilmente, assicuratevi di poter cambiare questi fattori, senza per forza dover ricorrere allo spostamento della pianta. La luce, in particolare, è determinante: a partire dalla primavera, è necessario creare una schermatura, soprattutto sui fiori e nelle ore più calde della giornata. Una tenda va benissimo.

3. Più si è, meglio si sta
Le piante fanno gruppo: avvicinare i vasi consente di sfruttare una maggiore umidità ambientale, fattore di cui beneficiano tutti gli esemplari in vario modo, anche quelli che tollerano la secchezza, come i cactus.

Anche se le piante stanno meglio vicine tra loro, non dovete cedere alla tentazione di annaffiarle tutte insieme seguendo i bisogni di una o, ancora peggio, di tutte. Ogni vaso avrà la sua necessità e tempistica e un bisogno d’acqua ben preciso. Per esempio, le piante fiorite, le felci o le talee hanno bisogno di una quantità di acqua superiore a molte altre varietà.

4. Toccate, toccate!
Dai, ancora un goccio. Quante volte vi sarà capitato di abbondare? Credo spesso. Muoiono più piante per eccesso di acqua (che causa il marciume radicale), che per mancanza. Per risolvere questo dilemma, è bene toccare sempre la terra prima di prendere la bottiglia in mano. Se è umida e resta attaccata alle dita, allora non aggiungete acqua, nemmeno alle piante in fiore. Se avete dubbi, perchè vedete la superficie completamente secca, non pensate di rimediare mettendo un litro d’acqua!

5. Mai acqua nel sottovaso!
Non vale la regola “metto lì l’acqua, così quando ha sete se la beve”. Non dovete mai lasciare acqua nel sottovaso perchè le radici rischiamo di imputridire. Per evitare, ogni volta, di rimuovere l’acqua in eccesso, potete mettere della ghiaia nel sottovaso: questo consentirà alla pianta di mantenere umidità a sufficienza, anche in pieno inverno, quando i caloriferi sono accesi. Molte piante vanno innaffiate da sotto, come le orchidee, ma nonostante questo una volta finito il momento dell’innaffiatura devono tornare in un sottovaso asciutto.

6. Addolcire l’acqua
Io devo ammettere che non lo faccio mai! Però, sarebbe consigliabile eliminare il calcare dall’acqua del rubinetto. Si deve bollire e lasciar raffreddare: in tal modo il calcare si depositerà sul fondo e il cloro evaporerà. Oppure, potete raccogliere l’acqua piovana, che farà molto bene a orchidee e azalee.

7. Meglio la sete
Le piante muoiono spesso per troppa acqua: lasciare la terra sempre umida comporta che le radici non abbiano spazio per respirare, per questo imputridiscono.

 

 

 

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