Le regole d’oro delle bulbose

OLYMPUS DIGITAL CAMERASe non avete ancora acquistato i vostri bulbi primaverili, è tempo di sbrigarvi! Nei centri bricolage, nei garden, nei supermercati, sui siti internet e nelle fiere dedicate al giardinaggio, il periodo autunnale è un brulicare di sacchetti contenenti i più bei bulbi provenienti dall’Olanda. Da settembre fino a inizio dicembre è necessario interrarli; se si aspetta troppo si rischia di compromettere questa facilissima, ma molto gratificante, opera di giardinaggio.
Per comodità si associa alla parola “bulbose” una quantità molto vasta di specie. In realtà questa categoria di piante si suddivide in sottocategorie, a seconda di come è strutturato l’organo sotterraneo: bulbi, rizomi, cormi e tuberi. Il Crocus nella foto di fianco è, per esempio, un cormo.

 

Le regole d’oro:

Tempistica
Acquistate presto in stagione: la scelta è maggiore e i bulbi sono freschi, cioè prelevati e confezionati da poco tempo. Nonostante siano rinomati per la loro resistenza, ci sono alcuni bulbi, come i Narcisi, che soffrono la permanenza fuori dalla terra.

Materia prima
Analizzate bene cosa state comprando: i bulbi devono essere turgidi, senza ammaccature, ferite o zone ammuffite. Se notate una di queste problematiche, significa che sono stati conservati male oppure che ci sono delle malattie crittogamiche in atto. I bulbi che acquisterete saranno in un sacchetto trasparente forato. Potrete vedere, quindi, il contenuto. Questo è un punto importante: non comprate mai i bulbi in un sacchetto di cui non vedete il contenuto, perchè  potrebbero essere deteriorati.

Sconti
Se trovate uno sconto del 50% probabilmente non siete in procinto di fare un buon affare. Come avviene per i vestiti, spesso gli sconti sulle piante vengono fatti perchè sono “della passata stagione”, quindi in ritardo per essere piantati. Optate, piuttosto, per altre scelte: per i bulbi se ne riparlerà a primavera!

Pochissime bulbose sono sempreverdi (la Clivia, per esempio): in generale, ottimizzano il loro ciclo vegetativo in modo da emettere radici e germogli all’avvio della stagione più favorevole alla specie. Dopo il periodo di “attesa”, la pianta raggiunge il massimo sviluppo nelle condizioni più favorevoli affinchè i suoi fiori vengano fecondati. Una volta che il bulbo è sfiorito, le foglie continuano a svilupparsi e, attraverso la fotosintesi, elaborano zuccheri e sostanze di riserva che serviranno al bulbo per la fioritura dell’anno successivo. Per questo motivo, dopo la sfioritura, dovete lasciare che le foglie ingialliscano e appassiscano. Non toglietele, non tagliatele! Potreste compromettere la fioritura per l’anno successivo!

La riproduzione

Mentre le foglie ingialliscono, maturano i semi. Questi ultimi, però, non sono il mezzo principale di riproduzione. Alla fine del ciclo vegetativo, quando estrarrete i bulbi dal terreno, troverete i “bulbilli” tutti intorno al bulbo principale. O, nel caso dei rizomi (iris, mughetti), vedrete che la radice ha emesso nuove porzioni. A questo punto dovrete moltiplicare, staccando i bulbilli nuovi e tagliando i rizomi dove c’è la gemma.
C’è una particolarità che contraddistingue i bulbi: la natura aiuta le specie più a rischio, regalando una chance in più di sopravvivenza. Infatti, le specie più fragili che si adattano meno ai cambiamenti climatici e soffrono di molti fattori, sono quelle che producono più organi sotterranei e , quindi, hanno più possibilità di riprodursi.

 

 

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