Helleborus, la rosa d’inverno

Nella stagione autunnale garden center e vivai si riempiono di Helleborus, la pianta conosciuta come Rosa d’inverno, tra la pochissime piante a fiorire, anche copiosamente, nel periodo in cui tutta la vegetazione è a riposo. L’autunno è il momento migliore per acquistarlo, visto che questa specie da il meglio di sé in inverno, soprattutto nel mese di dicembre. Si tratta di un perfetto regalo di Natale per chi ha il pollice verde e non. In commercio ne esistono di varie dimensioni, che variano anche molto nel prezzo. Non è una pianta molto economica, quindi regalatela a chi saprà curarla! L’Helleborus appartiene alla famiglia delle Ranuncolacee. Ne esistono diverse specie: Helleborus niger ( o rosa di Natale), Helleborus viridis (= elleboro verde), Helleborus foetidus (=elleboro fetido, o “cavolo di lupo”), Helleborus Purpurascens ( con foglie verde chiaro e fiori viola), l’Helleborus Abchasicus (con fiori bianco-rosei), l’Helleborus Odorus (con fiori penduli, profumati, di colore verde) e l’Helleborus Orientalis.

Helleborus viridis

Helleborus viridis

Se fino a qualche anno fa erano bistrattati, a causa del loro profumo non sempre delizioso, oggi sono ricercatissimi, perchè oltre a fiorire di inverno, sono piante autonome, che riescono ad adattarsi e hanno bisogno di poche cure.
Poche cure, ma buone
L’Helleborus non ama il sole diretto e cresce bene all’ombra, preferisce un clima umido e fresco e necessita di un terriccio ben drenato e ricco di calcio. Quando lo acquistate, rinvasatelo subito in un contenitore profondo (tipo quello delle rose), le radici sono rizomatose e hanno bisogno di spazio. Se lo avete acquistato in una gelida giornata di dicembre, prima di piantarlo aspettate che la terra sia disgelata. Più è grande il vaso, meno si rischia il ristagno idrico, che causa marciume radicale. Si tratta di una pianta autonoma, abituata a non ricevere le cure dell’uomo: basta quindi ricordarsi di annaffiarla nei periodi di siccità e di concimarla una volta l’anno.
L’estate è il periodo più delicato per l’Elleboro. Se avete un giardino e volete piantarlo in piena terra, fate come me: l’ho collocato ai piedi di un Osmanthus Fragrans, in modo da rimanere sempre o quasi in ombra. Se avete un terrazzo, scegliete la posizione giusta, magari vicino o sotto ad altre piante più grandi i cui rami partono dai 30 cm (altezza media dell’elleboro).

I fiori
La struttura dei fiori (ciò che vediamo non sono petali, bensì sepali modificati) ne favorisce la lunga durata; il tempo di fioritura inizia a dicembre e si prolunga fino a marzo e i fiori rimangono inalterati addirittura per settimane. I colori dei fiori delle varie specie botaniche sono generalmente verdi tranne l’elleboro niger dal fiore color bianco e l’elleboro purpurascens, atrorubens e torquatus che si presentano in varie tonalità di porpora.
Riproduzione
Qui iniziano i problemi! Salvo rare eccezioni, non esistono metodi facili e rapidi per riprodurre l’Helleborus:  questo spiega non solo la rarità ma anche il costo di molte specie e di alcuni ibridi. Sono due i metodi di riproduzione: per seme e tramite moltiplicazione dei rizomi.  Per quanto riguarda la moltiplicazione per seme, se la vostra pianta è in piena terra, farà tutto da solo e in poco tempo potreste vedere piccole piantine crescere tutte intorno. Ma per ottenere piante identiche a quelle di origine si può solo ricorrere alla divisione dei rizomi, che è purtroppo limitata dalla relativa lenta crescita di queste piante. I rizomi delle piante madri vengono divisi in autunno/inverno ottenendo porzioni di radice con uno o più germogli dormienti,che vengono ripiantate immediatamente. Si vedrà il risultato solo a partire dall’anno successivo.

Helleborus niger

Helleborus niger

La semina tramite bustine  è una procedura laboriosa e lenta perché i semi raccolti appena completata la maturazione, germinano in 6-8 mesi dopo la semina e le piante così ottenute fioriranno dopo un periodo di attesa variabile dai 2 ai 3 anni.
Curiosità
Il termine Elleboro è formato da due parole greche che significano nutrimento che uccide, in riferimento alla sostanza velenosa contenuta nella parte rizomatosa. Si tratta di una pianta potenzialmente pericolosa, ma basta lavarsi le mani dopo il contatto e, ovviamente, non ingerirla. In contrasto con queste sue proprietà è il suo valore simbolico: l’Elleboro in India viene collocato vicino al letto delle partorienti perchè è di buon auspicio per il neonato.

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