TerraXchange: l’orticoltura diventa social

Quante volte abbiamo pensato di avere molte idee e poco spazio a disposizione? Quante volte abbiamo sognato di

Marco Tacconi, creatore di TerraXchange.

Marco Tacconi, creatore di TerraXchange.

diventare orticoltori, ma abbiamo abbandonato il sogno proprio a causa della mancanza di uno spazio verde? E accade anche il contrario: ci sono spazi che, per vari motivi, restano abbandonati a se stessi e, soprattutto, incolti. E probabilmente i proprietari vorrebbero trovare a chi affidare questi spazi.
Da oggi è possibile scambiarsi terreni con un nuovo social network destinato a riutilizzare gli spazi incolti e rendere felici e soddisfatte molte persone..
Terraxchange è un portale web il cui obiettivo primario è riqualificare piccoli terreni caduti in totale abbandono. La mission è creare un mercato alternativo in grado di unire domanda e offerta. Proprietario e orticoltore entrano così in rapporto in una sorta di contratto di mezzadria dei tempi moderni, in cui entrambi beneficiano di questa proficua collaborazione: il proprietario dà a disponibilità il terreno e l’orticoltore potrà coltivare l’orto in cambio di una parte degli ortaggi prodotti.
Marco Tacconi è il giovane promotore di questa nuova community tutta incentrata sugli amanti del verde: dopo la laurea in Agraria, il progetto è nato dalla necessità di avere uno spazio proprio, in cui sperimentare e accrescere l’esperienza sul campo.
Già molte persone si sono iscritte al sito e hanno deciso di partecipare all’iniziativa: una bella idea per vedere finalmente recuperati molti luoghi che infastidiscono la vista e il cuore. Ovviamente, oltre agli spazi fisici, la piattaforma è il luogo ideale in cui condividere progetti, idee e la passione comune per il verde.
La start up orticola pensata e sviluppata dal giovane Marco è una delle idee più belle e utili degli ultimi tempi. Se avete entusiasmo e idee è tempo di andare su www.terraxchange.it per trovare anche il luogo che fa per voi. E se invece avete un terreno di cui vorreste disfarvi, ci pensiamo noi contadini!

 

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