La potatura della lavanda: come e perchè?

La lavanda è una pianta perenne sempreverde a forma cespugliosa che raggiunge ridotte dimensioni. È di facile coltivazione, preferisce un’esposizione soleggiata, resiste al freddo e al caldo ed è l’ideale per chi ha il pollice nero perchè non ha esigenze particolari per quanto riguarda le annaffiature, anzi sopporta bene la siccità. Attenzione al terreno che non deve mai rimanere umido: tra un’innaffiatura e l’altra lasciare che la terra si asciughi, in modo da evitare i ristagni idrici, causa del marciume radicale.
La potatura va effettuata ogni anno: la pianta va potata drasticamente fin dall’inizio della coltivazione per evitare che assuma un aspetto disordinato e poco appariscente. È necessario rimangano pochi centimetri di vegetazione dell’anno scorso, considerate che andrete a tagliare il 70% della pianta. Di norma, va potata dopo la fioritura, all’inizio dell’autunno. Se siamo in presenza di climi freddi e umidi, possiamo posticipare la potatura a marzo. Ricordate, comunque che a settembre si fa il “lavoro grosso” con tagli drastici, mentre a marzo si fanno le rifiniture (si spunta e si può dare forma rotondeggiante al cespuglio). Ci sono, comunque, varie scuole di pensiero sul mese giusto di potatura. Ma se la effettuate nei due mesi indicati, di sicuro non sbagliate.
C’è un punto preciso dove dovete tagliare: è la quarta gemma (come si vede nella foto). Se non è sufficiente tagliare gli apici, è sbagliatissimo rasare a zero: se si taglia fino alla parte legnosa (che con l’invecchiare della pianta, aumenta), infatti, non ci saranno più gemme e la pianta potrebbe anche morire.

lavanda_potatura

conta 4 gemme a partire dal legno…e taglia!

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